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Settimana decisiva per il futuro della nostra Città. In commissione bilancio della Camera dei Deputati si discutono e si votano gli emendamenti alla manovra economica. I Sindaci e i Comuni - in rappresentanza delle loro terre e dei loro cittadini - hanno fatto la loro parte. Con responsabilità e competenza. Sono all'esame dei deputati norme per rilanciare il Paese, per garantire diritti e servizi alle persone. Tra qualche giorno sapremo tra Governo e Parlamento chi voterà tutte le norme necessarie per mettere finalmente in sicurezza territori e garantire coesione sociale; chi lavorerà per approvare solo le norme per scongiurare il dissesto di centinaia di Comuni; chi, infine, agirà per pugnalare con la legalità formale Città, territori e popolazioni per procurare - per un bieco interesse personale - il fallimento degli enti locali. È il momento della verità. Noi siamo in fiduciosa attesa perché stiamo nelle Istituzioni ed abbiamo dialogato lealmente con tutte le Istituzioni. Napoli, comunque, da Città della Resistenza, è programmata e pronta ad affrontare qualsiasi scenario. Siamo organizzati per resistere sempre e per lottare senza fine. La nostra Città vincerà le sue sfide, così ardue ed assai difficili, perché ci sono le idee, il lavoro di tanti, l'impegno di una moltitudine di persone. C'è una forza immane che si è sprigionata. Abbiamo energia, potenza, passione. Il nostro è un Popolo ricco di dignità, che merita il rispetto che si è guadagnato sul campo. In Città non c'è solo rinascita. C'è la voglia di un romanticismo napoletano. Umanità, solidarietà, amore: componenti fondamentali per vivere una nuova fase storica della nostra Città e non limitarsi a tirare a campare. È tutto assai complicato, ma sono certo che ce la faremo. Napoli - nella sua bellezza unica e nelle sue profonde ferite - è nella nostra testa, nelle nostre gambe, nella nostra anima e soprattutto nei nostri cuori.

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La Nostra Napoli in questi anni ha messo in campo una forza ed una potenza eccezionale. Grazie alla maggioranza dei suoi abitanti. Presepe e Pastori insieme. Ci ho creduto sempre, come oggi credo che supereremo ostacoli e difficoltà. Non ci siamo mai piegati ad una crisi finanziaria ed economica durissima. Oggi Napoli, con tutti i problemi anche gravi sui quali si lavora senza sosta per affrontarli con pochi capitali economici ma tanto capitale umano, rappresenta un punto di riferimento nazionale ed internazionale. Una Città che non ha ceduto al compromesso morale. Una Città che non si è messa in vendita e non si è fatta comprare e che difendiamo con orgoglio e fierezza. Una Città amministrata con le mani pulite. Un Comune che non privatizza i servizi e non licenzia ed anzi ha assunto. Una Città che fa dei beni comuni non un esercizio di retorica ma un'opzione strategica per costruire un modello non solo politico ed amministrativo, ma anche sociale, culturale ed economico. Una Città in cui la partecipazione del popolo alla vita politica è un fatto oggettivo ed anche stupendo. Una Città in cui il Popolo ha strappato lo scettro di potere forte ai poteri forti. Una Città che sta facendo della cultura e dell'umanità la sua arma di riscossa e la sua identità plurale. Una Città in cui rimanere a vivere, venire a vivere e ritornare a vivere, ritrovando il gusto della ricerca della felicità, quella autentica, profonda, fondata sui sentimenti. Con questa ricchezza umana produrremo sempre più anche ricchezza economica che servirà per il lavoro e per sostenere il nostro popolo e soprattutto coloro i quali ne hanno più bisogno. E' una Città che non molla mai !

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Siamo alla fine di novembre e la nostra Napoli è attraversata da fiumi di gente. Mai così tanta umanità in Città. E dicembre sarà da record. Ossigeno per economia e lavoro in Città. Ma non ci sentiamo affatto appagati. Dobbiamo ottenere il risultato di cui la Città ha diritto e per cui ci stiamo impegnando senza sosta. Auspichiamo che Governo e Parlamento approvino in questi giorni le norme che i Sindaci hanno proposto per mettere in sicurezza i territori e garantire servizi e diritti a cittadine e cittadini. Continuano a tenerci con piombo sulle ali e zavorra sulle gambe che impediscono di migliorare la qualità della vita degli abitanti. È davvero ingiusto. Una Città che senza soldi e con enorme capitale umano e passione si è riscattata con questa potenza non merita di essere incatenata da gabbie normative e vincoli finanziari odiosi e ingiusti. Operiamo e lottiamo, comunque, per spezzare le catene quando queste impediscono l'attuazione della Costituzione.

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Nei giorni scorsi ho partecipato a Reggio Calabria ad un importante seminario sui beni confiscati. Presenti diversi Sindaci del Sud. È sempre forte emotivamente per me ritornare in Terra di Calabria. Nel viaggio in treno verso Reggio mi sono soffermato ad incrociare i volti dei tanti pendolari. Un'immagine costante: su e giù per la tratta Roma-Reggio. Un tuffo nel passato quando viaggiavo su quei treni affollatissimi, con tanta gente, semplice, umile, vera, fiera che ho conosciuto in dieci anni di Calabria. Volti che raccontano storie, di sofferenza e di determinazione, ma anche di rabbia e di rassegnazione. Sui beni confiscati sono stato sempre in prima linea. Da magistrato quando per anni ho avuto la delega per le misure di prevenzione antimafia occupandomi di sequestri e confische. Da sindaco, anche della città metropolitana, per l'impulso forte che dò su confische e restituzione dei beni alla fruizione collettiva e sociale. È stata un'emozione forte visitare a Reggio Calabria lo studio legale dell'Avvocato Paolo Romeo, bene oggi confiscato. In quello studio per mesi disposi da pubblico ministero - in un'indagine per fatti di mafia che riguardava magistrati, politici, esponenti apicali delle istituzioni e le organizzazioni mafiose più potenti in città - un'intercettazione ambientale ed effettuai personalmente una perquisizione nel novembre del 2004. In quello studio, tra le varie conversazioni, ne intercettammo una in cui il sottosegretario alla giustizia condivideva con l'Avv. Paolo Romeo - già coinvolto nel passato in altri procedimenti penali - il discorso per l'inaugurazione dell'anno giudiziario che avrebbe tenuto a Reggio Calabria. Dopo un paio di mesi che eseguimmo arresti e perquisizioni - inchiesta che ebbe eco fortissima - fu disposta un'ispezione da parte del Ministero della Giustizia. Dal gennaio 2005 fino alla fine del 2007 sono stato sotto ispezione senza soluzione di continuità - con riferimento alle numerose indagini di cui ero titolare - fino a quando non mi hanno tolto i procedimenti penali, strappato la toga di pubblico ministero e trasferito per incompatibilità ambientale. I collusi sono rimasti saldi al loro posto per continuare a delinquere ed io sono stato inviato a fare il giudice del Tribunale del Riesame a Napoli. Ci sono ora ritornato da Sindaco in quello studio legale, non senza commozione e qualche lacrima nascosta, il tempo ogni tanto si mostra galantuomo, da un male senza fine mi è nata la forza per reagire, per rialzarmi e per lottare senza sosta, oggi come allora, sempre per la Giustizia.

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Le prossime ore sono decisive per il futuro dei territori italiani, dei piccoli e dei grandi Comuni. Vedremo se Governo e Parlamento trasformeranno promesse ed impegni in norme. Ne va della coesione democratica e della sicurezza del nostro Paese. Norme che servono per soddisfare bisogni di rilevanza costituzionale e garantire servizi. È l'ora di sovvertire le priorità del legislatore. Cittadini e diritti costituzionali debbono venire prima degli interessi finanziari e delle spese per armi di distruzione di massa. Noi Sindaci siamo solamente megafoni ed altoparlanti delle sofferenze, dei bisogni, delle ansie, dei desideri ed anche della rabbia degli abitanti dei nostri territori. Nel frattempo l'Italia è ancora attraversata senza soluzione di continuità - da nord a sud - dalla questione morale: indagini ed arresti per corruzione, turbative d'asta, voto di scambio, mafie. In un Paese in cui il mercimonio è divenuto Sistema, noi dobbiamo lottare strenuamente e poi difenderci per attuare diritti costituzionali per i cittadini avendo contro gabbie normative e vincoli finanziari che ci impediscono di garantire servizi, sostenere le persone fragili, applicare la Costituzione. Il lavoro e la lotta sono assai duri, ma non abbiamo paura e non molleremo di un centimetro fino a quando non avremo raggiunto l'obiettivo.

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Una nave di profughi naufraghi è arrivata nei nostri mari: tante donne, giovanissime, morte. È una tragedia senza fine. Penso, con convinzione giuridica, che molti governanti dovranno essere chiamati a rispondere per crimini contro l'umanità ed anche concorso in genocidio. Reati, tra l'altro, perseguibili d'ufficio. A chi è in prima linea come noi, senza soldi e mezzi, tocca accogliere ed aprire il cuore agli ultimi, ai più deboli, a chi ha solo bisogno di cure e amore. Nel frattempo tragedie sociali, povertà crescenti, diritto al lavoro violato, cambiamenti climatici, servizi carenti, beni comuni in sofferenza, espongono territori, città, abitanti ed amministratori ad una situazione insostenibile. Ci avete lasciati senza soldi, norme e mezzi. Per colpa o dolo. La coesione sociale del nostro Paese è sempre più fragile. Nelle prossime ore vedremo se, finalmente, in zona cesarini, Governo e Parlamento dimostreranno di essere - nell'approvazione della manovra economica - dalla parte della gente, dei loro diritti e dei loro bisogni, oppure, per l'ennesima volta, colpevolmente sordi alle istanze legittime e giuste dei territori, dei loro abitanti e dei rappresentanti democraticamente eletti. Vedremo se penseranno solo ad armi, manager bancari ed opere pubbliche inutili, oppure a coloro che hanno bisogno e sete di giustizia. Ne va della tenuta democratica dell'Italia. Non ci sono scuse plausibili. Se ancora una volta i denari e le norme andranno nella direzione non dei diritti costituzionali, della giustizia sociale, dell'uguaglianza, vorrà dire che, dolosamente, la politica nazionale si renderà responsabile di una rottura sociale ed istituzionale senza precedenti. Noi siamo, comunque, pronti ad ogni scenario. Perché siamo abituati alla sofferenza ed al combattimento. Sta a Roma decidere. Noi lottiamo sempre, senza mai mollare, su tutti i fronti, nella consapevolezza che sarà, comunque, il popolo, progressivamente, a rimuovere gli ostacoli che impediscono lo sviluppo della persona umana. Chi ostacola giustizia, uguaglianza, solidarietà ed attuazione dei diritti costituzionali, verrà rimosso, con le armi della democrazia, per la Repubblica e per il Popolo.

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Viviamo in un regime di liberismo finanziario che rallenta fortemente l'applicazione della Costituzione soffocando democrazia ed autonomia dei popoli. Resistere non è più sufficiente, si deve passare al contrattacco, rimuovendo ostacoli per attuare giustizia sociale e promuovere lo sviluppo della persona umana. Lottare per i beni comuni e per le persone. Si lotta senza denari, con profondo amore ed infinita passione. Cercasi combattenti, da reclutare nell'esercito popolare di lotta per i beni comuni e per la liberazione. In cambio cediamo i Ponzio Pilato e i Don Abbondio. Si deve lottare con il corpo, con la mente e con il cuore, chi ha paura della rivoluzione si metta di lato...la rivoluzione è lotta, rischio e coraggio, è sentimento, finanche sofferenza, certamente non è una cena di gala in salotto con maggiordomi e camerieri. Ma lottare significa anche vivere e vedere l'alba, mollare invece vuol dire sopravvivere nelle tenebre senza sentire il battito del cuore.

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La Città sta lottando per togliersi di dosso catene, lacci, piombo, vincoli assurdi che ci stanno soffocando ed impediscono il rapido raggiungimento degli obiettivi che la nostra amata Napoli merita. Siamo indignati di queste reiterate ingiustizie che con la forma delle catene provano a privarci delle libertà di agire per il benessere della nostra comunità. Non vogliono farci volare. Ci vorrebbero costringere a rinunciare alla rinascita di Napoli, a piegarci ai diktat del formalismo antidemocratico, ma questo ormai è impossibile. La nostra forma e la nostra sostanza sono sanciti nei valori costituzionali. La rivoluzione non si arresta. Questa città si è liberata dal Sistema che la opprimeva da anni ed anni e che mai più dovrà mettere le mani sulla nostra Terra. Stiamo lavorando su tutti i fronti - senza sosta - per raggiungere traguardi storici. In questi giorni siamo fiduciosi che Governo e Parlamento elimineranno storture, incongruenze ed ingiustizie che colpiscono Napoli ed altre città. Siamo persuasi che le città ed i loro abitanti otterranno quello che è giusto. Nulla di più. Altrimenti vuol dire che elimineremo le ingiustizie e conquisteremo gli obiettivi con la lotta più tenace, audace e coraggiosa di cui siamo capaci. Nessuno può fermare la lotta di un popolo per i suoi diritti. Le energie, la cultura, la passione, la vitalità, l'amore per questa Terra non potranno essere mai piegate, n'è saranno mai sconfitte dalla freddezza delle alchimie monetarie-algebrico-ragionieristiche-burocratiche del moloch liberista cui il rappresentante di turno di pezzi dell'ordine costituito si fa portavoce. La Costituzione nata dalla resistenza al nazifascismo è il nostro faro, la nostra guida ed il nostro imperativo morale e giuridico. Alla Costituzione le leggi illegittime ed ingiuste, nonché i provvedimenti incostituzionali, devono arrendersi. Siamo determinati, carichi, mai domi, forti e con la certezza che Napoli vincerà anche queste battaglie. Dobbiamo restare sempre uniti, con la potenza di cui questa città è capace. Ed a proposito di forza, tenacia e pazienza, grazie a tutti i protagonisti dell'ottimo accordo su ANM. Non molleremo e mai come oggi sono certo che vinceremo! W NAPOLI!

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Da diversi mesi, ed in particolare nelle ultime settimane, abbiamo messo in campo azioni politiche ed istituzionali a tutti i livelli per raggiungere obiettivi fondamentali per la nostra città, con particolare riferimento alla legge di bilancio che il Governo varerà nei prossimi giorni. Importante è stata l'azione dell'ANCI e il ruolo della nostra Città nella casa dei comuni italiani. Abbiamo fatto lavoro di squadra con tutti i Sindaci, per un'Italia più coesa e con meno ingiustizie. Per fine ottobre ci siamo dati, in particolare, due obiettivi strategici: contribuire ad una manovra di bilancio finalmente attenta ai territori e salvare e rilanciare ANM. Stiamo facendo di tutto, senza tralasciare nulla. Ho fatto tutto quello che si poteva fare per raggiungere tali risultati fondamentali per la nostra città. Napoli sempre in testa....in tutti i sensi !

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