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Per alcuni è il sonno della ragione, per altri il sonno dei sentimenti della vita, per altri ancora entrambi. Solo per rimanere ai tristi eventi degli ultimi giorni: il Ministro Salvini, in nome dell’intero Governo, ha dato l’ordine di deportare tutti i migranti di Riace per distruggere il modello di umanità creato dal Sindaco Mimmo Lucano. I mafiosi collusi con le Istituzioni rimangono senza essere disturbati dal Governo, le vittime delle tratte di esseri umani vengono deportati dallo Stato che dovrebbe proteggerli. Questa è la violenza istituzionale della repressione di Stato. Ma anche diverse amministrazioni comunali non scherzano. È la fotocopia che si affanna a rincorrere l’originale. A Lodi si vieta a 200 bambine e bambini figlie e figli di stranieri di mangiare alla mensa scolastica con le bambine ed i bambini italiani. Atto indegno che ricorda le infami e criminali leggi razziali. A Venezia si formano fisicamente i poliziotti municipali per meglio rincorrere i migranti neri. Non è una competizione olimpionica, ma la caccia al nero. A Firenze si consegnano alla polizia per farle espellere due ragazze che fanno il mimo in piazza: con l’arte di strada metterebbero in pericolo il decoro e la sicurezza pubblica. A Pisa si vieta addirittura alle persone di rimanere sedute in piazza. Noi non possiamo e vogliamo insegnare niente a nessuno, per carità di patria. Del resto Napoli è città di sofferenze ed anche molto bollata dalla propaganda politico-mediatica. Di sicuro, però, andiamo in direzione ostinata e contraria rispetto a questo vento nero dei divieti, dell’insicurezza e della paura. Abbiamo 7 anni fa liberalizzato la possibilità di esercitare l’arte di strada. Prima città in Italia sulla creatività urbana per la street art. Abbiamo consentito a collettività di abitanti di autogestire spazi abbandonati che sono divenuti luoghi di vita. No sgomberi, ma attività dall’elevato profitto sociale e popolare. Abbiamo reso i luoghi della città sempre più ricchi di cultura. L’energia che si respira in città è di orgoglio, rinascita, appartenenza, apertura al mondo. Certo tanto ancora c’è da fare, del resto governiamo senza soldi per colpa dei predatori del passato e dei governi che mettono lacci e vincoli per ostacolare il vero cambiamento, quello dal basso, dai territori. La sicurezza si rafforza chiedendo allo Stato più presenza delle forze di polizia, ma anche riempiendo i luoghi di cultura, attività sociali e sportive, iniziative di intrattenimento. Forse non è frutto del caso se Napoli negli ultimi anni è la città che più cresce per cultura e turismo, forse non è la combinazione di coincidenze se oggi Napoli è terza per start-up giovanili, forse non è un fatto fortuito se in tre anni si sono realizzate in città 400 produzioni cinematografiche e televisive. Il clima di odio, la caccia al nemico, la violenza verbale, fisica ed istituzionale non portano mai nulla di buono. Consolidano solo un clima di regressione, paura, depressione, infelicità. Così come le guerre portano solo distruzione. Odio porta odio, la violenza coltiva sentimenti di vendetta. Questo brutto clima nel Paese non serve per lo sviluppo dell’Italia, non aiuta la crescita degli investimenti, non incoraggia chi lavora ogni giorno tra tante difficoltà, non garantisce un futuro prospero ai giovani, non offre opportunità di lavoro, non consolida cultura e turismo, aumenta l’insicurezza interna ed internazionale. Serve ed è funzionale solo ai detentori del potere di turno per veder crescere il loro consenso personale. Lavorano sulle paure, sulle infelicita’ e sui problemi e la loro medicina è l’antitesi della felicità, è veleno sociale. Se mettiamo in campo, uniti nelle diversità, condotte ispirate alla valorizzazione dei nostri territori, se puntiamo sui beni comuni e sui bisogni concreti degli abitanti del nostro Paese, mettendo al centro i valori di libertà, uguaglianza, giustizia e fratellanza, l’Italia potrà ritornare ad essere un Paese con prospettive future di coesione e prosperità. È con i sentimenti della vita che si costruiscono strade solide, con i sentimenti della morte le strade sono destinate verso tunnel senza via di scampo. A questo vento di odio bisogna contrapporre un vento d’amore, a chi divide gli esseri umani in bianchi e neri, bisogna contrapporre chi vuole unire i popoli del mondo per contrastare i cambiamenti climatici voluti dagli oppressori, a chi se la prende con gli oppressi del mondo e con le vittime delle guerre ingiuste bisogna contrapporre chi ha il coraggio di abbattere gli oppressori. Voi volete costruire un Paese infelice e rancoroso, senza futuro, noi vogliamo provare a costruire comunità in cui possa prevalere l’umanità. La storia è anche adesso, sta ad ognuna ed ognuno decidere che strada intraprendere. Noi abbiamo scelto. Quella della costruzione di un nuovo umanesimo, per sovvertire i rapporti di forza: la giustizia prima della legalità formale, l’essere prima dell’avere, l’uguaglianza prima della ricchezza, la non violenza prima di ogni forma di violenza, le persone prima delle cittadinanze, le libertà prima dei divieti, la solidarietà prima dell’egoismo, il noi prima dell’io, il capitale umano prima di quello economico, l’amore prima dell’odio. Vinceremo, ne sono certo, ma il tempo della vittoria, però, dipende dalla forza, dalla volontà e dalla passione di ogni persona che può scegliere di partecipare a questa rivoluzione copernicana.

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Ai Napoletani e agli abitanti sempre più numerosi che invadete gioiosamente la nostra città, comunico che stiamo facendo un lavoro enorme ed assai proficuo che condurrà a risultati molto concreti, entro la fine di quest’anno, di messa in sicurezza del bilancio del Comune e miglioramento dei servizi della nostra città. L’azione che abbiamo messo in campo, con tutti quelli che con competenza, forza e coraggio ci sostengono da molti anni, è finalizzata a raggiungere risultati assai concreti ed anche a distruggere le forze del male, della pavidità, della viltà, del pilatesco nonsipuotismo, che cercano di impedire il raggiungimento dell’interesse pubblico e del bene comune nella nostra città. Anche nel trascorso mese di settembre ci hanno pesantemente ostacolato con il chiaro obiettivo di colpire la città, i suoi cittadini e chi li amministra per volontà popolare. Hanno però prodotto l’effetto di renderci ancora più forti e coesi anche nei riguardi di quelli che pensano che è impossibile vincere e che sia inevitabile arrendersi. Noi arruoliamo oggi ed anche domani solo lottatrici e lottatori. Chi trova più comodo, soprattutto per difendere il proprio interesse personale, interpretare il diritto in modo conformista e non costituzionalmente orientato, è pregato di desistere. In questo autunno che ci porterà fuori dal tunnel verso la luce, in tante situazioni difficili che alcuni danno per perse e che io considero invece da vincere, non vogliamo accanto esseri umani invertebrati, senza spina dorsale, senza schiena dritta, senza coraggio, senza amore per questa città e per il suo popolo. La sfida di Napoli è troppo bella e grande, non vogliamo costringere nessuno a seguirci nelle nostre lotte, ma nemmeno essere incatenati da nessuno. Questa città deve volare per la libertà e la giustizia. Lo so bene che per amore di questa città, sul piano degli interessi privati personali, si può solo perdere, ma si vince nel combattere per rendere la nostra comunità migliore e per vivere tutte e tutti in condizioni più felici. Ed allora pancia a terra, testa sul collo, passione nel cuore, forza nelle gambe e nelle braccia e nulla sarà impossibile per gli obiettivi che ci siamo prefissi, uno per uno. Rimuovere gli ostacoli è il forte imperativo categorico che ci impone la Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza. Sono ottimista e fiducioso, oserei dire certo, e nonostante il nero che certe volte ci circonda e quasi ci assedia, io vedo i mille colori vincenti della Terra Nostra.

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Un indizio è un indizio, due indizi sono due indizi, più indizi, soprattutto se gravi, precisi e concordanti, sono una prova. La prova è che vogliono mettere in ginocchio la città, distruggere i diritti dei suoi abitanti, fermare la rinascita della città. Napoli e la sua liberazione dal Sistema stanno dando troppo fastidio ai poteri tradizionali. La conoscenza fino al midollo dello Stato, maturata in quindici anni di prima linea di magistratura e sette anni di prima linea di Sindaco di Napoli, mi fanno ritenere che poteri statuali sono ostili per questa città. È una vergogna senza fine quello che ho visto. La città si è liberata, in questi anni, del rapporto tra camorra, corruzione e politica, la città si è liberata dei rifiuti, la città ha liberato enormi energie vitali tanto da essere oggi la città più vulcanica d’Italia per talenti e cultura. L’energia in città è esplosiva e felicemente contagiosa. Proprio perché siamo onesti, autonomi, liberi e coraggiosi ci mettono dure gabbie normative e crudeli vincoli finanziari, ci tagliano trasferimenti, ci impediscono di assumere, ci vietano di fare investimenti, ci pignorano le casse comunali, ci bloccano la spesa, ci applicano sanzioni per debiti non pagati dallo Stato quando, semmai, dovremmo essere risarciti. Ci sommergono di debiti dello Stato risalenti al terremoto del 1980 ed all’emergenza rifiuti da noi cancellata, ed invece di risarcire la città ci bloccano ogni azione. Resistiamo assediati. Ma che senso hanno le elezioni popolari, la democrazia, le autonomie locali, se ad un sindaco, democraticamente eletto, viene impedito, in violazione della Costituzione, di esercitare il proprio mandato ? L’obiettivo dei nemici della città è quello di far piombare la città nel caos, vogliono affamare il popolo napoletano, distruggere i diritti dei cittadini, in nome del pensiero liberista/monetarista dove contano solo i numeri. Basta che le tabelline sono a posto la carne viva della gente può anche morire. Ma i numeri contano a loro uso e consumo, perché se i conti non tornano per colpa di debiti dello Stato, lo Stato se la prende con le vittime e non con il carnefice. La legalità formale - solo apparente - degli apparati statuali è connaturata da una violenza istituzionale inaccettabile, in palese violazione dei principi fondamentali della Costituzione Repubblicana, nata dalla resistenza al nazifascismo. La giustizia e la Costituzione sono però più forti della legge e dei provvedimenti amministrativi e giudiziari che vanno sempre interpretati in maniera costituzionalmente orientata. Chi viola la Costituzione ed attenta ai diritti della città e dei suoi abitanti è contro la giustizia e commette condotte illegittime anche se, formalmente, apparentemente legali. Tra rispettare la tabellina dei numeri, mettersi a posto la coscienza in modo pavido e vile affamando, però, un popolo, noi ci schieriamo dalla parte dei diritti e dei bisogni del popolo napoletano. Tra mettere la pratica a posto burocraticamente e pilatescamente parlando ed, invece, attuare la lotta per i diritti e per la Costituzione la scelta per noi è obbligata e naturale. Ci ribelliamo al sistema ed ubbidiamo alla Costituzione. Siamo sovversivi rispetto al sistema per il ripristino della normalità costituzionale. Vogliono arrestare la rinascita di Napoli, attaccano una città che ha rotto un sistema che mai nessuno prima aveva intaccato, bloccano il funzionamento dei servizi della città, proprio ora che si può attuare in modo forte il miglioramento della qualità della vita con servizi migliori e più efficienti. Dove eravate quando si mangiavano la città e la violentavano in modo indecente ? Oggi attaccate una città viva grazie al suo popolo ed amministrata con le mani pulite. Ci vogliono impedire di governare la città. È una vergogna senza fine. Sono e siamo profondamente indignati. In Italia gli onesti vengono perseguitati, mentre i corrotti vengono premiati. Nonostante la nausea per queste condotte eversive dell’ordine costituzionale, noi non ci omologheremo a questa violenza, del resto le quattro giornate di Napoli ci hanno insegnato proprio che di fronte ai soprusi e alle ingiustizie bisogna ribellarsi. Chi non ha coraggio per questa lotta così dura e difficile si metta in panchina, noi ci fermeremo quando i diritti della città e dei suoi abitanti saranno realizzati e quando sopraffazioni ed ingiustizie saranno sconfitte. Voi ci volete impedire di dare i servizi ai cittadini e ci vorreste domi al dogma del liberismo carnivoro, noi non ci piegheremo mai. Lotteremo da combattenti e con il diritto costituzionale e la forza di un popolo maturo e liberato distruggeremo con la democrazia i nemici di Napoli.

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E’ finita l’estate ed ancora una volta il bilancio turistico-culturale della nostra città è eccellente. Siamo sempre in vetta in Italia per crescita turistica e l’offerta culturale è all’altezza di una città capitale. Le persone che visitano la nostra Napoli sono sempre più entusiaste della vitalità e dell’energia che la città esprime, dell’ospitalità e dell’umanità del nostro popolo, sono ammirati di una città mondo non globalizzata. Questi risultati che ci siamo conquistati con tanta forza e passione vanno a merito dei napoletani e della città. Si consolida un’economia reale orizzontale che attraversa la città e si creano decine di migliaia di posti di lavoro. Se tutto questo ci riempie di soddisfazioni siamo molto indignati di come veniamo costantemente ostacolati, con vincoli normativi e gabbie finanziarie, nel nostro agire quotidiano nell’amministrazione della città. È evidente la volontà di non consentire alla città di poter realizzare diversi obiettivi strategici. Mentre per noi è fondamentale migliorare i servizi che innalzano la qualità della vita dei napoletani e di tutti coloro che si trovano nella nostra città, ci fa profondamente indignare il fatto che non possiamo realizzare quello per cui ci impegniamo, senza sosta, a causa di debiti dello Stato risalenti al terremoto ed all’emergenza rifiuti. Ci infliggono, ad esempio, una sanzione di cento milioni di euro circa per un debito dello Stato che lo stesso Stato ha ammesso essere suo: sei innocente ma devi pagare ! È incredibile fino a che punto sono arrivati. Ci vogliono costringere a bloccare servizi essenziali con ricadute pesantissime sulla città e sul suo popolo. Per decenni nessuno si è accorto di nulla: si sono mangiati soldi pubblici, hanno umiliato la città, l’hanno sommersa di debiti e rifiuti. Ora che la città rinasce e che potrebbe volare ancora più in alto provano a mettere piombo avvelenato sulle ali. Quello che ho visto e sto vedendo in pezzi di politica e di istituzioni ha uno scopo preciso: fermare la rinascita della città che turba equilibri di vario tipo ed interrompere il laboratorio Napoli che ha fatto della questione morale, della lotta alle privatizzazioni dei servizi costituzionali, della partecipazione popolare alcuni dei tratti salienti di un modello di città non omologata al sistema. Noi comunque non molleremo mai e faremo di tutto, senza lasciare nulla di intentato, perché le nostre lotte per i diritti e per la giustizia, nell’interesse del popolo sovrano, possano sconfiggere i giochi di potere che mirano a colpire la vita quotidiana di ogni cittadino della nostra Napoli. Agiremo nel rispetto della legge costituzionalmente interpretata e del popolo che ci ha eletto per governare.

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Nella nostra Repubblica compito del Ministro dell’Interno è anche, forse soprattutto, quello di garantire la sicurezza del nostro Paese. Nei primi cento giorni di Governo il Ministro dell’Interno Matteo Salvini si è conquistato, in linea con il Governo del cambiamento, il titolo di Ministro dell’insicurezza nazionale. Elencare tutte le ragioni di questo titolo così meritato non è agevole da sintetizzare. Il suo cavallo di battaglia, pompato dalla propaganda del potere, è quello di avere fermato l’invasione dei migranti nel nostro Paese. Falso ! Non c’è nessuna invasione e nessun merito si può attribuire a questo Governo sul tema dell’immigrazione, che è un tema serissimo. A cominciare dai centri di accoglienza straordinaria che provocano concentrazione di migranti tutti negli stessi luoghi, voluti da Salvini quando governava con Berlusconi e voluti oggi da Salvini che governa con Di Maio, anche grazie al via libera di Berlusconi. Mai si è visto, poi, nella storia della Repubblica, un Ministro dell’Interno incitare all’odio razziale e alla discriminazione di razza. Oltre ad essere una condotta vietata dalla legge lo sdoganamento degli istinti violenti repressi ha prodotto un aumento dei reati con motivazione razziale. Con Salvini Ministro dell’Interno sono aumentati i reati con motivazioni di razza che ricordano il ventennio fascista. Le condotte del Ministro, contro bambini, donne e persone inermi, che ha ordinato il sequestro per giorni, esponendoli al pericolo di vita nella barche della speranza, provocano odio e rabbia nei confronti del nostro Paese che ha, invece, una storia di solidarietà ed umanità. Il Ministro dell’Interno mette in atto condotte che espongono il Paese ed i suoi abitanti al pericolo concreto di sentimenti di vendetta in un conflitto dell’odio contro odio. La sicurezza non si costruisce esaltando paure, alimentando odio e inseguendo il nemico del giorno, che, guarda a caso, non è mai il corrotto o il mafioso, ma la gente povera e debole. Il Governo dal pugno di ferro contro i poveri e dalla spada di latta contro i potenti. Il Ministro dell’Interno non ha fatto nulla per potenziare la presenza delle forze di polizia per prevenire e reprimere i reati nei nostri territori. Nulla di nulla ! La sua ricetta è quella di armare gli italiani per difendersi da soli. Il far west territoriale. Liberi tutti di sparare a vista. Nulla di nuovo per un Ministro che già tace su ronde squadriste. È la riforma della legittima difesa. In Italia già esiste la legittima difesa e la giurisprudenza negli anni ne ha dato una interpretazione costituzionalmente orientata. Salvini vuole armare gli italiani per creare i prodromi di una guerra civile strisciante del bianco contro il nero, dopo avere per anni alimentato l’odio del nord contro il sud. Il Ministro dell’Interno nella nostra Repubblica ha anche il ruolo di tutelare le autonomie locali. Nulla di nulla sinora. Basterebbe togliere vincoli normativi e finanziari assurdi - è facilissimo se si ha la volontà politica - e potremmo, ad esempio, impiegare le forze della polizia locale di notte ed i festivi che oggi ci vietano e potremmo assumere domani cento poliziotti municipali che oggi ci impediscono. Per non parlare della questione morale. Il Ministro dell’Interno è il capo politico delle forze di polizia. Non dovrebbe sottrarre da segretario della Lega 49 milioni agli italiani, mentre ci sono appartenenti alle forze di polizia - i cui vertici dipendono dal Ministro - che non trovano i soldi trafugati. Prima gli italiani o prima il partito sig. Ministro ? Il Ministro dell’Interno dovrebbe stare attento anche ai suoi alleati. Le forze che si ispirano alle ideologie nazifasciste sono vietate dalla legge che il Ministro dell’Interno dovrebbe far rispettare ed, invece, si accompagna a quelle forze o, comunque, non ne prende le distanze. Il Ministro dell’Interno dovrebbe stare attento a chi sale sul carro della sua nera compagnia, del resto, poi, sul tema della lotta alla criminalità organizzata questo Governo sinora non ha fatto nulla. Il Ministro dell’Interno dovrebbe sostenere chi aiuta le persone fragili e non abbattere le esperienze di accoglienza nel nostro Paese tagliando fondi. Il Ministro dell’Interno dovrebbe avere a cuore le fragilità e la coesione sociale e, quindi, non armeggiare gli arnesi odiosi degli sgomberi e delle ruspe. Lo faccia con i mafiosi e finanzi, invece, i Comuni per realizzare alloggi per i senza tetto. Ma la responsabilità è troppo facile attribuirla solo a Salvini che è carta conosciuta. Salvini non sarebbe, tra l’altro, Ministro dell’Interno e capo politico di fatto del Governo senza i 5S. L’art. 95 della Costituzione attribuisce, poi, al Presidente del Consiglio e, quindi, al Governo intero la direzione politica. Ergo è del Governo la responsabilità politica di questa deriva pericolosamente autoritaria. Le condotte fasciste ed eversive si possono realizzare con il manganello ed anche con la violenza della legalità formale. Le violenze dell’ordine costituito che si veste di legalità, ma che sono contro giustizia e Costituzione, sono le più odiose ed insidiose. È grave ed inquietante che la direzione politica delle forze di polizia sia affidata a chi sta mettendo in pericolo la sicurezza e la coesione del Paese ispirandosi nitidamente alla discriminazione fondata sul colore della pelle, in palese violazione dell’art. 3 della Costituzione Repubblicana. Non si può sottovalutare questa deriva che mina le fondamenta della nostra Costituzione e della nostra Repubblica. Di fronte ad ideologie, condotte, provvedimenti e norme che si ispirano al pensiero fascista la risposta democratica deve essere adeguata e proporzionata. Il fascismo si sconfigge con la Resistenza. Il fascismo non è un pensiero politico ma è un crimine da combattere. Altrimenti la Storia non ci ha insegnato davvero nulla.

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Napoli ed i napoletani continuano ad essere formidabili protagonisti del panorama culturale nazionale ed internazionale. Da ultimo, per il cinema e per la tv, l’amica geniale credo che riscuoterà un grandissimo successo e la potenza di Napoli farà il giro del mondo. Da ultimo, per la musica e la cultura popolare tradizionale, migliaia e migliaia di persone in piazza Plebiscito per la notte della tammorra. Napoli, oggi, è il primo set cinematografico all’aperto d’Italia, 400 produzioni circa in tre anni. Napoli, finalmente, non è più Gomorra nel mondo. Chi viene per la prima volta o ritorna nella nostra Napoli respira aria nuova, fresca, di vita, energia, forza, orgoglio, di voglia di riscatto, di capacità di investire e rinascere. Insomma, una città non in decadenza, l’antitesi naturale ed umana della depressione. Da alcuni anni il percepito di Napoli nel mondo è: positività versus negatività. Questo è il più grande merito della Città di questi ultimi tempi, di chi ci ha creduto, di chi ci ha lavorato, di chi non ha mollato. I traguardi raggiunti ed il miglioramento delle tante sfide - a cominciare da quella dei servizi della città - sono sempre incerti e difficili. La Città, la maggioranza dei suoi abitanti, la nostra amministrazione, stanno dando il massimo, in contesti istituzionali, normativi e finanziari spesso proibitivi. Napoli ha raggiunto obiettivi che, per le condizioni date, erano quasi impossibili. La volontà e la passione hanno reso possibili tantissime cose. Per fare molte altre cose c’è bisogno soprattutto di leggi. Noi non siamo Repubblica e non possiamo legiferare. Finora le leggi ci sono state quasi sempre ostili, non raramente per dolo. Ultimamente, un primo segnale concreto sugli enti locali è venuto da Governo e Parlamento, grazie soprattutto ad alcuni esponenti governativi e parlamentari dei 5S, nonostante interferenze politiche ed istituzionali che non mancano mai quando si tratta del laboratorio Napoli. Siamo solo ad un passo, certamente concreto, ma assolutamente insufficiente. Napoli deve ancora subire la beffa odiosa del pagamento di debiti ingenti delle gestioni commissariali dello Stato - terremoto e rifiuti - ed addirittura di sanzioni di cui siamo incolpevoli. Dovremmo essere risarciti, altro che debitori ! Lo Stato ha già riconosciuto che quei debiti sono dello Stato ed allora noi non dobbiamo assolutamente pagarli, è una ingiustizia clamorosa. Con quei soldi, per capirci, possiamo innalzare enormemente la qualità dei servizi della nostra Città. Ci attendiamo, quindi, cambiamenti forti e coraggiosi nelle prossime settimane da parte di chi dice di essere al Governo ed in Parlamento per fare l’interesse dei cittadini. Altro tema, la sicurezza. Tema centrale in Italia. Napoli come reati ne ha meno di Roma e Milano, è una città che non si può identificare in Gomorra, ma certo le stese ci sono, come anche tanti reati. E che fa allora il Governo per rafforzare, ad esempio, la presenza delle forze di polizia nelle nostre strade ? Ha rafforzato gli organici ? Ha intrapreso misure concrete ? Nulla! Eppure vedo che alcuni parlamentari napoletani alleati tra loro, 5S e Lega, a proposito di alcuni gravi fatti criminosi accaduti a Napoli parlano come se stessero in campagna elettorale ancora oppure all’opposizione del governo nazionale. Se volete che la sicurezza si consolidi a Napoli, come altrove, andate dal “vostro” Ministro dell’Interno, Salvini, e ditegli di rafforzare le presenze delle forze di polizia, di fare concorsi, di acquistare autovetture, di pagare gli straordinari per avere più pattuglie in strada di notte. Ditegli anche di consentire ai Comuni, compreso Napoli, di poter assumere personale della polizia locale, da graduatorie già pronte, di poter avere gli strumenti normativi necessari per rafforzare il lavoro per la sicurezza. Insomma fate qualcosa di concreto per la sicurezza e se il Ministro vi dovesse dire che non ci sono risorse ricordategli, se potete, che deve restituire 49 milioni di maltolto agli italiani. Con quei soldi anche la sicurezza sarebbe più forte in Italia. Vedremo chi farà cose concrete, chi farà solo propaganda, chi dirà falsità, chi tradirà. Noi, come sempre, daremo in città il massimo, potremo anche fare errori certamente, ma aver portato Napoli così in alto, senza soldi e con norme ostili, è davvero un risultato enorme per il quale dobbiamo ringraziare solo la Città ed i suoi abitanti. Se finalmente un giorno avremo anche la possibilità di norme giuste e risorse che ci spettano anche altri obiettivi si potranno raggiungere rapidamente.

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È venuto il momento di accelerare, in modo forte e radicale, sull’autonomia della Città di Napoli, come si addice ad una Città che è una Capitale nel Mondo, oltre che del Mezzogiorno d’Italia. È dal 1861 che abbiamo dato, come si dice dalle nostre parti. Prima le casse del Banco di Napoli - che oggi di Napoli non ha più nulla - per risanare i debiti dei savoiardi; poi i meridionali in prima linea sul Piave nella grande guerra per difendere la Nazione; poi la liberazione dal nazifascismo che ha visto Napoli - nelle quattro giornate del 1943 - essere la prima città d’Europa, con una rivolta popolare, a liberarsi - prima dell’arrivo degli alleati - del più potente esercito del mondo, quello tedesco, coadiuvato dai fascisti italiani; poi l’enorme contributo dei meridionali nelle fabbriche del Nord nello sviluppo post bellico, a cominciare dalla Fiat; quindi le profonde ed ignobili discriminazioni che, da quarant’anni, vengono messe in atto nelle scelte politiche ed economiche dei Governi che hanno guidato il nostro Paese. Noi crediamo che il riscatto del Sud non passa dalla questione meridionale lasciata ai potentati che governano a Roma, ma dall’autodeterminazione dei popoli del Sud che, attraverso il senso di appartenenza alla loro Terra, devono lottare per emanciparsi nella conquista dei diritti. Napoli ha dimostrato che, anche da soli, ostacolata dai poteri centralistici ed autoritari, pur tra difficoltà e sofferenze, ci si può riscattare alla grande, con le mani pulite, contro Governi ingiusti ed arroganti, con la forza del diritto costituzionalmente orientato che si connette con le masse popolari sempre più protagoniste e non più supine al potere locale che andava a braccetto con quello nazionale. Napoli, quindi, ribelle al Sistema ed ubbidiente ai valori costituzionali. Resistiamo con sempre maggiore orgoglio popolare, con il riscatto e la rinascita della Città, con umanità senza limiti, con passione profonda e ritorno ad un’aria sempre più da Città Capitale. Ed allora di fronte ad un Governo ad evidente trazione anti-meridionale, di fronte al rafforzamento dell’asse Lombardo-Veneto per l’attuazione del referendum autonomista - già lavorano per dirottare la gran parte delle risorse verso i ricchi, dando elemosine al Sud, magari con la veste ingannevole di un pseudo reddito di cittadinanza - noi dobbiamo lanciare una sfida storica, mai pensata ed attuata sinora. La Lega ed i suoi accoliti agiscono con odio verso i Sud, con azioni discriminatorie, con pratiche all’insegna della disuguaglianza. Noi non dobbiamo pagarli con la loro stessa putrida moneta. Ma dobbiamo lavorare alacremente per rafforzare la coesione nel nostro Paese, valorizzando autonomie e differenze. Italia unita nelle sue differenze. Sfidiamo il Ministro Salvini e l’intero Governo sul tema dell’Autonomia. Siamo stanchi di ingiustizie e sopraffazioni. Autonomia del Sud non contro il Nord, ma per costruire un Paese in cui cessino finalmente le discriminazioni. Noi non odiamo i settentrionali, anzi, a differenza, invece, di chi odia i meridionali. Nelle prossime settimane per dimostrare che continuiamo a fare sul serio e che non si tratta di mera propaganda meridionalista, approveremo tre delibere. La prima. Napoli Città Autonoma, un manifesto politico concreto sull’autonomia della Città. La seconda. Cancellazione del debito ingiusto. Il debito contratto dallo Stato, in particolare nelle gestioni commissariali post-terremoto ed emergenza rifiuti, noi non lo riconosciamo. Lo cancelliamo dal nostro bilancio. Quei debiti non sono stati contratti dalla Città e dai napoletani, anzi noi siamo vittime ed andremmo semmai risarciti, altro che pagare il debito agli usurpatori ! Se oggi non avessimo quel debito frutto delle più invereconde collusioni tra politica, affari e criminalità organizzata, potremmo avere più autobus, più spazzatrici, più asfalto per le buche, più qualità della vita ed altro ancora. La terza. Realizzazione di una moneta aggiuntiva all’euro per dare forza a Partenope. Tre impegni, tre fatti, a breve. Vediamo se anche questo Governo ci ostacolerà! Poi anche altro. Una Città che torna sempre più Capitale - già lo siamo oggi per cultura, turismo, creatività, umanità - può anche ambire a forme originali ed innovative di azionariato popolare. Questo vale per i beni comuni, ma anche per quelli pubblici, compresi quelli sportivi. Napoli, nella sua Storia, ha dimostrato di volere e sapere scrivere la Storia. Sono certo che nei prossimi anni la Città sarà sempre più all’avanguardia, sempre più Capitale, per merito dei suoi abitanti e di quelli che, anche se non sono napoletani, amano la nostra Città. Se il Popolo vorrà e lotterà avremo una Città anche sempre più efficiente, vi sarà sempre più benessere per tutte e tutti, in libertà ed autonomia, senza i lacci di nessun padrone. Autonomia è potenza, democrazia è anche partecipazione alla rivoluzione. Il momento giusto è adesso. E vediamo se il separatista che urlava prima il Nord e contro Napoli e i napoletani oggi ostacolerà questo progetto di autonomia dal suo scranno di Ministro dell’Interno. Noi, a prescindere, come sempre, andremo avanti, ed attueremo l’Autonomia, sempre per e mai contro !

(Foto di https://www.instagram.com/effemme19)

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In Italia negli ultimi decenni governi di centro-sinistra e di centro-destra hanno privatizzato quasi tutto fino ad arrivare a privatizzare e svendere le stesse coscienze di milioni di italiani. Eppure, dopo l’immane tragedia di Genova, scopriamo, per mero sciacallaggio politico, che sono diventati tutti contro le privatizzazioni, le concessioni, le dismissioni dei beni pubblici. Viva l’ipocrisia, la menzogna e la coerenza ! Eppure nessuno vi obbligava a distruggere l’identità di un Paese solo per i vostri tornaconti. L’alternativa esiste. In questi sette anni alla guida del governo di una delle città più difficili e complesse del mondo, senza soldi, sommersi dai debiti di uno Stato predatorio, avendo contro governi nazionali e regionali, in controcorrente rispetto al pensiero unico liberista delle privatizzazioni selvagge, siamo l’unica città italiana che non ha privatizzato nemmeno un servizio di rilevanza pubblica costituzionale, senza licenziare nessuno ed anzi cominciando anche ad assumere ! Ci sentiamo indignati perché le ferite le abbiamo sui corpi di chi lotta per gli altri e non per sé stesso. Dove eravate, dove siete, chi vi ha visto ?!?! Anche la Lega di Salvini che per anni ha governato all’insegna di privatizzazioni e svendite del patrimonio pubblico oggi, grazie al “volto nuovo” offertogli, a caro prezzo, dalla lavatrice politica dei 5S, urla contro le concessioni - da loro sostenute, compreso Benetton - e le privatizzazioni fortemente volute dallo stesso leader Salvini (l’uomo dalla spada di ferro contro i deboli e dalla spada di latta contro i potenti). Ed allora, in estrema sintesi perché ci vorrebbe un libro. Napoli è l’unica città italiana che ha ossequiato la volontà popolare del referendum per l’acqua pubblica; abbiamo trasformato una società per azioni in azienda speciale tutta pubblica, senza privati e multinazionali. Perché vi riempite la bocca tutti di acqua pubblica ed ancora non la rendete pubblica dove governate e non fate leggi per togliere dall’isolamento Napoli che è l’unica città che ha dato potenza al primo bene comune della vita ?! E la nostra azienda fa anche utili che investe nella città, salva posti di lavoro e si accinge ad assumere. Abbiamo tolto l’imprenditore Romeo - prima che venisse arrestato per le note vicende giudiziarie del caso Consip - dalla gestione del patrimonio immobiliare e realizzato delibere sui beni comuni in cui le collettività urbane che si prendono cura dei beni per la fruizione collettiva non sono occupanti da sgomberare, come fanno in altre città, ma abitanti che hanno liberato spazi e costruito profitto sociale; delibere sulla valorizzazione sociale del patrimonio; messa in sicurezza dei beni pregiati della città contro il rischio di vendite speculative. Abbiamo eliminato subito l’emergenza rifiuti - la vergogna per Napoli per anni - internalizzando l’intero ciclo di igiene urbana spezzando i legami tra politica, affari e camorra che creavano l’emergenza ambientale. Siamo riusciti, nonostante i debiti ingiusti che pesano come piombo sulla città per le gestioni commissariali dello Stato del post-terremoto e dell’emergenza ambientale, a non privatizzare il servizio del trasporto urbano e creare le condizioni per un suo immediato rilancio. E così via per tutti gli altri servizi. C’è anche tanto privato che funziona nella nostra Napoli, non sono i prenditori, ma quelli che investono con coraggio, competenza e passione ed ai quali cerchiamo ogni giorno di creare le condizioni per stare nella nostra città nell’interesse di una comunità solidale in cui lo sviluppo della persona vada di pari passo con la cura della città. Tutte queste nostre battaglie, ogni santo giorno, le realizziamo con le mani pulite, spezzando un sistema corrotto, avendo contro, nelle nostre scelte, governi nazionali e regionali. Perché ci sono contro ? Per farci cadere e dimostrare, quindi, che non vi può essere un’alternativa al pensiero unico delle privatizzazioni, del denaro per pochi, dei poteri forti, delle commistioni opache pubblico/privato, dei capitali sporchi. È stato durissimo, resistere senza ossigeno è quasi impossibile. La durezza delle politiche violente contro le scelte della nostra città si sentono non potendosi garantire, come vorremmo, la qualità di alcuni servizi, in primis proprio il trasporto. Come si fa governando così tanto tempo senza soldi ? Perché ci volete soffocare con debiti che non abbiamo contratto ? Perché approvate leggi contro chi non privatizza i servizi di rilevanza costituzionale ? Perché non ci consentite di assumere come vorremmo ? Dove eravate quando difendevamo Bagnoli dalle speculazioni e dai tentativi di mettere le mani su quel territorio ? Dove stavate quando lottavamo contro la vergogna dell’unica tangenziale a pagamento in Italia con profitti che non vengono nemmeno utilmente investiti nel nostro territorio ? Perché cercate di impedirci di governare nell’interesse dei nostri abitanti ? È chiaro allora perché Napoli e la nostra amministrazione, per questi ed altri motivi, sono sotto attacco violento da sette anni ?! Ci voleva la tragedia criminale di Genova per scoprirvi contro le privatizzazioni selvagge dei beni comuni !? La questione morale non è un esercizio vocale retorico per ingannare la gente, la questione morale è la scelta di una vita che comporta prezzi altissimi, è lotta dura contro la vera emergenza nazionale, che non è l’immigrazione, ma la corruzione e l’infiltrazione delle mafie nella politica e nelle istituzioni. Ora tutti sono per i beni comuni, per i beni pubblici....sempre e solo a parole. Dacci oggi il nostro like quotidiano. Noi la Costituzione abbiamo provato, nel nostro piccolo, ad applicarla sempre. Ed allora per concludere. Non credo affatto che chi abbia contribuito a disintegrare il Paese con politiche che hanno alimentato forti disuguaglianze ed ingiustizie - compresa la Lega - possa cambiare il proprio dna politico, in realtà le dichiarazioni di questi giorni servono solo ad ingannare gli italiani mentre ancora si piangono i morti di condotte criminali che sono la conseguenza di quelle politiche. Voglio solo sperare che chi non ha mai governato il Paese cominci a sostenere con fatti concreti, con norme, con provvedimenti coloro i quali da anni - indipendentemente dalle appartenenze politiche - con sacrificio, competenza, passione, coraggio, sbagliando anche e facendo errori per carità, hanno dimostrato che ci può essere l’alternativa nell’esclusivo interesse pubblico. Pensate un po’, care concittadine e cari concittadini, dove saremmo arrivati con la qualità dei nostri servizi se solo avessimo avuto politiche non ostili dai governi centrali e regionali; dove saremmo potuti arrivare se avessimo avuto la possibilità di investire, se non avessimo avuto divieti normativi e gabbie finanziarie che hanno volutamente creato per distruggere le politiche realizzate in attuazione della Costituzione. In sette anni ci avete assediato, abbiamo resistito, non abbiamo mai mollato, non ci avete mai potuto avere perché non siamo in vendita, perché non abbiamo un prezzo ed i nostri valori e la nostra etica non si vendono e non si acquistano. Se da oggi, finalmente, potessimo contare in un qualche cambiamento nelle politiche nazionali non potremmo che esserne ovviamente lieti. Ma se anche non farete nulla siatene tutti certi che noi lotteremo sempre fino alla fine ed alla fine vinceremo perché la nostra lotta non è per noi stessi e per i like dallo sguardo corto ma è per l’uguaglianza e la giustizia sociale.

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PRIMO PIANO

L’immane tragedia di Genova sconvolge ancora l’intero Paese a distanza di giorni. Rabbia, indignazione, paura, hanno tristemente unito l’Italia. L’inaccettabile destino delle vittime ed il ricordo, per me, non può che tornare su Giovanni, il giovane operatore che con la telecamera mi ha fatto apprezzare la sua umanità e la sua professionalità. Alcune considerazioni a questo punto bisogna pur farle. La prima. In uno Stato di diritto la responsabilità di un fatto criminoso viene stabilita dalla magistratura nella sua autonomia ed indipendenza. Trovo grave che chi governa e detiene il potere ai massimi livelli - con cadaveri e dispersi ancora sepolti dalle macerie e con una rabbia diffusa tra la gente - consuma processi sommari trovando anche i “colpevoli” in relazione all’evento delittuoso additandoli al pubblico ludibrio per mere esigenze di bieco consenso. La seconda. La rissa da propaganda a poche ore dal disastro, la perenne campagna elettorale, la politica della titolite, dell’annuncite e dei like da consenso del giorno, dell’applausometro dallo sguardo corto, degli inqualificabili selfie durante i funerali, dei comizi e delle cene mentre si cercavano i dispersi e si aveva il dovere di stare sul posto invece che davanti una torta, hanno raggiunto livelli nauseanti. La terza. Le responsabilità politiche di chi ha governato negli anni precedenti, anche sul tema delle privatizzazioni e delle concessioni, sono talmente evidenti che le hanno plasticamente sottolineate le elettrici e gli elettori con il voto del 4 marzo. La lega certo non può tirarsi fuori, avendo governato Paese e regioni importanti e certamente privatizzazioni e concessioni hanno caratterizzato anche i governi di centro-destra. La quarta. Le responsabilità politiche che si richiedono ad un governo che si accinge a varare la sua prima manovra economico-finanziaria. Governo e Parlamento devono finanziare la più imponente opera pubblica necessaria per il Paese, ossia mettere in sicurezza l’Italia: le scuole, gli edifici, le strade, i fiumi, le montagne, il verde, le infrastrutture, le coste. Insomma un radicale cambiamento per la sicurezza d’Italia. Per rinvenire le risorse qualche indicazione: diminuire le spese militari che il Governo invece si accinge ad aumentare; lotta rigorosa all’evasione, al riciclaggio del denaro sporco ed alla corruzione; incremento della tassazione sulle rendite finanziarie e sui grandi patrimoni immobiliari; cancellazione delle opere inutili, come la TAV in Val di Susa, il terzo valico del nord ovest, la TAP ed altre ancora, revoca o drastica revisione delle vergognose concessioni di litorali, autostrade (tangenziale di Napoli compresa, unica a pedaggio in Italia !) e di beni comuni; ripubblicizzazione di servizi svenduti ai poteri oligarchici in ossequio al pensiero unico liberista; eliminazione dei vincoli normativi e finanziari che impediscono agli enti locali di mettere in sicurezza i territori e migliorare i servizi, consentendo di avere ed impiegare le risorse economiche ed umane necessarie; eliminazione del pareggio di bilancio in Costituzione. Ci incuriosisce, poi, chi nel Governo odiava il Sud ed i meridionali ed ora - che cosa non si fa per il consenso ed il potere per il potere - si scopre amante del pesce pugliese, della mozzarella di bufala campana, delle città ai piedi dell’Etna per finire in pieno ferragosto alla chicca del comizio a San Luca in Aspromonte. In quelle terre così belle e così complesse il Ministro dell’Interno ha promesso che sconfiggerà camorra, mafia e ‘ndrangheta. Mentre urlava nel comizio ci sono magistrati e forze dell’ordine che sono ancora alla ricerca dei circa 50 milioni di euro che la Lega avrebbe sottratto agli italiani. Una piccola parte di quel denaro, sig. Ministro, basterebbe nella mia Napoli per dare un tetto a numerosi senza tetto, a cominciare dagli italiani a Lei tanto cari...a parole. E poi, sig. Ministro, prima di fare dichiarazioni roboanti sulla sconfitta delle mafie - tema troppo serio per coloro i quali le contrastano davvero a fatti e non a chiacchiere - forse non sarebbe male, visto anche il ruolo che ricopre e che non Le consente di non sapere, di essere un po’ più cauto su chi si avvicina e sale sulla Sua carrozza politica. Nulla potrà avvicinarci politicamente a questo Governo la cui guida politica continua a lavorare per discriminare fortemente in base ai luoghi - nord/sud - ed in base alla pelle - bianchi/neri - , ma qualora, finalmente, nella manovra di bilancio vi sarà un’inversione di rotta ci farà piacere darne atto con la nostra onestà intellettuale ed istituzionale. Noi, come sempre, comunque, staremo in prima linea.

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PRIMO PIANO

Sinora l’estate da Palazzo San Giacomo è stata caratterizzata da un lavoro durissimo ma assai proficuo. È stato fatto assai per la nostra Città. Tra l’altro, siamo intervenuti su tutte le società partecipate mettendo in sicurezza lavori e funzioni e creando i presupposti per un autunno migliore per i servizi per i nostri concittadini. Dal dissesto dato per certo dai più, alla sicurezza dei conti ed al rilancio di tutte le partecipate pubbliche. Abbiamo approvato in Consiglio Comunale una manovra di bilancio davvero ottima, con un lavoro egregio delle donne e degli uomini del Comune. Grazie, per un risultato impensabile solo alcuni mesi fa. Voglio ringraziare la nostra maggioranza in Consiglio per la compattezza ed il contributo utile al risultato. Abbiamo messo in atto un dialogo politico ed istituzionale a livello nazionale di alto profilo su più fronti. Il nostro movimento politico demA sta crescendo e si sta diffondendo con l’entusiasmo dei militanti sempre più numerosi. Una serie enorme di risultati estivi che abbiamo raggiunto come amministrazione sono decisivi perché il 2018 sinora è stato assai complicato ed in Città le sofferenze non sono poche. Alla vigilia di ferragosto mi sento di poter affermare che da settembre inizia una fase nuova da ogni punto di vista: amministrativo, istituzionale, politico. Obiettivo è portare Napoli ai vertici in tutto entro i prossimi tre anni, a cominciare dai servizi, la vera grande sfida urbana. Dai servizi sociali, a quelli urbani, dalle infrastrutture, alla mobilità, dal verde, al decoro. Insomma tanto da fare ancora per continuare ad essere sempre più capitale, da ogni punto di vista. Napoli e la sua gente centreranno questo obiettivo, noi saremo in prima linea, come sempre.
P.S. Se passa l’ultima boutade del ministro oscurantista secondo la quale non saranno più riconosciute le famiglie omosessuali, il bimbo - che vedete in foto - che ho avuto l’onore di registrare nell’anagrafe del Comune di Napoli, nato da persone dello stesso sesso, non avrà diritti, non sarà uguale ad altri bimbi. La famiglia è forte non se sopprimi diritti e neghi le libertà civili, ma se il legame d’amore è solido. Non riconoscere diritti a questi bimbi o farne morire altri nel mare perché hanno la pelle scura non è costruire comunità con famiglie solide e felici. Le comunità si fondano su legami di amore, non con recinti esclusivi imprigionati da catene di rancore e di odio.
P.S.2: mentre non trovano i soldi per i diritti degli italiani - e dicono prima gli italiani -mentre si tagliano i fondi per le periferie delle nostre città, nessuno parla dei tanti bambini yemeniti morti da bombe vendute dall’Italia all’Arabia Saudita. Nessuno ne parla anche perché nel prossimo bilancio del Governo le spese militari aumenteranno addirittura per come ordinato da Trump ai Paesi della NATO. Non salvare vite umane nel Mediterraneo e vendere armi di distruzione di massa a chi sta massacrando civili sono due crimini che meriterebbero un governo del cambiamento. Ma per loro questi non sono crimini, per loro i delitti li commettono chi dedica la vita alla solidarietà e a salvare le vite umane.

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