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Le politiche finanziarie, economiche ed industriali mondiali degli ultimi decenni, fondate sull’accumulazione di ricchezze nelle mani di pochi e sul consumismo universale senza limiti, hanno condotto il Pianeta sull’orlo dell’abisso. Appropriazione illimitata delle risorse naturali, distruzione delle foreste, inquinamento devastante ad ogni livello senza alcun riguardo nemmeno per la salute umana, mettono in discussione l’esistenza delle stesse fonti di vita: acqua, terra, aria. Ponendo al centro il solo denaro, il potere economico-finanziario, l’accumulazione delle ricchezze individuali, si sono moltiplicate guerre, disuguaglianze, avanzano terribili cambiamenti climatici. Il capitalismo nella sua forma senile sta morendo e vorrebbero trascinarci tutti nell’abisso, come Nerone con le fiamme. Gli artefici di questo disastro, utilizzando spesso il potere politico e mediatico a loro asservito in varie parti del mondo, ci propinano le loro ricette (ovviamente letali): continuare con le stesse produzioni industriali senza cambiare, creare modelli autoritari per reprimere il dissenso, caccia al povero quale autore delle infelicità di un sistema che è entrato in crisi. Per arrestare la corsa inesorabile verso il baratro si devono immediatamente sovvertire i rapporti di forza. Le persone prima del denaro, la natura, con i suoi elementi vitali, come primo bene comune. Un nuovo umanesimo in cui si pone al centro lo sviluppo della persona umana nel totale rispetto dell’ambiente, con l’obiettivo della lotta ad ogni forma di disuguaglianza per perseguire la giustizia sociale. Gli indiani d’America che amavano le loro terre furono cacciati da invasori/immigrati dalla pelle bianca, che sono quelli che oggi danno anche la caccia agli immigrati neri. Così oggi abbiamo il dovere di salvare le popolazioni amazzoni. Per salvare il Pianeta si devono unire i popoli della Terra e non farsi mettere gli uni contro gli altri. Ecco perché le sfide dell’Amazzonia, dell’Artico, della Groenlandia, della Siberia, del Mar Mediterraneo, hanno a che fare con la costruzione di un manifesto dei popoli per la fratellanza universale. Una vera e propria rivoluzione mondiale dal basso per difendere il Pianeta. Siamo tutti abitanti pro tempore di madre terra, abbiamo tutti il dovere di salvare il creato per vivere tutti meglio oggi e domani. Ognuno può e deve fare la sua parte, scegliendo la vita e non la morte, la solidarietà e non l’egoismo, l’amore e non l’odio. Oggi, non domani.

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La sindrome delle europee…ovvero il delirio di onnipotenza. Dal Vangelo 5S, primo e secondo Matteo. Con il primo che ritorna…
Successo straordinario di Renzi alle europee del 2014, delirio di onnipotenza, volontà di stravolgere la Costituzione, comincia il suo declino inesorabile che lo porta, rapidamente, ad una serie di sconfitte clamorose.
Successo straordinario di Salvini alle europee del 2019, delirio di onnipotenza, volontà di ottenere poteri speciali, caudillo da beach tour, il sole di agosto fa la sua parte, il Matteo leghista perde la testa e stacca la spina al Governo.
Ieri il Premier, dimesso da Salvini, parla come leader dell’opposizione o proponendosi come leader della nuova maggioranza (il primo Matteo che ritorna), prendendo le distanze da Salvini e dalle sue opere, da lui avallate fino a qualche giorno fa da Presidente del Consiglio, che ha tollerato che Salvini apparisse come il vero capo politico del Governo. E ne era talmente fiero (di azioni ed opere) che parlava del 2019 come anno bellissimo per il Governo e per il Paese. Ha fatto passare di tutto Conte, fino all’indegna legge sicurezza bis, in aperta violazione della Carta Costituzionale di cui, ieri, appariva, a parole, strenuo difensore. E che dire degli esseri umani in balia dello Stato in mezzo al mare che vengono oggi salvati per mani di un magistrato della Repubblica, alla faccia di Salvini, Conte, Di Maio e Toninelli.
Le parole possono essere anche belle, suggestive, ma sono convincenti, vere, se pronunciate da persone coerenti e credibili. E siccome in questo Governo tanti, da Salvini a Conte, hanno fatto uso di simboli religiosi (dal rosario a padre Pio, dal crocifisso alla Madonna), da credente ricordo le parole di un credente, Rosario Livatino, giovane magistrato ucciso dalla mafia: alla fine della vita non conterà se sei stato credente ma se sei stato credibile. E chi crede nella Costituzione e nel Vangelo, veramente, deve essere credibile.
Gli scrittori del Vangelo apocrifo, quelli che hanno portato Salvini sulla soglia del 40% e che si apprestano a resuscitare il primo Matteo, ieri hanno anche accusato il loro alleato, con cui hanno stipulato un contratto, e con il quale non convivono più non per loro volontà, ma per volontà di Salvini, di colludere di fatto con la ‘Ndrangheta. Quindi ieri hanno confessato di essere stati alleati di governo, senza aver loro stracciato l’alleanza, con chi collude o quanto meno stringe l’occhio alla mafia.
Ci siamo momentaneamente liberati di Matteo secondo, grazie allo stesso Matteo e questo la dice lunga sulla statura del caudillo da beach tour. Ci prepariamo, ora, alla propaganda degli scrittori del Vangelo apocrifo che ci diranno che è cosa buona e giusta fare un’alleanza, un secondo matrimonio, con il primo Matteo. Ma come! Proprio con quello autore di tutte le più orribili nefandezze urlate ovunque dai 5S ? Sì proprio lui. Matteo Renzi. Certo, è il perdono politico. Ma qui mi permetto di chiosare, senza voler rompere l’idillio dell’innamoramento ferragostano, che non è perdono, ma solo bramosia di Potere & Poltrone.
Ma noi speriamo che il Presidente della Repubblica, in un contesto in cui il ribrezzo politico tende a prevalere, con il suo equilibrio, trovi la soluzione che produca il minor danno possibile ad un Paese che non ha più bisogno di caudilli, collusi con le mafie, profeti della democrazia dal vuoto politico pneumatico, men che mai di politici di ritorno già sconfitti dal popolo che non possono esser riesumati proprio da chi si è presentato come il cambiamento e che, invece, perdendo rapidamente il pelo, anche sullo stomaco, a livello di vizi sembra essere addirittura peggio dei vecchi della politica italiana.
W l’Italia !

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Vedremo che annuncerà il Premier Conte il 20 agosto e come evolverà la crisi che ha portato alla fine del Governo Di Maio/Salvini. Si erano amati, baciati, sposati, Di Maio ha talmente amato Salvini da portarlo dal 17% dei consensi a quasi il 40%. Un capolavoro politico. In piena estate, il sole e il potere hanno dato alla testa a Salvini che decide di sfiduciare Conte. Ma non mette in conto che nell’era dell’uno vale uno si è passati, pur di conservare poltrone & potere, all’era dell’uno vale l’altro. E quindi si ipotizza all’orizzonte niente di meno che un nuovo matrimonio, tra 5S e PD, si erano tanto odiati, schifati e diffamati a vicenda, ma ora si ameranno perché il Paese ha bisogno di loro. Così passeremo al secondo capolavoro politico di Di Maio, quello di riesumare Matteo Renzi. Dal vangelo 5S il secondo Matteo. Dopo il primo, il secondo. Se qualcuno si trova nella fase della sepoltura politica vada da Di Maio che pare abbia delle sorprendenti doti taumaturgiche. Al di là di quello che farà il Parlamento nella sua autonomia, difficilmente si andrà a votare, convergenze di interessi produrranno matrimoni e miracoli politici, una cosa mi sento però di dire con certezza: in questo Parlamento non esiste una maggioranza politica. Per maggioranza politica intendo dire convergenza sul programma con cui dare sviluppo e prosperità al nostro Paese. Qualsiasi maggioranza verrà prodotta in questo Parlamento avrà talmente tante contraddizioni al proprio interno che spianerà la strada al peggior salvinismo di ritorno e, quindi, alle destre più eversive e violente. Allora cominciamo a mettere a terra un programma su cui costruire convergenze e alleanze prima del voto. Mettendosi insieme prima e non dopo per mere ragioni di poltrone e potere. Cominciamo ora per essere pronti, al momento giusto, per vincere e governare in piena attuazione della Costituzione. Governeremo con persone coerenti e credibili, che non hanno prezzo, oneste, autonome, coraggiose, oltre che competenti, ovviamente. Anticipo solo alcuni titoli. Le prime tre leggi che approveremo. L’acqua pubblica italiana, modello Napoli. Il primo bene comune della vita è di tutti, nessuno escluso. Poi la legge ossigeno bene comune in cui si delinea il piano strategico con cui l’Italia affronta il cambiamento climatico: economia sulla valorizzazione del verde, riforestazione, difesa dell’ambiente, industria ecologica, mobilità ed energia alternativa. La grande sfida che gli italiani possono vincere, quella di coniugare impresa, lavoro e difesa della natura. La terza legge è sui beni comuni. Anche qui modello Napoli. La valorizzazione dei beni di tutte e tutti a cominciare dai luoghi di autogoverno e autogestione in cui si registrano opere di rigenerazione urbana da parte delle collettività. Le proprietà collettive democratiche producono economia, legalità e lotta al degrado. Stop sgomberi dei luoghi di aggregazione sociale. Favoriremo la democrazia dal basso. Quindi la predisposizione di un piano strategico di messa in sicurezza del nostro Paese che cade a pezzi da molte parti. In questo modo non si dismette il patrimonio pubblico ma si valorizza, le imprese lavorano, in particolare l’edilizia, senza speculazioni, e si creano migliaia di posti di lavoro: priorità con le clausole sociali dei disoccupati dei vari territori e dei giovani inoccupati. Un grande piano di assunzione di giovani in tutti i comparti della pubblica amministrazione e degli enti locali. Uno Stato forte deve garantire servizi con rapidità, snellire burocrazia ed operare con trasparenza. La mia esperienza di magistrato in prima linea e di sindaco di una città assai complessa mi consente di affrontare con la massima determinazione la vera emergenza nazionale: la questione morale. Ministero della Giustizia e Ministero dell’Interno luoghi in cui affrontare ed abbattere il sistema criminale. Rafforzare il potere diffuso della magistratura che deve avere totali garanzie di autonomia ed indipendenza esterna ed interna, ma si porrà fine alle collusioni con altri poteri e logiche di appartenenze opache interne allo stesso ordine giudiziario. Le forze di polizia, che vanno adeguatamente rafforzate, devono garantire la sicurezza nazionale ed internazionale, essere messe nelle condizioni di investigare contro ogni forma di criminalità, a cominciare dalle mafie, e non essere impiegate a migliaia per fare da scudo e pretesto per la politica di turno. Democrazia e sicurezza. Quando arriva l’ordine pubblico e il manganello lo Stato ha già perso. Prioritaria la lotta alle disuguaglianze. Misure fiscali immediate e straordinarie per tassare rendite finanziarie e immobiliari eccessive in maniera da finanziare un piano straordinario per garantire la casa a chi non la ha e per finanziare politiche sociali in grado di tutelare le fasce deboli. L’Italia ha necessità di riconquistare una credibilità internazionale persa. La nostra posizione geopolitica ci consente di assumere un ruolo forte in Europa, per sconfiggere le politiche di austerità portate avanti sinora ed imporre una svolta sulle politiche dell’immigrazione, ed un ruolo fortissimo nel mediterraneo per costruire con i paesi nordafricani e mediorientali un’alleanza per la fratellanza dei popoli per difendere il nostro mare e non metterci gli uni contro gli altri. La politica di cooperazione internazionale e dei corridoi umanitari sconfiggerà trafficanti di esseri umani e la propaganda sovranista. Rafforzare il dialogo con la Russia, che non può essere un avversario dell’Italia e dell’Europa, confermare l’amicizia storica con gli Stati Uniti, ma senza alcuna subalternità. Vogliamo attuare la Costituzione, fino in fondo, il potere come servizio e non come interesse personale, costruiremo un Paese sui valori dell’uguaglianza, delle libertà, della giustizia e della fratellanza. L’Italia deve ritrovare entusiasmo e coesione. Troppo veleno, odio e violenza. Si devono valorizzare le autonomie delle città e dei territori, daremo autonomia forte ai sindaci, anche con fondi europei dedicati. Ovviamente cultura, istruzione e ricerca saranno fondamenta e radice di ogni azione politica. Nulla è impossibile se si opera con amore per le nostre terre. Noi ci siamo, con forza di volontà ed entusiasmo. Lavoreremo per dare finalmente stabilità, sviluppo, con al centro la persona umana, lavoro e giustizia ad un Paese che appare smarrito.

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Nel pieno di un agosto di fuoco il Governo è scoppiato. Sembra imminente la consumazione definitiva di un’esperienza politica e di governo complessivamente dannosa per la tenuta democratica del nostro Paese. Potrebbe aprirsi la prospettiva di un governo con una nuova maggioranza parlamentare, verosimilmente 5S-PD. Un Governo istituzionale di transizione verso il voto. Vedremo. Nulla è impossibile ai tempi del nulla politico. Saranno i gruppi parlamentari nella loro autonomia ad indicare prospettive. Se il Presidente della Repubblica, garante degli equilibri costituzionali, dovesse ad un certo punto maturare, invece, la scelta dello scioglimento della Camera e del Senato, ritengo sia venuto il nostro momento per candidarci alle politiche. In Parlamento non esistono maggioranze che possano garantire una governabilità solida. Si rischia di passare dal contratto dei separati in casa al contratto degli odiati in casa, se stiamo alle dichiarazioni che si sono consegnati in questi anni M5S e PD. Il Paese è in una fase molto delicata e critica, sono a rischio equilibri democratici, già minati in anni di erosione dei valori costituzionali. Ai 5S riconosco di aver portato nelle Istituzioni un elemento di rottura di equilibri consolidatisi in anni ed anni di ceto politico ricurvo sulla casta; alcuni esponenti di governo pentastellati stanno lavorando per dimostrare di essere altro rispetto al passato. Purtroppo, però, la dirigenza politica del partito ha la responsabilità di aver fatto divenire Salvini il vero capo politico del Governo. Un capolavoro politico consumato per colpa grave, da rasentare il dolo, facendo divenire Salvini l’uomo nuovo della politica, lo hanno ripulito da anni di alleanza storica con Berlusconi, lo hanno portato, divenendone sgabello e spalla, al doppio dei consensi, arretrando, invece, il loro partito al consenso della Lega al momento delle elezioni. Il rischio concreto che senza la costruzione di un’alternativa politica l’Italia venga governata da una coalizione di destra come mai è accaduto nella storia della Repubblica. Salvini si candida ad essere il leader della nuova destra per guidare il Paese. È un uomo che ha fiuto, sa comunicare, sa stare tra la gente, ma anche ai tavoli istituzionali. È sessista, razzista, violento sul piano politico ed istituzionale, tutt’altro che trasparente, men che mai il nuovo nella politica. Si ispira a Mussolini, chiede poteri speciali, abusa di apparati di Stato per farsi vedere come l’uomo forte al comando, gli piace mostrare i muscoli con i deboli, per poi essere un docile agnellino, un maggiordomo di riguardo per tutti i poteri forti che non ha mai contrastato, anzi ne fa parte a pieno titolo. Non ha mai fatto nulla per contrastare corruzioni e mafie, nemmeno da ministro dell’interno. Politicamente, anzi, sdogana truppe di impresentabili. Per sconfiggere Salvini e la sua armata, devono scendere in campo persone coerenti e credibili e programmi forti, chiari ed attuabili, in grado di unire il Paese, nelle sue differenze. Si deve costruire un fronte popolare democratico di liberazione, una coalizione civica nazionale che possa finalmente puntare – dopo oltre 70 anni – all’attuazione della Costituzione. Questa è la sfida. Salvini vuole stravolgere, fino a demolire la Costituzione, il fronte dell’alternativa deve non solo difendere, ma attuare la Costituzione. Quindi la coalizione civica nazionale non può avere nel suo motore quelli che hanno già prodotto l’erosione della Carta e condotto alla deriva autoritaria che stiamo vivendo. Nel Paese ci sono tante risorse. Nei partiti, nei movimenti, negli amministratori locali, nelle forze sociali e in quelle produttive, nelle professioni, nel mondo della cultura e dell’istruzione. Si deve solo partire. Io ci sono. Mi sento pronto e molto carico per costruire l’alternativa e sono contento – se la situazione dovesse precipitare nelle prossime settimane- di partire proprio da sindaco di Napoli. La mia città, con le quattro giornate del 1943, fu la prima in Europa a liberarsi dall’occupazione nazifascista con una rivolta popolare. A capo della riscossa scugnizzi, giovani, donne, anziani. Dobbiamo anche oggi combattere, per gli stessi valori, non con le armi, ma con schiena dritta, coraggio, sguardo lungo, passione, qualità che gli italiani, in determinati momenti storici, hanno dimostrato di possedere. Gli eversori vanno fermati perché la Costituzione si difende costi quel che costi. Ci vogliono nella prima linea combattenti per la giustizia. Quando verrà il momento dello scioglimento delle Camere si dovrà agire ovunque, metro per metro, per costruire alleanze e acquisire consenso, far comprendere la prospettiva visionaria della nostra coalizione. Non può considerarsi un’utopia volere l’attuazione della Costituzione dopo 70 anni. Ci vuole un programma chiaro, in grado di unire. Un manifesto per l’attuazione immediata della Costituzione. Ho tutto in testa. È venuto il momento di unire l’Italia valorizzando tutte le autonomie. Consolidare diritti e libertà individuali. Lottare finalmente contro mafie e corruzioni, la vera emergenza nazionale che questo Governo nasconde. Un Paese che ha le competenze e le eccellenze per coniugare impresa, diritti delle lavoratrici e dei lavoratori ed ambiente. Potenza dello sviluppo mettendo al centro finalmente la persona e la natura. L’Italia dei beni comuni con i fatti e non con le parole. Un Paese che ritrovi armonia, coesione, concordia. Amore contro rancore, odio, violenza. Libertà, uguaglianza e fratellanza. Costruire l’Italia della solidarietà e della giustizia sociale. È tutto molto semplice ma anche così difficile. Come le rivoluzioni. Non possiamo vedere precipitare il Paese nel baratro. Lotteremo, senza sosta, per amore degli ideali in cui crediamo e perché ho giurato da uomo delle istituzioni nella Costituzione nata dalla resistenza al nazifascismo. Con la Costituzione nel cuore e nella testa ho fatto prima il magistrato ed ora il Sindaco di una città mondo. Vinceremo ? Non lo so. Ma se non lottiamo abbiamo già perso. E soprattutto non ci va di lasciare, da spettatori, il Paese in mano ad una destra eversiva oppure ad un ceto politico che ha causato la malattia e che ora, strumentalmente, si vuole proporre come medicina. Sono sicuro che metteremo in campo stupende persone, reti, associazioni, comitati, movimenti, energie. Non posso garantire di non fare errori. Ma come sempre potete essere certi dei nostri valori fondamentali, necessari per coniugare rottura del Sistema e capacità di governo: onestà, autonomia, coraggio, competenza, spirito di squadra, partecipazione dal basso, passione. È il momento buono per unire tante belle esperienze disseminate nei territori italiani. Noi ce la metteremo tutta. Finora abbiamo sempre vinto. Questa, forse, è la sfida più grande. Nei momenti decisivi si deve scegliere dove andare. Ho sempre scelto le sfide che sembravano impossibili. Questa vale la pena viverla. E sento anche che alla fine vinceremo.

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In questo mese di agosto ci sarà molto lavoro da fare a Napoli. Noi staremo ogni giorno sul pezzo, su ogni questione e vertenza. Napoli va forte, sempre più forte ormai, in Italia e nel mondo, ma tante criticità vanno affrontate ancora, ed alcuni rischi sono dietro l’angolo se si abbassa anche solo per un giorno la guardia. I nemici di Napoli e della gente per bene, dentro e fuori la città, non demordono. C’è chi scommette nel passo del gambero politico, nel ritorno a spettri del passato. Ostacoli, ostruzionismi, minacce, tentativi di ricatto sono all’ordine del giorno, dentro e fuori le istituzioni. Mai dimenticare che noi siamo quelli che hanno vinto e governato contro il Sistema, senza mai cedere al compromesso. Ma il Sistema ci vuole morti, amministrativamente e politicamente parlando. Ma niente paura, siamo all’altezza di ogni prova e supereremo ogni ostacolo, anzi, lo rimuoveremo. Ai napoletani auguro un mese di agosto di armonia, serenità, pace e soprattutto salute. Ai viaggiatori sempre più numerosi nella nostra città un ringraziamento di cuore, da napoletano, per averci scelto. Siamo la città che più cresce in offerta culturale e turistica. Alla nostra squadra del laboratorio Napoli, fatta di tante donne e tanti uomini, chiedo di non mollare mai, perché la rivoluzione per non arrestarsi si deve alimentare con la lotta, il sacrificio, la passione e l’amore. A Napoli dedicherò, con totale abnegazione e passione, anche questo mese di agosto per farvi ritrovare la città sempre al meglio e per superare ogni difficoltà. Io so che con l’aiuto del popolo napoletano, con la stragrande maggioranza dei napoletani, vinceremo ogni sfida. Buon agosto, con il cuore, a tutte e a tutti!

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In questi giorni tutti sono rimasti turbati dall’atroce assassinio, avvenuto in Roma, del vice-brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, del quale oggi si celebrano i funerali in Somma Vesuviana. Ai familiari ed all’Arma dei Carabinieri le condoglianze più profonde. Ancora una vittima di una violenza brutale, esagerata, per certi versi inspiegabile. Nel nostro Paese sta crescendo progressivamente un preoccupante clima di odio e di violenza: nelle strade, nelle case, nei luoghi di lavoro, sui social. Quando un destino di un Paese comincia ad essere condizionato da ondate di odio e di violenza non possiamo pensare alla sicurezza come un tema demandato solo alle forze di polizia. Tutti debbono riflettere, confrontarsi ed agire. Nessuno escluso. Famiglie, scuola, società, istituzioni. La Politica in questo momento è complessivamente troppo intossicata da veleni e tossine. La stessa direzione politica delle forze di polizia è affidata ad un uomo politico che lavora scientemente per far piombare il Paese sull’orlo di un conflitto sociale e civile per poi presentarsi quale l’uomo forte a cui concedere poteri speciali. La democrazia, ad esempio, è forte e robusta se ha la capacità e gli strumenti per assicurare i responsabili dei reati alla giustizia e nel nostro Paese non mancano certo donne e uomini all’altezza di questo difficile compito, talvolta una missione assai rischiosa. La democrazia, invece, scricchiola fortemente se un Ministro dell’Interno applaude al fatto che un ragazzo fermato negli uffici di una caserma sia tenuto in manette e soprattutto bendato; se un Ministro dell’Interno impugna un mitra e favorisce e stimola la discriminazione e l’odio razziale; se un Ministro espone l’Italia agli occhi del mondo quale un Paese che sta smarrendo il volto umano e che lascia morire senza pietà persone in mezzo al mare; se un Ministro incita a non rispettare regole ed etica che stanno alla base della non violenza, le cui fondamenta reggono sull’onestà e sulla moralità pubblica. Con queste ed altre condotte il responsabile politico del Viminale sta contribuendo ogni giorno a rendere il nostro Paese sempre più insicuro e meno coeso. L’Italia avrebbe bisogno, invece, di un Ministro dell’Interno e di un Governo che facciano della sicurezza democratica un obiettivo prioritario. Purtroppo tutto questo non è frutto di politiche solo improvvisate ed influenzate dai gradimenti dei likes, ma il tutto appare determinato da una regia che vuole creare le condizioni per la realizzazione di una svolta autoritaria, anche al fine di nascondere i fallimenti di politiche economiche e finanziarie che hanno creato disuguaglianze economiche e sociali e condizioni diffuse di grandi fragilità. Il Sistema è malato e non ha gli anticorpi, si tratta ora di capire se il popolo, quanta parte di popolo, e la parte sana delle Istituzioni, riusciranno a mettere in circolo rapidamente gli anticorpi necessari per la tenuta democratica del Paese che si fonda sui principi di libertà, uguaglianza, fratellanza e giustizia sociale.

Foto di Emiliana Mellone

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La settimana scorsa ci hanno lasciato tre grandi persone, punti di riferimento indiscusse della storia contemporanea. La loro fine terrena lascia un’eredità immensa all’umanità. Parlo, ovviamente, di Andrea Camilleri, Luciano De Crescenzo e Francesco Saverio Borrelli. Figure assai diverse tra loro, ma accomunate dall’immensità del patrimonio culturale che lasciano in Terra. Andrea Camilleri rappresenta uno dei più grandi scrittori ed intellettuali dell’età contemporanea. Intellettuale e pensatore libero ed autonomo, mai prono al potere. Anticonformista di indole e scelta, sempre avverso ad un potere conformista lontano dall’etica e dalla giustizia. Le sue stupende radici siciliane lo hanno imbevuto di una cultura immensa, mai elitaria, sempre vicino ai sentimenti popolari, come dimostra anche l’intuizione efficacissima del Commissario Montalbano. Sempre lucido anche nelle analisi politiche, economiche e sociali. Lo definirei un compagno, un faro necessario, i suoi scritti illuminano il percorso delle nostre vite. Luciano De Crescenzo, napoletano, anche se emigrante. Ma i napoletani, in realtà, non hanno confini. Non ha mai smarrito le sue radici, anzi, ha fatto di Napoli e dei napoletani l’essenza del suo pensiero filosofico e letterario. Intriso nel midollo delle radici napoletane ha rappresentato magistralmente l’umorismo e l’ironia della nostra gente. Con la letteratura, il cinema e la televisione ha portato il corpo di Napoli nella vita degli italiani. Anche da ultimo, quando lo abbiamo ricordato per i suoi 90 anni, Luciano ha ribadito che Napoli, infine, è l’ultima speranza dell’umanità. Perchè da noi la persona è al centro della vita. Francesco Saverio Borrelli, anche lui napoletano di nascita, che ha svolto le funzioni di magistrato a Milano. Magistrato di altissimo spessore, bravo, onesto, leale, coraggioso, autonomo. Il capo del pool mani pulite all’inizio di tangentopoli. Il Procuratore che ogni magistrato onesto ha sempre sognato di poter avere. Un capo che difende e protegge il lavoro dei magistrati e non li tradisce. Un uomo fuori dal Sistema. L’antitesi della piovra istituzionale in salsa piduista che viene fuori, nuovamente in questi giorni, negli intrecci tra politica, affari, magistratura e poteri deviati dello Stato. La perdita in una settimana di tre fari così immensi sgomenta perchè lasciano un vuoto incolmabile. L’Italia deve ritrovare la voglia, il gusto e la gioia di unirsi sui valori e i sentimenti che hanno fatto grande il nostro Paese. Da uomo del Sud, sono orgoglioso che queste tre immense persone fossero del mezzogiorno d’Italia. Il Sud è ricchezza, non è zavorra. Ricchezza culturale e morale. Napoli non li dimenticherà mai !!

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Le Universiadi Napoli 2019 si sono concluse. E’ stato un grande successo per la nostra Città. Il bilancio che mi sento di fare è eccellente (per quanto riguarda la parte di competenza della Città). Gli atleti e le delegazioni di tutto il mondo sono stati entusiasti dell’organizzazione dell’evento, degli impianti sportivi che abbiamo realizzato, della nostra Città e dell’ospitalità del popolo napoletano. Le decine di migliaia di persone giunte a Napoli per l’evento hanno fatto foto e video che rimbalzano in questi giorni in 128 Paesi del nostro pianeta. In pochi mesi è stato fatto a Napoli un lavoro straordinario. Un anno fa Governo nazionale e Governo regionale erano per l’annullamento o il rinvio dell’evento perchè ritenevano che Napoli non ce la potesse fare. Ci dovemmo impuntare noi del Comune di Napoli e la Fisu, accollandoci ogni rischio, per dire che Napoli avrebbe vinto la sfida. A tutti quelli che nei mesi scorsi hanno intossicato ed avvelenato il clima, creato ostacoli, scommesso sui passi falsi, goduto dei problemi che abbiamo dovuto superare, a quelli che hanno pensato che bastasse solo mettere i soldi pubblici destinati alla Città per costruire una propaganda da fare invidia ai peggiori regimi, rispondiamo con un sorriso della nostra amata maschera napoletana di Pulcinella. Avverto, invece, l’esigenza, il dovere e il piacere di ringraziare tutte le persone artefici di questo successo stupendo della nostra Città. Le donne e gli uomini: del Comune di Napoli e di tutte le aziende partecipate che hanno lavorato con abnegazione, competenza e passione; delle forze di Polizia di Napoli ed aggregate da tutta Italia che hanno garantito molto bene la sicurezza; di tutte le altre istituzioni operanti in Città. I volontari davvero eccezionali e i napoletani per aver gestito bene i disagi che anche abbiamo dovuto vivere in Città per garantire la riuscita al meglio dell’evento. Un grande lavoro di squadra di una grande e potente capitale del mondo. Da oggi Napoli, grazie anche alla sua autonomia che ci siamo conquistati, è più forte ancora. Siamo la Città italiana al top per impianti sportivi, al top per attrattività culturale e turistica, ai vertici per energia umana e qualità della vita. Avete letto bene, qualità della vita: in questi giorni tutti gli ospiti hanno espresso il desiderio di ritornare a Napoli perchè hanno vissuto benissimo. Pensate che ritorno che avremo in termini di economia, investimenti e lavoro. Sono orgoglioso della mia Città, per noi napoletani nulla è impossibile ed anche io ci ho messo tutto me stesso. Ho garantito che avremmo vinto, nella consapevolezza che se avessimo solo in parte toppato sarebbe stata tutta colpa mia e della nostra amministrazione. Invece abbiamo vinto, anche contro colpi bassi, scorrettezze istituzionali e atteggiamenti che nulla avevano a che fare con uno spirito olimpico. Hanno vinto lo Sport, i giovani, la fratellanza, l’integrazione, la pace. Ha vinto Napoli ! Grazie Napoli, amore mio !

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Le Universiadi Napoli 2019 si sono concluse. E’ stato un grande successo per la nostra Città. Il bilancio che mi sento di fare è eccellente (per quanto riguarda la parte di competenza della Città). Gli atleti e le delegazioni di tutto il mondo sono stati entusiasti dell’organizzazione dell’evento, degli impianti sportivi che abbiamo realizzato, della nostra Città e dell’ospitalità del popolo napoletano. Le decine di migliaia di persone giunte a Napoli per l’evento hanno fatto foto e video che rimbalzano in questi giorni in 128 Paesi del nostro pianeta. In pochi mesi è stato fatto a Napoli un lavoro straordinario. Un anno fa Governo nazionale e Governo regionale erano per l’annullamento o il rinvio dell’evento perchè ritenevano che Napoli non ce la potesse fare. Ci dovemmo impuntare noi del Comune di Napoli e la Fisu, accollandoci ogni rischio, per dire che Napoli avrebbe vinto la sfida. A tutti quelli che nei mesi scorsi hanno intossicato ed avvelenato il clima, creato ostacoli, scommesso sui passi falsi, goduto dei problemi che abbiamo dovuto superare, a quelli che hanno pensato che bastasse solo mettere i soldi pubblici destinati alla Città per costruire una propaganda da fare invidia ai peggiori regimi, rispondiamo con un sorriso della nostra amata maschera napoletana di Pulcinella. Avverto, invece, l’esigenza, il dovere e il piacere di ringraziare tutte le persone artefici di questo successo stupendo della nostra Città. Le donne e gli uomini: del Comune di Napoli e di tutte le aziende partecipate che hanno lavorato con abnegazione, competenza e passione; delle forze di Polizia di Napoli ed aggregate da tutta Italia che hanno garantito molto bene la sicurezza; di tutte le altre istituzioni operanti in Città. I volontari davvero eccezionali e i napoletani per aver gestito bene i disagi che anche abbiamo dovuto vivere in Città per garantire la riuscita al meglio dell’evento. Un grande lavoro di squadra di una grande e potente capitale del mondo. Da oggi Napoli, grazie anche alla sua autonomia che ci siamo conquistati, è più forte ancora. Siamo la Città italiana al top per impianti sportivi, al top per attrattività culturale e turistica, ai vertici per energia umana e qualità della vita. Avete letto bene, qualità della vita: in questi giorni tutti gli ospiti hanno espresso il desiderio di ritornare a Napoli perchè hanno vissuto benissimo. Pensate che ritorno che avremo in termini di economia, investimenti e lavoro. Sono orgoglioso della mia Città, per noi napoletani nulla è impossibile ed anche io ci ho messo tutto me stesso. Ho garantito che avremmo vinto, nella consapevolezza che se avessimo solo in parte toppato sarebbe stata tutta colpa mia e della nostra amministrazione. Invece abbiamo vinto, anche contro colpi bassi, scorrettezze istituzionali e atteggiamenti che nulla avevano a che fare con uno spirito olimpico. Hanno vinto lo Sport, i giovani, la fratellanza, l’integrazione, la pace. Ha vinto Napoli ! Grazie Napoli, amore mio !

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