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Oggi siamo alle Vele di Scampia, per annunciare forte, con la potenza dei fatti e della voce, che nel mese di giugno la Vela Verde verrà abbattuta. Oggi l’impresa aggiudicataria dei lavori entrerà nel vivo del cantiere. Un’impresa del territorio metropolitano che aderisce agli standard anticamorra e antiracket. È una vittoria di Napoli. Ma andiamo con ordine. Una vittoria degli abitanti delle Vele che ringrazio perché non hanno mai perso speranza e dignità. È una vittoria straordinaria del Comitato Vele, alle cui donne ed uomini va il mio abbraccio forte. Non voglio fare gerarchie ma desidero ricordare oggi, in particolare, quattro esponenti del Comitato: Vittorio Passeggio, voce storica del Comitato, il primo che nel 2011, con il megafono, mi fece entrare nella sede del Comitato, nelle Vele; l’architetto Memoli, uno degli artefici del progetto di abbattimento e riqualificazione del territorio; Lorenzo ed Omero, il corpo, il cuore e la mente del Comitato, che insieme a tanti altri hanno svolto un lavoro straordinario e difficile in questi anni. È una vittoria stupenda della nostra amministrazione che sul piano politico, sociale ed istituzionale ha fatto un lavoro enorme. Un ringraziamento a tutta la giunta e ai dipendenti comunali per il lavoro stupendo; in particolare al vice-sindaco Enrico Panini ed agli assessori Monica Buonanno e Carmine Piscopo. Un ringraziamento al Consiglio Comunale di Napoli, in particolare alla nostra maggioranza, con una citazione specifica, per l’enorme lavoro svolto sul territorio delle Vele, ai Consiglieri demA Rosario Andreozzi ed Eleonora De Majo. Un ringraziamento anche ai consiglieri della municipalità, sempre in testa Maria De Marco e Claudio Di Pietro. È importante sottolineare il decisivo ruolo della città metropolitana di Napoli e del Governo Gentiloni che ha creduto nella serietà del lavoro della Città di Napoli. Il progetto che porterà all’abbattimento di tutte le Vele tranne una, che verrà riqualificata, ed alla rigenerazione dell’intera area porta le firme del Comitato Vele, del Dipartimento Architettura dell’Università Federico II (che ringrazio) e del Comune di Napoli. Un pensiero particolare alla ex Presidente della Camera Laura Boldrini che convinsi ad incontrare il Comitato Vele e ne rimase entusiasta. I lavori sono interamente finanziati e procederanno il più rapidamente possibile. La città metropolitana, sotto la mia guida, è pronta a dare anche un ulteriore sostegno se necessario, anche perché Scampia sarà il centro della città metropolitana. Ci sarà lavoro per centinaia di persone e si potrà fare ricorso alle clausole sociali come abbiamo voluto nelle nostre delibere. Dovrei elencare tante altre persone oltre alla fittissima rete di associazioni che fanno da scudo umano e culturale al territorio di Scampia ma, per non dimenticare nessuno, ringrazio Napoli e i napoletani. Perché questa è la vittoria del popolo che lotta, che si è unito, è il successo del confronto, anche attraverso il conflitto sociale, tra abitanti e rappresentanti del popolo. È la vittoria contro chi mostra le Vele per fare l’equazione con Gomorra e Camorra. È la vittoria di chi ha lottato in luoghi disumani senza mai perdere l’umanità. Dal momento che è anche la vittoria della vita contro la morte, della giustizia contro la camorra, dedico questa giornata alla piccola Noemi e a tutte le bambine e i bambini che hanno diritto alla felicità. Il “modello Vele” si può replicare, seppur in forme diverse. Sarebbe bello a Taverna del Ferro a San Giovanni, ci proveremo, con il territorio, con gli abitanti del quartiere. È un giorno di grande commozione, non potete immaginare quanti ostacoli, quanti momenti durissimi e difficili, quanta fatica. Oggi dimostriamo che nulla è impossibile se il popolo napoletano unito lotta per amore di questa Città. Hanno vinto umanità, coraggio, unità, competenza, credibilità, onestà, giustizia, resistenza, pazienza, amore e follia. Avanti tutta ! Il lavoro che ci attende è ancora tanto. Ho imparato tanto da questa lotta e porterò nel cuore e nei ricordi i volti di tutte le persone di questa storica vittoria. Grazie !

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La piccola Noemi lotta tra la vita e la morte in Ospedale per sconfiggere i danni che il proiettile di una pistola usata da un vile criminale disumano senza cuore le ha procurato trafiggendole i polmoni. La città è sconvolta, il popolo prega per questa figlia di Napoli. Il pensiero di noi tutti alla famiglia di Noemi è costante. Napoli non merita questo, non lo merita il popolo napoletano per quello che sta facendo in questi anni. L’agguato di venerdì pomeriggio, come l’omicidio di qualche settimana fa davanti la scuola nel quartiere San Giovanni, sono storie della nostra città, spaccati della nostra vita quotidiana che sappiamo esistenti, ma sono oggi fortemente contrastati dalla Napoli che ha preso il predominio. La città dell’energia umana contagiosa, la città della rinascita culturale senza precedenti, la città della democrazia partecipativa e dei beni comuni, la Napoli dei record turistici e dello sviluppo sostenibile, devono sconfiggere ora, definitivamente, questa barbarie. È questa l’ora per dare i colpi ferali e di sconfiggere questi nemici della città. Napoli e i napoletani onesti, la stragrande maggioranza, stanno dando e facendo il massimo. In Italia e nel Mondo si parla sempre di più della rinascita di Napoli e del miracolo compiuto in modo autonomo dai napoletani e dal laboratorio politico partenopeo. I numeri dei reati commessi a Napoli non descrivono un’emergenza, addirittura una netta diminuzione rispetto a tante città italiane ed europee. Ma quando si spara davanti ad una scuola di periferia o dinanzi ad un bar in una piazza zeppa di gente in pieno giorno, la città e il Sindaco hanno il diritto/dovere di interrogare lo Stato, del quale ho anche fatto parte da magistrato. La domanda ricorrente che mi rivolgono i cittadini da mesi e mesi è la sicurezza, funzione di competenza dello Stato. Segnale, quindi, inequivocabile che la città e le istituzioni locali, per il resto, rispondono su altri fronti quando chiamate. Lo Stato nelle sue funzioni risponde meno, ma andiamo con ordine. In termini di risorse economiche per la città di Napoli lo Stato sinora è stato distante, finanche ostile. Questo significa anche poche risorse per servizi strategici per realizzare quelle reti sociali necessarie per togliere terreno fertile al crimine. Sul fronte sicurezza, il Ministro dell’Interno Salvini ha reso sinora il Paese più insicuro e più violento. Aumentano i reati a sfondo razziale; crescono le violenze su bambini e donne; si rafforza l’odio sociale e il sentimento del rancore; si consolida il pericolo del terrorismo internazionale per le politiche di odio nei confronti dei popoli di fede mussulmana; aumentano corruzioni e collusioni, con indagini anche verso esponenti dello stesso Governo; si diffonde l’uso delle armi, anche con l’utilizzo indiscriminato della legittima difesa, il tutto condito dal bullismo istituzionale plasticamente rappresentato dal Ministro Salvini con il mitra in mano. Un ministro muscolare con i deboli e molto molle con i forti. Un Ministro quasi mai presente al Viminale perché sempre impegnato in campagna elettorale, tra un comizio e l’altro, anche mentre si diffondeva la notizia della bimba napoletana in rianimazione, non esitava a farsi immortalare da un selfie con tanto di sua dichiarazione. Del resto nelle sue immagini e frasi che posta sui social il Ministro in genere o mangia o spara cazzate. Sig. Ministro, a proposito di sicurezza, attendiamo ancora le centinaia di donne e uomini delle forze di polizia che si era impegnato in autunno scorso a destinare alla città di Napoli. Magari faccia meno comizi e invii le centinaia di donne e uomini delle forze di polizia che la circondano quando si muove nei territori italiani a garantire la sicurezza degli abitanti del nostro Paese. Intendo poi esprimere la mia gratitudine alle donne e agli uomini delle forze di polizia e della magistratura che a Napoli operano in condizioni certamente complicate e complesse, con elevata professionalità. Gli ultimi arresti della Polizia di Stato e dei Carabinieri, con riferimento all’omicidio avvenuto dinanzi la scuola, dimostrano elevata capacità investigativa. In una città in cui la giunta comunale che ho l’onore e l’onere di guidare ha rotto i rapporti tra camorra e politica e scardinato il sistema collusivo, in una città in cui il popolo napoletano ha messo in atto un vera e propria rivoluzione culturale, necessaria per sconfiggere le mafie, mi auguro che le forze di polizia e la magistratura considerino assolutamente prioritario, nella molteplicità di settori in cui operare, il contrasto al crimine che mette in pericolo la sicurezza della nostra comunità. Mi auguro che siano rafforzate le risorse umane destinate al controllo del territorio ed all’espletamento delle necessarie attività investigative. Mi auguro che i tempi con cui l’autorità giudiziaria verifichi le rispondenze investigative della polizia giudiziaria siano i più rapidi possibili. Mi auguro che se pericolosi criminali sono stati individuati con indizi gravi, precisi e concordanti vengano messi in condizione di non reiterare i reati nei tempi i più rapidi possibili. Mi auguro che i processi siano giusti e rapidi e che non si sommino a dismisura le sentenze finite in prescrizione. Mi auguro che si ponga fine alla vergogna di Stato delle oltre diecimila sentenze passate in giudicato con migliaia e migliaia di delinquenti condannati che sono liberi di continuare a commettere crimini. Ad un Sindaco ogni giorno viene chiesto di tutto, giustamente, da centinaia di suoi concittadini. Spesso mi chiedono conto anche degli omicidi su cui purtroppo non posso più indagare, come un tempo. Oggi il Sindaco di Napoli, dopo otto anni di lavoro senza un attimo di sosta, dopo i risultati eccellenti che la città tutta sta raggiungendo con il suo popolo, interpretando la richiesta assordante dei suoi concittadini, ha il diritto/dovere di chiedere allo Stato di fare di più in quella che forse è l’unica vera funzione che ancora gli spetta in via esclusiva: prevenire il crimine e reprimerlo. In questo modo ci aiutate anche a distruggere il modello drogato, per alcuni vergognosamente vincente, degli eroi (di merda) di Gomorra. Una droga mediatico-comunicativo-artificiale che rischia di corrodere cervello, anima e cuore di centinaia di giovanissimi. Non fate l’errore di sottovalutare questo simbolismo affascinante del male. La nostra parte l’abbiamo fatta e la continueremo a fare, giorno e notte. Napoli sta scalando vette di luce impensabili sinora. Chiediamo allo Stato di toglierci il buio della zavorra criminale in modo che il suono della cultura vinca definitivamente sul rumore delle pistole.

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Qualche giorno fa mio figlio Andrea, iscritto al primo anno di Giurisprudenza, si è recato presso gli uffici giudiziari di Catanzaro (in foto) per andare a trovare una persona che lavora negli uffici amministrativi. Era entrato l’ultima volta in quel palazzo quando aveva 7 anni e venne a trovarmi nel mio ufficio di Sostituto Procuratore. Mi ha raccontato che si è emozionato nel vedere le aule di udienza, i processi in corso, gli uffici di cancelleria. Mi son venute in mente le emozioni che provai anche io quando, alla sua età, andavo a trovare mio padre negli uffici giudiziari di Castel Capuano. Dal mio ufficio di Catanzaro sono stato cacciato, dalla fretta di Stato del Ministro della Giustizia, nel settembre del 2008. Trasferito d’ufficio al Tribunale di Napoli, sez. Riesame. Non so che farà mio figlio nella vita, lo deciderà lui in autonomia. Mi auguro che non viva mai il tradimento delle sue emozioni. Lo strappo di un lavoro, nel mio caso la toga di PM in una sede di trincea, è la morte professionale, per il corpo una ferita troppo grande, mai guaribile. Non so che augurare a mio figlio, così come ai giovani che si possono avvicinare ad un mestiere così difficile ed affascinante. Negli ultimi mesi delle mie funzioni di Sostituto Procuratore ero ben consapevole, per l’immane attività di contrasto istituzionale che era stata consumata ai miei danni, che sarei stato colpito, fisicamente o professionalmente poco importa. Non so che augurare ad un giovane magistrato: se accettare le vie di uscita, senza cadere nell’illegalità, così come quando amici mi esortavano ad accettare ogni incarico, anche di grande prestigio che mi veniva offerto, ma di allontanarmi subito dalla Calabria per la mia incolumità; oppure, come feci io senza tentennamenti, di rimanere al proprio posto a lottare sino alla fine, costi quel che costi, in ossequio al giuramento costituzionale. So, però, quello che oggi dobbiamo fare, tutti noi e tutte noi che crediamo nella Giustizia e nei valori costituzionali: combattere per liberare il Paese, e la Politica e le Istituzioni in particolare, da corruzioni e mafie. In quel palazzo in fotografia – in cui giurai per la prima volta da magistrato nel 1995, con le lacrime di gioia agli occhi, e dal quale son dovuto scappare con le lacrime agli occhi di sofferenza – ho visto con i miei occhi e sentito con le mie orecchie la mafia, quella più forte e potente, l’ho toccata, quella che collude con magistrati, forze di polizia, politici, faccendieri, con il collante dei poteri occulti, nella specie massonerie deviate. In quel palazzo ci sono stati alcuni degli esecutori della fine di talune inchieste delicatissime che stavo conducendo e della mia morte professionale di PM. Ed erano quelli che dovevano tutelarmi. Sono certo, oggi come allora, che la vera emergenza nazionale è la presenza delle mafie nelle Istituzioni del nostro Paese. Ed è per questo che dalla fine di un sogno professionale è nato, da subito, un nuovo sogno, in altra veste istituzionale, ma sempre con gli stessi ideali e la stessa forza. Lavoriamo perché non accada agli altri quello che è accaduto a me e ad altri nella storia del nostro Paese. L’Italia libera dalle mafie è possibile, ma bisogna essere partigiani, schierandosi dalla parte giusta. Io, come sempre, ci sono e ci sarò.

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Buona Pasqua a tutte e tutti ! Vi auguro di trovare dopo Pasqua più amore nel vostro cuore. Vi auguro di non perdere mai la gioia di vivere e il gusto del dono della vita. Vi auguro di scegliere sempre il bene nella perenne lotta tra il male e il bene. Vi auguro di non perdere mai l’umanità e di non mollare mai anche quando la vita è dura e, certe volte, pure crudele. Vi auguro di non smarrire mai il sorriso e la voglia di tendere la mano verso le altre persone, soprattutto le più bisognose. Continuiamo a lottare affinché giustizia e fratellanza siano imperativi etici, percorsi di vita e non parole retoriche. Buona Pasqua alla mia amata Napoli che è capace di farti risorgere nello spirito anche nelle giornate più buie.

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La visita del Capo dello Stato Sergio Mattarella a Napoli, sabato scorso, accompagnato dal Presidente della Camera Roberto Fico, è stato un segnale molto forte, per una serie di motivi. La visita alla bellissima mostra di Caravaggio al Museo di Capodimonte consente di sottolineare quanto Napoli, prima città italiana per crescita culturale e turistica, sia sempre più meta destinataria di mostre eccellenti. La successiva visita al quartiere Sanità evidenzia l’apprezzamento per la rivoluzione culturale in atto nel quartiere dove fortemente si è consolidata una rete virtuosa tra associazionismo ed istituzioni di prossimità. Infine, ma non in ordine di importanza, la visita al quartiere San Giovanni, nel rione Villa, tra le donne e gli uomini che lottano con forza contro le recenti aggressioni camorristiche al territorio. In quel quartiere da tempo stiamo lavorando per realizzare quella rivoluzione culturale già consolidata in altre zone della città, come Scampia. La nostra Città, in questi anni, ha scelto il riscatto morale e culturale, l’orgoglio partenopeo, la strada impervia della giustizia, la rinascita del suo popolo. La camorra e la violenza vanno sconfitte definitivamente con la cultura, la scuola, le azioni sociali, l’amore, l’onesta’. Napoli la sua parte la sta facendo sino in fondo, con risultati bellissimi, allo Stato chiediamo stop alle discriminazioni verso la nostra città e la prevenzione e repressione del crimine. In fondo chiediamo poco, rispetto a quello che Napoli e il suo popolo hanno fatto in questi anni. Ringrazio il Presidente della Repubblica che ha sempre mostrato attenzione e sensibilità istituzionale verso la nostra città.

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La primavera a Napoli è iniziata con un profluvio di iniziative culturali, un mare di eventi artistici bellissimi, contaminazioni in strade e luoghi tra culture e popoli, tra arte e viaggiatori. Nessuno è straniero nella nostra città, l’energia umana e culturale di Napoli contamina e cattura liberando coloro che attraversano la nostra terra. Sono orgoglioso della mia città e del popolo napoletano che stanno dimostrando al mondo la strada dell’umanità. Tutto quello che si sta realizzando è frutto della capacità, dell’amore e della potenza di un popolo che da solo, senza nessun sostegno esterno, sta riscattando la città. Questa è la forza di una città e di un popolo che lotteranno per conquistarsi sempre più autonomia, da governi nazionali e regionali che, sinora, sono stati spesso indifferenti, talvolta ostili, qualche volta nemici di Napoli. Ma avete perso, soffocati dal vostro rancore ed odio, Napoli, invece, ha già vinto, perché chi sceglie la cultura e l’umanità non potrà che vincere.

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Napoli è sempre più potente e di questo molti ne godono, alcuni ne soffrono. La rinascita di Napoli la soffre chi si è costruito la sua fortuna sui malanni ed anche le forti contraddizioni della nostra città. La patisce chi magari non fa di tutto per risolvere i problemi di Napoli ma è sempre pronto, quando qualcosa non va proprio per il verso giusto, a sparare sulla città, sul suo popolo e su chi la rappresenta con onestà, onore e orgoglio. In questa primavera Napoli andrà fortissima e supererà i record degli ultimi anni, per umanità, bellezza, cultura, viaggiatori ed abitanti che attraverseranno la nostra terra. Due episodi venerdì stupendi. Jeff Kinney, scrittore per ragazzi, autore del Diario di una Schiappa, 200 milioni di libri venduti nel mondo, tra i cento personaggi più influenti nel pensiero mondiale, sceglie Scampia, la scuola Vittorio Veneto, come unica tappa in Italia per il 2019. Orgoglio per Napoli, gratitudine per aver scelto Scampia. L’immagine di decine e decine di bambine e bambini che disegnavano con lui, con la fantasia e la vivacità delle nostre creature, è stato commovente. Poche ore dopo vedere con i miei occhi la felicità del grandissimo Ferzan Ozpetek nel ricevere la cittadinanza onoraria napoletana mi ha emozionato profondamente. Persone universali, talenti mondiali, che si emozionano e sono felici nel diventare napoletani nel mondo. Essere napoletani è meraviglioso, diventarlo altrettanto e vedere la gioia di persone, patrimonio dell’umanità mondiale, indossare il nostro abito culturale universale è davvero stupendo. La potenza di Napoli attraverso cultura ed umanità ce la stiamo sempre più conquistando e non consentiremo a nessuno di sporcare questa rivoluzione che è, in primo luogo, nei cuori nostri e del popolo napoletano. La violenza e la cattiveria con cui certi arnesi che operano in città agiscono contro la città, anche quando accade qualcosa di spiacevole, evidenzia quanto fastidio sta dando questa città a certi poteri e certi interessi. Ma la potenza culturale della città e l’umanità solare del suo popolo seppellirà, certe volte anche solo con una risata, i produttori di azioni e sentimenti malevoli. Del resto, basta accantonare i luoghi del rancore e le sedi della costruzione di operazioni mistificatorie e falsificatorie, e perdersi nei vicoli, nelle strade e nelle piazze di Napoli, per rigenerarsi con umanità, vita, bellezza e cultura. La felicità negli occhi di un popolo, anche pieno di problemi e sofferenze irrisolte, è molto più potente del rancore, dell’invidia e della violenza di pochi, seppur violenti, potenti e certe volte armati. Nemici di Napoli, a tutti i livelli, avete già perso, nostalgici di una città in mano a pochi potenti e corrotti siete stati sconfitti, la storia del riscatto non arrestabile e della rinascita impetuosa della città vi ha già sepolto. Siete morti, nel cuore e nell’animo, che camminano tra la gioia di un popolo che ha riscoperto dignità, orgoglio e senso vero di appartenenza alla nostra Terra. Terra mia, anzi Terra Nostra.

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Il naufragio del M5S senza il salvataggio della foglia di fico. È passato un anno dal bellissimo successo elettorale dei pentastellati alle elezioni politiche che il partito fondato da Beppe Grillo è ormai al tracollo. Il loro punto di non ritorno è la questione morale dove hanno perso ogni credibilità: o perché hanno tradito rispetto a ciò che sostenevano oppure perché gli è caduta la maschera. Quando stavano all’opposizione bastava che un avversario politico fosse indagato o attinto da un’informazione di garanzia che scattava la loro furia – spesso anche fondata – per le dimissioni del presunto colpevole (prima ancora che venisse processato). Ora che governano nelle città e nello Stato per loro questa regola non vale più. Si fa quadrato, come ai tempi di Craxi e Andreotti. Dopo Roma capitale tanti avevano sperato in una pulizia morale al Campidoglio, ma da quando governano i rivoluzionari a parole si susseguono indagini, informazioni di garanzia, arresti. Arresti eccellenti nell’orbita del partito del cambiamento (sic). Procedimenti penali per fatti gravissimi su vicende centrali per la vita della città. Al Sindaco Marino ci mancava poco che lo impiccassero in piazza – per degli scontrini – con un tribunale del popolo composto da 5S e pezzi di PD. Il capo del M5S, nonché vice presidente del Consiglio del Governo nero, ci racconta in questi giorni che loro sono diversi perché, quando è stato arrestato per corruzione il loro presidente del consiglio comunale della capitale d’Italia, lo hanno subito espulso. Si è diversi, caro Di Maio, quando si rompe un Sistema e quando non si viene coinvolti in vicende correttive così gravi e inaudite. Ma non sei stato nemmeno tempestivo caro Di Maio, infatti la questione morale è esplosa da tempo a Roma e non avete fatto nulla per prevenire ed allontanare i responsabili di vicende così riprovevoli, anzi avete espulso o messo ai margini chi, al vostro interno, ha denunciato la questione morale e vicende gravi, come sullo stadio, sull’urbanistica, sui super consulenti “ombra”. In questo caso grande tempismo. Avete espulso una consigliera comunale che aveva denunciato anche pubblicamente e segnalato ad esponenti autorevoli del movimento la gravità dei fatti sulla costruzione del nuovo stadio ed altro ancora. Per non parlare dell’ex assessore Paolo Berdini e le sue denunce su urbanistica e dintorni. E voi che avete fatto?! Avete espulso dal movimento chi denunciava invece di verificare se qualcosa non andasse. Troppo facile intervenire dopo gli arresti eccellenti. E poi che dire che ci riempite da anni la testa di acqua pubblica e dove governate, come a Roma, non la fate perché non la volete fare. Noi a Napoli da 8 anni, dopo il referendum del 2011, abbiamo realizzato il ciclo dell’acqua tutto pubblico e trasformato una SPA in azienda speciale tutta pubblica: ABC (acqua bene comune). Siamo l’unica grande città italiana che ha rispettato il popolo sovrano del referendum. Se poi leggo le cronache giudiziarie sul coinvolgimento dei vertici di ACEA, società che gestisce l’acqua a Roma, allora si intuisce perché le cose vanno diversamente da come si propaganda. Per non parlare dei rapporti assai stretti, come emerge dalle inchieste, con costruttori che devono realizzare opere così importanti, come racconta la vicenda Parnasi. Pubblico e privato devono cooperare nell’interesse delle comunità, ma senza opacità e, soprattutto, colpendo i “prenditori”. I capi del M5S nei comizi hanno sempre gridato onestà, onestà ed affermato che la casta, i politici, devono essere giudicati dalla magistratura quando sono sottoposti a procedimenti penali. Parole che condivido. Però, come si sono seduti sulla poltrona di governo, al primo processo, che riguarda il loro alleato Salvini alzano la manina e gli concedono l’immunità, sottraendolo ad un procedimento penale per fatti gravissimi: sequestro di persona per la cd. vicenda della nave Diciotti. Non sapremo mai la verità su persone, anche donne e bambini, sequestrate. Hanno salvato Salvini, oggi grazie a loro anche capo politico di fatto del Governo, il quale ancora non restituisce agli italiani – a lui cosi tanto cari a chiacchiere – i 49 milioni. Viva l’onesta’ ! Per salvare le ben remunerate poltrone parlamentari e di governo si è buttato a mare, facendolo naufragare, quel voto di bella pulizia morale che tantissime persone, soprattutto al Sud, hanno concesso al M5S. Onestà, coerenza, credibilità non si comprano al mercato, ma sono stili e storie di vita delle persone. Tradire la fiducia, su etica ed onestà, è il peggior peccato politico. E non voglio approfondire le tante promesse tradite come sul terzo valico tra Liguria e Piemonte, sulla TAV che faranno ma lo diranno solo dopo le elezioni europee, sulle trivelle in Puglia e in Basilicata, a Taranto dove il M5S è la fotocopia di chi li ha preceduti: hanno svenduto la salute confermando il conflitto tra diritto al lavoro e diritto all’ambiente. Si reitera su Taranto l’omicidio di Stato, con norme costruite per rendere formalmente legale un assassinio di intere popolazioni. Al Sud, poi, chi ha votato per il cambiamento si è trovato il M5S che stipula, addirittura, un contratto per cementificare un’alleanza con il leader politico più antimeridionale dalla nascita della Repubblica. Poco male, dopo le elezioni approveranno anche l’autonomia regionale differenziata, così il Sud sarà ancora più penalizzato. La questione morale, corruzioni e mafie, sono la vera questione nazionale, ma questo Governo non rappresenta la rottura del Sistema, anzi. Ma, purtroppo, siamo solo all’aperitivo. L’Italia ha urgenza, invece, come l’acqua e come il pane, di un Governo che finalmente attui, dopo 71 anni, la Costituzione, nata dalla resistenza al nazifascismo. Non può certo, tra l’altro, farlo un Governo che va a “braccetto” con casa pound e forza nuova. Il corteo partecipatissimo del 23 marzo a Roma, con una confluenza di movimenti, associazioni, reti civiche, militanti, persone belle nel cuore e nella testa, indica una delle strade, quella più rivoluzionaria, per vincere. Mettere insieme il popolo e chi ha il coraggio e la competenza di utilizzare il diritto e gli ordinamenti per trasformare la società in maniera costituzionalmente orientata. Unire i popoli per abbattere il Sistema, unire le lotte per governare il Paese, unire i più deboli perché un altro mondo è necessario. Napoli darà il suo contributo, nella prima linea, per ricostruire l’Italia.

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Va abbattuto il SISTEMA. Quello che si fonda su corruzioni, mafie, guerre, distruzione del pianeta, disuguaglianze economiche, ingiustizie sociali, razzismi, violenze. Ho sempre pensato, da ragazzo, che un altro mondo è possibile. Ho sempre lottato per questo. Ma bisogna conquistarselo. Con la rivoluzione dell’alternativa. Anche i cambiamenti climatici si arrestano, in primo luogo, con una rivoluzione culturale. Dal basso si può cambiare, anche a Napoli lo abbiamo dimostrato che cambiare si può. Anche senza soldi, senza partiti. Costruiamo, insieme, l’alternativa politica, morale, culturale, sociale ed economica. Bisogna mettere insieme rottura del Sistema e capacità di governo. Opposizione sociale e affidabilità di governo. Movimenti, reti civiche, associazioni, militanti. Rivoluzione nelle strade e rivoluzione con il diritto governando. Nelle Istituzioni portiamo l’alternativa che costruiamo con i popoli. Il diritto, connesso con il popolo, ha una potenza rivoluzionaria in grado di trasformare le ingiustizie sociali. Ci vogliono competenza e coraggio, autonomia e libertà. Difesa del Pianeta e della Natura con un’altra economia che sappia coniugare diritto al lavoro e diritto alla salute e all’ambiente salubre. Tra la Terra, nei beni comuni, ritroviamo il gusto di essere comunità. Siamo nella lotta per i diritti, il tempo è sempre quello giusto, la vittoria non può attendere, per l’umanità e per la felicità. Facciamo presto prima che sia troppo tardi. Nessuno potrà dirci di essere stati complici e di non aver lottato.

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Integrale evento “WhyNot e Poseidone … 10 anni dopo” del 9 Marzo 2019 dal cinema Modernissimo.
Luigi de Magistris e Marco Travaglio raccontano le due inchieste che hanno toccato le alte cariche dello Stato, anche in virtù della recente sentenza del tribunale di Salerno.
Letture di: Rosaria de Dicco, Pita Turco e Antonella Prisco.
Modera Fabiola Conson.

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