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Il 3 luglio sarà una giornata storica per Napoli, è il giorno dell’inaugurazione delle Universiadi Napoli 2019. Dopo le Olimpiaidi, le Universiadi sono l’evento sportivo mondiale più importante. A Napoli avremo circa 8000 atleti, 30000 collaboratori, 128 nazioni, 100 televisioni di tutto il globo. Napoli città più giovane d’Europa, diverrà, sino al 14 luglio, giornata conclusiva in piazza Plebiscito, la città sportiva giovane del mondo. Napoli è stata scelta per quello che sta rappresentando, gli organizzatori internazionali mi confidano che vi è un’attenzione euforica su quello che la città potrà essere tra qualche giorno. E’ una sfida che noi abbiamo raccolto, quando nessuno più ci credeva e altre istituzioni avevano già mollato. Ce la stiamo mettendo tutta, da parte nostra, per vincere anche questa sfida. C’è bisogno dell’aiuto di tutti. La città deve centrare l’obiettivo. Non chiedetevi che cosa debbano fare gli altri per essere pronti ed ospitali, ma chiedetevi che cosa ognuno di voi può fare per contribuire alla vittoria della città. Napoli in quei giorni darà un messaggio potente al mondo: città dello sport, dei giovani, della cultura, della pace. Lo sport come fortissimo strumento di pace per sconfiggere barriere, razzismi, violenze, disuguaglianze. Vorrei che in quei giorni, come insegna lo sport vero, ci possa essere rispetto per tutti, sentimento di comunità, gioia di stare insieme per partecipare e vincere, nel rispetto delle regole e degli altri. E dopo il passaggio delle Universiadi avremo una città certamente migliore: più forte nel mondo, con più opere fatte, con più ristrutturazioni compiute; soprattutto gli impianti sportivi saranno tra i più competitivi d’Europa. Sono napoletano doc e so che Napoli le sfide più difficili non le perde mai. Crediamoci e vedrete che orgoglio sarà per la nostra città. Forza Napoli !

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Giugno a Napoli si prospetta potente. Maggio, nonostante il tempo poco primaverile, è stato un mese assai positivo per cultura, turismo ed economia nella nostra città. Per Giugno già abbiamo proiezioni eccellenti per le persone che verranno a Napoli, ma il mese sarà bellissimo per una serie di ragioni. Ne cito alcune. Il programma delle iniziative culturali, in tutti i settori, con particolare sguardo al Giugno giovani, è ottimo. Per la fine della primavera contiamo di vedere il crollo delle mura della Vela verde: le immagini della vittoria della dignità contro il degrado faranno il giro del mondo. Entro la fine del mese verrà consegnata alla città piazza Garibaldi completamente ristrutturata: diverrà la più grande agorà pubblica e popolare d’Italia; la sfida della vittoria della convivenza nella bellezza contro la visione del conflitto tra esseri umani nel degrado. Questa è la sfida più bella in un luogo dove la bellezza e la coesione prenderanno il posto della propaganda dell’odio. Il 21 giugno abbiamo l’onore di avere ancora una volta a Napoli il Santo Padre, Francesco; l’estate a Napoli non può cominciare nel modo migliore, con la visita del Papa che, con le sue parole, indica sempre ponti di umanità per una fratellanza universale. Il 29 giugno nel nostro mare avremo il primo corteo a mare, con centinaia di barche, sui temi del mare come vita e non morte, del mare come luogo di accoglienza e non di separazione, del mare che va difeso e non violentato. Per Napoli il mare è visione di vita, infinito oltre lo sguardo. Il mare fa amare, non deve produrre odio o indifferenza. Finito giugno siamo all’inaugurazione delle Universiadi. Napoli sarà capitale mondiale dello sport, dei giovani, della cultura, della pace. 10.000 atleti nella città che è la più giovane d’Europa, 128 Nazioni che si mescoleranno nella Città che sprigiona energia e voglia di vivere. Lavoriamo senza sosta perchè Napoli sia sempre più efficiente e bella, con l’aiuto necessario di chi ama e difende la Città.

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Senza lavoro non c’è libertà e non c’è democrazia compiuta. Per chi ha dedicato una vita alle Istituzioni, il lavoro per il bene comune diviene non di rado anche una missione. Non avere il lavoro, perdere il lavoro, essere sconfitto o colpito nelle Istituzioni, sono ferite sanguinanti, talvolta anche mortali. Poi impari nella vita che le persone più forti sono quelle che quando cadono o vengono colpite si rialzano più forti di prima. Nella vita comprendi che i legami umani valgono più di ogni altra cosa. Le Istituzioni passano, i sentimenti umani rimangono per sempre. Ti possono colpire ma le tue idee, la tua azione, i tuoi sentimenti camminano sui corpi di altre persone. Si diviene forti non perché si costruiscono legami di potere, ma perché si rimane umani. Si diviene punto di riferimento se si è credibili e coerenti. Le persone forti sono quelle oneste, autonome, libere, umili, coraggiose. È forte chi non ha un prezzo, non chi ha tanti denari per comprare anche le persone. Si è forti se si vive più per strada tra la gente, a testa alta, perché si è incorruttibile, anziché costruendo trame di potere in salotti e palazzi. Si è forti se si è forte con i forti e comprensivo con i deboli. Si è forti se si è bersaglio del sistema di potere e si è, nello stesso tempo, amati dalle persone senza potere. Nella vita quando sono caduto, ho trovato la solidarietà più nelle relazioni umane e nella gente che nelle Istituzioni. Da quando sono sindaco, poi, soprattutto nei bambini, nei giovani, nelle persone semplici, ho trovato ossigeno di vita che mi ha reso forte. E quando caddi da magistrato, quando mi sottrassero le inchieste che puntavano al cuore del sistema criminale del nostro Paese, e fui anche trasferito, con sottrazione delle funzioni di pubblico ministero, per evitare che arrivassi a verità che non si dovevano scoprire, mi sono, dal primo momento, trovato al mio fianco anche un magistrato di cui ho sempre avuto grandissima stima: il pubblico ministero Nino Di Matteo. Uno di quei magistrati coraggiosi che da anni, con ostacoli di ogni tipo, anche di Stato, si ostina, doverosamente, a cercare la verità sulle stragi di mafia e sulla trattativa Stato-Mafia. Oggi mi sento di stargli vicino, come sempre, perché non riesco ad immaginare che Nino Di Matteo non si possa più occupare delle investigazioni sulle stragi. Caro Nino, nella vita i rapporti istituzionali, e quanti ne abbiamo, sono fondamentali, ma sono ancora più importanti rapporti umani ed amicizie, stima e rispetto, che nascono nelle lotte che si affrontano dentro le Istituzioni. Nelle Istituzioni dovresti avere alleati, ma nella mia vita di magistrato e sindaco ho imparato che, non di rado, è più sicura la strada che il palazzo.

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Abbiamo dedicato il maggio della cultura di Napoli al diritto alla felicità. Napoli sprigiona energia umana e culturale come mai. Napoli è invasa da iniziative culturali stupende. Napoli sprigiona e cerca felicità. Il sapere, la conoscenza e la cultura aiutano ad essere felici. Come necessario è il lavoro che sempre più si sta creando a Napoli, soprattutto con cultura, turismo e crescita economica compatibile con i valori costituzionali in cui crediamo. Napoli è attraversata, però, anche da persone violente della nostra città che non esitano a mettere in pericolo la sicurezza di tutti gli abitanti. Sono nemici di Napoli. Il ferimento quasi mortale della piccola Noemi impegna tutta la comunità a lottare per il diritto alla felicità di ogni persona, ma soprattutto delle bambine e dei bambini. La Napoli onesta, la stragrande maggioranza, ha deciso e scelto. È la Napoli della rinascita, dell’illuminismo del terzo millennio. Voglio, invece, rivolgere un appello a chi ogni giorno è nel bivio tra il bene e il male: scegliete il bene, perché oggi a Napoli i luoghi della nostra città sono pienissimi di opere di bene che creano anche economia e lavoro. L’alternativa tra bene e male è netta e visibile. Scegliete! Un appello, poi, a chi ha già sbagliato intraprendendo la strada del crimine o della violenza: abbandonate la strada della morte, diventate testimoni del cambiamento, raccontate agli altri che si può trasformare la propria vita, che è un dono e non ritorna. Infine, per quelli che non vogliono cambiare, non ci raccontate, quando sarete raggiunti dalla giustizia, che siete costretti a delinquere, perché oggi Napoli è zeppa di alternative a pistole, coltelli e spacciatori. Alla galera per chi sceglie il crimine o alla possibile morte per i camorristi, può esservi anche un’altra via: andatevene da questa città, perché Napoli e il popolo napoletano non vi vogliono. Chi spara ad una bambina, chi apre il fuoco in un ospedale, chi attenta alla felicità delle nostre bambine e dei nostri bambini rischiando di togliergli un futuro sereno, se ne deve andare da Napoli. Isoliamoli: iatevenne, o meglio, fuitevenne !

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Oggi siamo alle Vele di Scampia, per annunciare forte, con la potenza dei fatti e della voce, che nel mese di giugno la Vela Verde verrà abbattuta. Oggi l’impresa aggiudicataria dei lavori entrerà nel vivo del cantiere. Un’impresa del territorio metropolitano che aderisce agli standard anticamorra e antiracket. È una vittoria di Napoli. Ma andiamo con ordine. Una vittoria degli abitanti delle Vele che ringrazio perché non hanno mai perso speranza e dignità. È una vittoria straordinaria del Comitato Vele, alle cui donne ed uomini va il mio abbraccio forte. Non voglio fare gerarchie ma desidero ricordare oggi, in particolare, quattro esponenti del Comitato: Vittorio Passeggio, voce storica del Comitato, il primo che nel 2011, con il megafono, mi fece entrare nella sede del Comitato, nelle Vele; l’architetto Memoli, uno degli artefici del progetto di abbattimento e riqualificazione del territorio; Lorenzo ed Omero, il corpo, il cuore e la mente del Comitato, che insieme a tanti altri hanno svolto un lavoro straordinario e difficile in questi anni. È una vittoria stupenda della nostra amministrazione che sul piano politico, sociale ed istituzionale ha fatto un lavoro enorme. Un ringraziamento a tutta la giunta e ai dipendenti comunali per il lavoro stupendo; in particolare al vice-sindaco Enrico Panini ed agli assessori Monica Buonanno e Carmine Piscopo. Un ringraziamento al Consiglio Comunale di Napoli, in particolare alla nostra maggioranza, con una citazione specifica, per l’enorme lavoro svolto sul territorio delle Vele, ai Consiglieri demA Rosario Andreozzi ed Eleonora De Majo. Un ringraziamento anche ai consiglieri della municipalità, sempre in testa Maria De Marco e Claudio Di Pietro. È importante sottolineare il decisivo ruolo della città metropolitana di Napoli e del Governo Gentiloni che ha creduto nella serietà del lavoro della Città di Napoli. Il progetto che porterà all’abbattimento di tutte le Vele tranne una, che verrà riqualificata, ed alla rigenerazione dell’intera area porta le firme del Comitato Vele, del Dipartimento Architettura dell’Università Federico II (che ringrazio) e del Comune di Napoli. Un pensiero particolare alla ex Presidente della Camera Laura Boldrini che convinsi ad incontrare il Comitato Vele e ne rimase entusiasta. I lavori sono interamente finanziati e procederanno il più rapidamente possibile. La città metropolitana, sotto la mia guida, è pronta a dare anche un ulteriore sostegno se necessario, anche perché Scampia sarà il centro della città metropolitana. Ci sarà lavoro per centinaia di persone e si potrà fare ricorso alle clausole sociali come abbiamo voluto nelle nostre delibere. Dovrei elencare tante altre persone oltre alla fittissima rete di associazioni che fanno da scudo umano e culturale al territorio di Scampia ma, per non dimenticare nessuno, ringrazio Napoli e i napoletani. Perché questa è la vittoria del popolo che lotta, che si è unito, è il successo del confronto, anche attraverso il conflitto sociale, tra abitanti e rappresentanti del popolo. È la vittoria contro chi mostra le Vele per fare l’equazione con Gomorra e Camorra. È la vittoria di chi ha lottato in luoghi disumani senza mai perdere l’umanità. Dal momento che è anche la vittoria della vita contro la morte, della giustizia contro la camorra, dedico questa giornata alla piccola Noemi e a tutte le bambine e i bambini che hanno diritto alla felicità. Il “modello Vele” si può replicare, seppur in forme diverse. Sarebbe bello a Taverna del Ferro a San Giovanni, ci proveremo, con il territorio, con gli abitanti del quartiere. È un giorno di grande commozione, non potete immaginare quanti ostacoli, quanti momenti durissimi e difficili, quanta fatica. Oggi dimostriamo che nulla è impossibile se il popolo napoletano unito lotta per amore di questa Città. Hanno vinto umanità, coraggio, unità, competenza, credibilità, onestà, giustizia, resistenza, pazienza, amore e follia. Avanti tutta ! Il lavoro che ci attende è ancora tanto. Ho imparato tanto da questa lotta e porterò nel cuore e nei ricordi i volti di tutte le persone di questa storica vittoria. Grazie !

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La piccola Noemi lotta tra la vita e la morte in Ospedale per sconfiggere i danni che il proiettile di una pistola usata da un vile criminale disumano senza cuore le ha procurato trafiggendole i polmoni. La città è sconvolta, il popolo prega per questa figlia di Napoli. Il pensiero di noi tutti alla famiglia di Noemi è costante. Napoli non merita questo, non lo merita il popolo napoletano per quello che sta facendo in questi anni. L’agguato di venerdì pomeriggio, come l’omicidio di qualche settimana fa davanti la scuola nel quartiere San Giovanni, sono storie della nostra città, spaccati della nostra vita quotidiana che sappiamo esistenti, ma sono oggi fortemente contrastati dalla Napoli che ha preso il predominio. La città dell’energia umana contagiosa, la città della rinascita culturale senza precedenti, la città della democrazia partecipativa e dei beni comuni, la Napoli dei record turistici e dello sviluppo sostenibile, devono sconfiggere ora, definitivamente, questa barbarie. È questa l’ora per dare i colpi ferali e di sconfiggere questi nemici della città. Napoli e i napoletani onesti, la stragrande maggioranza, stanno dando e facendo il massimo. In Italia e nel Mondo si parla sempre di più della rinascita di Napoli e del miracolo compiuto in modo autonomo dai napoletani e dal laboratorio politico partenopeo. I numeri dei reati commessi a Napoli non descrivono un’emergenza, addirittura una netta diminuzione rispetto a tante città italiane ed europee. Ma quando si spara davanti ad una scuola di periferia o dinanzi ad un bar in una piazza zeppa di gente in pieno giorno, la città e il Sindaco hanno il diritto/dovere di interrogare lo Stato, del quale ho anche fatto parte da magistrato. La domanda ricorrente che mi rivolgono i cittadini da mesi e mesi è la sicurezza, funzione di competenza dello Stato. Segnale, quindi, inequivocabile che la città e le istituzioni locali, per il resto, rispondono su altri fronti quando chiamate. Lo Stato nelle sue funzioni risponde meno, ma andiamo con ordine. In termini di risorse economiche per la città di Napoli lo Stato sinora è stato distante, finanche ostile. Questo significa anche poche risorse per servizi strategici per realizzare quelle reti sociali necessarie per togliere terreno fertile al crimine. Sul fronte sicurezza, il Ministro dell’Interno Salvini ha reso sinora il Paese più insicuro e più violento. Aumentano i reati a sfondo razziale; crescono le violenze su bambini e donne; si rafforza l’odio sociale e il sentimento del rancore; si consolida il pericolo del terrorismo internazionale per le politiche di odio nei confronti dei popoli di fede mussulmana; aumentano corruzioni e collusioni, con indagini anche verso esponenti dello stesso Governo; si diffonde l’uso delle armi, anche con l’utilizzo indiscriminato della legittima difesa, il tutto condito dal bullismo istituzionale plasticamente rappresentato dal Ministro Salvini con il mitra in mano. Un ministro muscolare con i deboli e molto molle con i forti. Un Ministro quasi mai presente al Viminale perché sempre impegnato in campagna elettorale, tra un comizio e l’altro, anche mentre si diffondeva la notizia della bimba napoletana in rianimazione, non esitava a farsi immortalare da un selfie con tanto di sua dichiarazione. Del resto nelle sue immagini e frasi che posta sui social il Ministro in genere o mangia o spara cazzate. Sig. Ministro, a proposito di sicurezza, attendiamo ancora le centinaia di donne e uomini delle forze di polizia che si era impegnato in autunno scorso a destinare alla città di Napoli. Magari faccia meno comizi e invii le centinaia di donne e uomini delle forze di polizia che la circondano quando si muove nei territori italiani a garantire la sicurezza degli abitanti del nostro Paese. Intendo poi esprimere la mia gratitudine alle donne e agli uomini delle forze di polizia e della magistratura che a Napoli operano in condizioni certamente complicate e complesse, con elevata professionalità. Gli ultimi arresti della Polizia di Stato e dei Carabinieri, con riferimento all’omicidio avvenuto dinanzi la scuola, dimostrano elevata capacità investigativa. In una città in cui la giunta comunale che ho l’onore e l’onere di guidare ha rotto i rapporti tra camorra e politica e scardinato il sistema collusivo, in una città in cui il popolo napoletano ha messo in atto un vera e propria rivoluzione culturale, necessaria per sconfiggere le mafie, mi auguro che le forze di polizia e la magistratura considerino assolutamente prioritario, nella molteplicità di settori in cui operare, il contrasto al crimine che mette in pericolo la sicurezza della nostra comunità. Mi auguro che siano rafforzate le risorse umane destinate al controllo del territorio ed all’espletamento delle necessarie attività investigative. Mi auguro che i tempi con cui l’autorità giudiziaria verifichi le rispondenze investigative della polizia giudiziaria siano i più rapidi possibili. Mi auguro che se pericolosi criminali sono stati individuati con indizi gravi, precisi e concordanti vengano messi in condizione di non reiterare i reati nei tempi i più rapidi possibili. Mi auguro che i processi siano giusti e rapidi e che non si sommino a dismisura le sentenze finite in prescrizione. Mi auguro che si ponga fine alla vergogna di Stato delle oltre diecimila sentenze passate in giudicato con migliaia e migliaia di delinquenti condannati che sono liberi di continuare a commettere crimini. Ad un Sindaco ogni giorno viene chiesto di tutto, giustamente, da centinaia di suoi concittadini. Spesso mi chiedono conto anche degli omicidi su cui purtroppo non posso più indagare, come un tempo. Oggi il Sindaco di Napoli, dopo otto anni di lavoro senza un attimo di sosta, dopo i risultati eccellenti che la città tutta sta raggiungendo con il suo popolo, interpretando la richiesta assordante dei suoi concittadini, ha il diritto/dovere di chiedere allo Stato di fare di più in quella che forse è l’unica vera funzione che ancora gli spetta in via esclusiva: prevenire il crimine e reprimerlo. In questo modo ci aiutate anche a distruggere il modello drogato, per alcuni vergognosamente vincente, degli eroi (di merda) di Gomorra. Una droga mediatico-comunicativo-artificiale che rischia di corrodere cervello, anima e cuore di centinaia di giovanissimi. Non fate l’errore di sottovalutare questo simbolismo affascinante del male. La nostra parte l’abbiamo fatta e la continueremo a fare, giorno e notte. Napoli sta scalando vette di luce impensabili sinora. Chiediamo allo Stato di toglierci il buio della zavorra criminale in modo che il suono della cultura vinca definitivamente sul rumore delle pistole.

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Qualche giorno fa mio figlio Andrea, iscritto al primo anno di Giurisprudenza, si è recato presso gli uffici giudiziari di Catanzaro (in foto) per andare a trovare una persona che lavora negli uffici amministrativi. Era entrato l’ultima volta in quel palazzo quando aveva 7 anni e venne a trovarmi nel mio ufficio di Sostituto Procuratore. Mi ha raccontato che si è emozionato nel vedere le aule di udienza, i processi in corso, gli uffici di cancelleria. Mi son venute in mente le emozioni che provai anche io quando, alla sua età, andavo a trovare mio padre negli uffici giudiziari di Castel Capuano. Dal mio ufficio di Catanzaro sono stato cacciato, dalla fretta di Stato del Ministro della Giustizia, nel settembre del 2008. Trasferito d’ufficio al Tribunale di Napoli, sez. Riesame. Non so che farà mio figlio nella vita, lo deciderà lui in autonomia. Mi auguro che non viva mai il tradimento delle sue emozioni. Lo strappo di un lavoro, nel mio caso la toga di PM in una sede di trincea, è la morte professionale, per il corpo una ferita troppo grande, mai guaribile. Non so che augurare a mio figlio, così come ai giovani che si possono avvicinare ad un mestiere così difficile ed affascinante. Negli ultimi mesi delle mie funzioni di Sostituto Procuratore ero ben consapevole, per l’immane attività di contrasto istituzionale che era stata consumata ai miei danni, che sarei stato colpito, fisicamente o professionalmente poco importa. Non so che augurare ad un giovane magistrato: se accettare le vie di uscita, senza cadere nell’illegalità, così come quando amici mi esortavano ad accettare ogni incarico, anche di grande prestigio che mi veniva offerto, ma di allontanarmi subito dalla Calabria per la mia incolumità; oppure, come feci io senza tentennamenti, di rimanere al proprio posto a lottare sino alla fine, costi quel che costi, in ossequio al giuramento costituzionale. So, però, quello che oggi dobbiamo fare, tutti noi e tutte noi che crediamo nella Giustizia e nei valori costituzionali: combattere per liberare il Paese, e la Politica e le Istituzioni in particolare, da corruzioni e mafie. In quel palazzo in fotografia – in cui giurai per la prima volta da magistrato nel 1995, con le lacrime di gioia agli occhi, e dal quale son dovuto scappare con le lacrime agli occhi di sofferenza – ho visto con i miei occhi e sentito con le mie orecchie la mafia, quella più forte e potente, l’ho toccata, quella che collude con magistrati, forze di polizia, politici, faccendieri, con il collante dei poteri occulti, nella specie massonerie deviate. In quel palazzo ci sono stati alcuni degli esecutori della fine di talune inchieste delicatissime che stavo conducendo e della mia morte professionale di PM. Ed erano quelli che dovevano tutelarmi. Sono certo, oggi come allora, che la vera emergenza nazionale è la presenza delle mafie nelle Istituzioni del nostro Paese. Ed è per questo che dalla fine di un sogno professionale è nato, da subito, un nuovo sogno, in altra veste istituzionale, ma sempre con gli stessi ideali e la stessa forza. Lavoriamo perché non accada agli altri quello che è accaduto a me e ad altri nella storia del nostro Paese. L’Italia libera dalle mafie è possibile, ma bisogna essere partigiani, schierandosi dalla parte giusta. Io, come sempre, ci sono e ci sarò.

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Buona Pasqua a tutte e tutti ! Vi auguro di trovare dopo Pasqua più amore nel vostro cuore. Vi auguro di non perdere mai la gioia di vivere e il gusto del dono della vita. Vi auguro di scegliere sempre il bene nella perenne lotta tra il male e il bene. Vi auguro di non perdere mai l’umanità e di non mollare mai anche quando la vita è dura e, certe volte, pure crudele. Vi auguro di non smarrire mai il sorriso e la voglia di tendere la mano verso le altre persone, soprattutto le più bisognose. Continuiamo a lottare affinché giustizia e fratellanza siano imperativi etici, percorsi di vita e non parole retoriche. Buona Pasqua alla mia amata Napoli che è capace di farti risorgere nello spirito anche nelle giornate più buie.

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La visita del Capo dello Stato Sergio Mattarella a Napoli, sabato scorso, accompagnato dal Presidente della Camera Roberto Fico, è stato un segnale molto forte, per una serie di motivi. La visita alla bellissima mostra di Caravaggio al Museo di Capodimonte consente di sottolineare quanto Napoli, prima città italiana per crescita culturale e turistica, sia sempre più meta destinataria di mostre eccellenti. La successiva visita al quartiere Sanità evidenzia l’apprezzamento per la rivoluzione culturale in atto nel quartiere dove fortemente si è consolidata una rete virtuosa tra associazionismo ed istituzioni di prossimità. Infine, ma non in ordine di importanza, la visita al quartiere San Giovanni, nel rione Villa, tra le donne e gli uomini che lottano con forza contro le recenti aggressioni camorristiche al territorio. In quel quartiere da tempo stiamo lavorando per realizzare quella rivoluzione culturale già consolidata in altre zone della città, come Scampia. La nostra Città, in questi anni, ha scelto il riscatto morale e culturale, l’orgoglio partenopeo, la strada impervia della giustizia, la rinascita del suo popolo. La camorra e la violenza vanno sconfitte definitivamente con la cultura, la scuola, le azioni sociali, l’amore, l’onesta’. Napoli la sua parte la sta facendo sino in fondo, con risultati bellissimi, allo Stato chiediamo stop alle discriminazioni verso la nostra città e la prevenzione e repressione del crimine. In fondo chiediamo poco, rispetto a quello che Napoli e il suo popolo hanno fatto in questi anni. Ringrazio il Presidente della Repubblica che ha sempre mostrato attenzione e sensibilità istituzionale verso la nostra città.

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