L’esperienza alla guida di Napoli e la situazione dell’Italia ci hanno fatto maturare la convinzione che nel 2015 si deve lavorare duramente e con passione per la costruzione di un’alternativa democratica in un Paese le cui Istituzioni – al netto dell’encomiabile lavoro di una immensa moltitudine di donne e uomini che servono lo Stato – sono profondamente intrise di corruzione e mafie.
E’ molto probabile, se non addirittura certo, che il futuro Presidente della Repubblica sia scelto, ancora una volta, tra persone dell’apparato sistemico. Siamo un oceano lontani da statisti quali Berlinguer e Pertini. Al Governo del Paese e al vertice dello Stato vige un patto tra Renzi/PD e il nuovo centro destra di Alfano, già segretario di Forza Italia, e con lo stesso Berlusconi. La triplice del blocco sociale, economico, culturale e politico.
Questo è quello che ci viene propinato con la boria della propaganda come il nuovo che avanza e il cd. cambia verso. Renzi sta proseguendo, con ancora maggiore protervia e autoritarismo, le politiche iperliberiste che hanno caratterizzato i Governi degli ultimi anni. Politiche antidemocratiche portate avanti a colpi di fiducia e decreti legge – in violazione dello spirito costituzionale – senza alcun significativo rilievo da parte del Quirinale. Soppressione dei diritti dei lavoratori – ad iniziare dall’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori – come nemmeno Monti e Fornero erano riusciti a realizzare.
Patto di stabilità sempre più opprimente che non consente agli amministratori locali di spendere e investire per i diritti primari delle persone e per migliorare i servizi delle comunità.
Provvedimenti, come lo Sblocca Italia, che aprono ad una stagione scellerata di commissariamenti, cementificazioni selvagge, trivellazioni, opere pubbliche faraoniche, dispendiose ed inutili, distruzione del nostro paesaggio, delle nostre terre e del nostro mare.
Situazione economica ed occupazione addirittura peggiorata nel Paese rispetto al Governo Letta.
Politiche distruttive nei confronti dei giovani e del mezzogiorno.
Solo nel campo delle guerre e degli armamenti Renzi ha fatto di più e speso di più. Come le politiche liberiste più radicali il governo pensa di rimettere in moto l’economia con armi, cementificazione selvaggia e opere pubbliche maestose. E’ quello che piace a chi ha tanti denari: mafie e grandi lobby. Il tutto condito da una propaganda mediatica e una retorica divenuta sempre più evidente nella sua evanescenza. I partiti alternativi alla triplice e che non hanno governato recentemente da soli non riescono a contrastare questo Sistema che è anche pericoloso perché spesso utilizza la legalità formale intrisa di ingiustizia per mettere in campo il suo disegno.
Nel Paese, però, e’ cresciuta in questi anni una lotta contro il Sistema: la elezione di sindaci al di fuori del sistema stesso, la nascita di movimenti civici, il risultato del M5S alle politiche del 2013, le battaglie di pezzi significativi di forze sociali, soprattutto le lotte di associazioni e comitati dal Nord al Sud del Paese. Per non parlare poi del lavoro coraggioso che servitori dello Stato stanno compiendo per ricostruire verità e giustizia con riferimenti a fatti drammatici della nostra storia. Uno per tutti, il PM Nino Di Matteo, simbolo di quella parte di Stato onesta e pulita. Insomma nel Paese reale il terreno è fertile per la lotta al Sistema e per la costruzione di un’alternativa culturale, sociale, economica e, quindi, Politica.
Il mio osservatorio, prima di magistrato di prima linea ed oggi di sindaco in prima linea, mi ha consentito di verificare anche che il Sistema mette in campo tutte le azioni possibili – ammantate spesso dai canoni del rispetto apparente della legalità formale – per abbattere chi si oppone ad esso perché non tollera di essere messo in discussione nel cuore del suo potere. Adesso il sistema va sconfitto con una rivoluzione culturale. Loro vogliono distruggere i beni comuni e noi li vogliamo preservare quali fonti di vita e di ricchezza, non di profitto.
Loro accumulano ricchezze in un sistema oligopolistico, e noi vogliamo eliminare le disuguaglianze sociali ed economiche.
Loro accumulano capitali economici e finanziari e noi vogliamo distribuire meglio i beni materiali e dare prevalenza al lavoro rispetto al capitale. Un nuovo rapporto tra impresa e lavoro nel nostro Paese. Incoraggiare anche i tanti imprenditori coraggiosi che investono in modo onesto in Italia.
Loro vogliono distruggere terra e acqua e noi siamo convinti che la nostra Italia, la nostra bellezza, sia la più grande fonte di benessere, di ricchezza individuale e di soddisfacimento dei bisogni materiali se solo proviamo a valorizzarla e difenderla.
Loro costruiscono privilegi e consolidano una società oppressiva e repressiva, noi vogliamo liberare energie, emozioni e passioni, realizzare una società libertaria che attui i diritti naturali e costituzionali: diritto alla vita, alla sicurezza, alla salute, all’ambiente, alla cultura, all’istruzione, alla ricerca, alla casa, al lavoro.
Loro distruggono i diritti dei lavoratori e noi eliminiamo i loro privilegi. Vogliamo una società che si fondi sulle libertà e sui diritti civili: dove le differenze rappresentano una ricchezza. A Napoli in questi anni abbiamo lavorato per sconfiggere un blocco di potere molto forte fatto di apparati partitocratici, affaristi, prenditori di soldi pubblici, pezzi di blocco borghese che si arricchivano con il Comune, con le consulenze, facendo crescere il debito che poi i cittadini pagavano.
Le mafie dai colletti bianchi sono parte integrante di questo sistema profondamente corrotto. Noi crediamo fortemente nell’autonomia delle comunità locali. Napoli ha lanciato il progetto di città autonoma e lo realizzeremo. Da Sud stiamo dimostrando di essere un modello alternativo al Sistema: niente assistenzialismo, niente cricche e mafie, partecipazione popolare ad un modello sociale ed economico alternativo. La riscossa attraverso la cultura. Un processo di liberazione che passa dall’orgoglio di appartenenza alla propria terra. Napoli è una potenza e lo può essere per il Paese, non vogliamo favori, ma solo rispetto.
La nostra questione meridionale è quella di un popolo che vuole rompere le catene del sistema e liberarsi autodeterminandosi sprigionando energie, saperi, competenze, meriti, valori. Siamo assetati di Giustizia e sappiamo soffrire, e solo chi soffre può puntare alla rivoluzione più profonda. Si deve realizzare una nuova Lotta di Classe. Da una parte la classe del potere e del sistema, di quelli che hanno realizzato un blocco oligopolistico in cui le ricchezze e il potere sono concentrati in poche mani e con politiche liberiste producono condotte predatorie, annientamento dei beni comuni e distruzione, quindi, del nostro futuro. Dall’altro le classi subalterne, dei senza potere, che possono dar vita a un movimento popolare di massa, fatto da tutti coloro che vogliono attuare giustizia sociale e diritti costituzionali. Penso che solo una lotta di masse popolari possa liberare il Paese dal Sistema. Intellettuali liberi e non omologati, borghesia operosa, ceto medio produttivo che ha rappresentato il nerbo dell’Italia, operai, impiegati, proletari, sottoproletari, contadini, precari, disoccupati, studenti, giovani e pensionati.
Donne e Uomini che non si sono mai arresi, che lottano da sempre, che non mollano e che decidono di adottare gli indifferenti per farli schierare. Non si può stare a guardare, non basta avere le mani pulite se non le si mette in movimento per liberare le nostre terre. Come nei momenti storici più importanti ci si mette insieme – con amore e passione – per liberarsi da chi opprime, domina, priva, saccheggia.
Oggi bisogna liberarsi da un sistema che appare formalmente democratico ma si connota, invero, delle più profonde ingiustizie. La giustizia deve vincere contro gli abusi del potere e l’uso illegittimo del diritto. Spezzare le catene dell’indifferenza, dell’egoismo, della sopraffazione, dell’oppressione.
Io sono, non io ho. Io penso, non io mi omologo. Io amo, non io odio. Io dono, non io posseggo. Io vivo, non io sopravvivo.
Bisogna, quindi, organizzare le masse popolari, che devono preservare le loro autonomie, per applicare finalmente la Costituzione – nata dalla Resistenza – nel Paese.
Partiamo da Sud, ancora una volta come altre volte accaduto nella Storia, per unire il Paese in un processo di liberazione Politica.

Print Friendly, PDF & Email
Aggiungi un commento con la tua esperienza, un tuo quesito o altri dettagli per migliorare il post.
Previous post

Auguri di Buon 2015

Next post

Pino Daniele è morto, ma la sua musica è eterna.

13 Comments

  1. Mimmo
    4 gennaio 2015 at 9:37 — Rispondi

    Sono completamente d’accordo con te. Ora bisogna passare ai fatti. Costruire alternative e non nuovi partitini a questo sistema di potere. Oggi leggevo il post di Grillo sul neocapitalismo fangoso nato dopo il 1989 che coincide con il tuo discorso. Allora Perché non si tenta di fare un patto Costituzionale a cominciare della elezione del Presidente della Repubblica o del Presidente della Regione proponendo dei nomi diversi ?

  2. ciro piccinella
    4 gennaio 2015 at 9:40 — Rispondi

    Condivido ogni singola parola. Siamo pronti a sostenere Luigi De Magistris Presidente del Consiglio.Fondiamo il Movimento degli Italiani Onesti.

  3. 4 gennaio 2015 at 10:36 — Rispondi

    “lotta di classe” e “organizzare le masse popolari” soon termini molto forti per un progetto che parte senza organizzazioni di classe e di massa a supportarla e con una strategia molto lacunosa. Nel suo progetto politico che lo ha portato alla guida della città è mancata la fase della partecipazione e della condivisione delle scelte, piccole ma che hanno inciso sul fallimento iniziale e le defezioni di eletti e assessori: il flop di rivoluzione civile a segnato questa fase. come crede di ripartire su basi programmatiche e organizzative meno arruffone e più coinvolghenti?

  4. Salvatore Colagiorgi
    4 gennaio 2015 at 11:02 — Rispondi

    É giá dal 2013 che dico e scrivo piú o meno le stesse cose. Ho anche scritto a Lei Dott. De Magistris, perché ritengo che Lei, per la Sua esperienza prima come Magistrato e poi come Sindaco, possa essere molto utile al nostro Paese corrotto.
    Ma non ho ottenuto una risposta.
    Abbiamo cercato di dare qualche speranza anche a tutti coloro che divorati dalla crisi tendono a togliersi la vita. I cosiddetti suicidi di stato sono in aumento.. E nessuno ne parla.
    Io vivo tra Verona e Milano. Profilo facebook Salvatore Colagiorgi.

  5. 4 gennaio 2015 at 14:21 — Rispondi

    Io e i miei amici pensiamo che sia improcrastinabile la creazione di un movimento politico totalmente alternativo ai partiti, costituito da persone oneste, capaci e responsabili che sia in grado di affrontare gli immani problemi che stanno affliggendo il nostro Paese la cui ricchezza per il 50% è detenuta da un esiguo 10% di personaggi probabilmente inclini al malaffare. I giovani sono disoccupati o schiavi moderni, quarantenni e cinquantenni che perdono il lavoro sono falliti per sempre, chi decide di aprire un’attività viene soffocato da burocrazia e tasse.
    Stanno bene coloro che fanno politica di professione, delinquenti ed evasori. I parassiti insomma.

  6. 4 gennaio 2015 at 15:26 — Rispondi

    Grazie per queste splendide parole, Sindaco. E’ un orgoglio che sia Lei a rappresentare la mia Napoli!

  7. 4 gennaio 2015 at 22:10 — Rispondi

    Egregio dottor de magistris, e tanto che la seguo e condivido le sue idee di giustizia sociale eliberta’ . Penso che sia arrivato il momento di agire per realizzare questa rivoluzione culturale e che ognuno si rimboc chi ha le maniche dando il proprio contributo, ogni goccia fa il grande mare. L’Italia non può più aspettare e’ arrivato il momento di agire ognuno con le proprie competenze per costruire un paese dove il lavoro sia un diritto di tutti e non un favore, dove si possa respirare ovunque a pieni polmoni, d
    ove siano garantiti i diritti dei piu’ deboli ecc. Ecc.
    Penso

  8. Alessandro Paone
    4 gennaio 2015 at 23:35 — Rispondi

    Oppure rendiamoci conto che il cosiddetto sud non ha nessun interesse a rimanere in questa italia marcia, malfatta e coloniale . Rendiamoci conto che l’indipendenza è l’unica opzione rimastaci. Vorrà essere Lei il leader che ci condurrà su questa strada?

  9. Rosa
    5 gennaio 2015 at 12:00 — Rispondi

    Caro dott. De Magistris spero tanto che Lei ce la possa fare a portare avanti questo Suo progetto, per una rinascita del Sud, e anche di libertà e giustizia uguale x tutti . Penso come Lei che non serve a niente avere le mani pulite, se poi si tengono in tasca, troppi sono i corrotti e i corruttori. Bisogna educare i giovani alla legalità e insegnare il rispetto x gli altri, ad avere empatia verso il prossimo e non menefreghismo . Come presidente della Repubblica, vedrei bene Lei (anche se credo non abbia ancora l’età). Visto che nessuno o quasi lo fa : vorrei che parlasse del trattato segreto (TISA) firmato da Renzi nell’aprile scorso.Ci sarebbero tante altre cose di cui le persone dovrebbero essere informate!!!! Ma ogni piccolo passo è importante verso la VERA LIBERTA’… La saluto con affetto, e proficuo2015…

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *