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In questi giorni tutti sono rimasti turbati dall’atroce assassinio, avvenuto in Roma, del vice-brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, del quale oggi si celebrano i funerali in Somma Vesuviana. Ai familiari ed all’Arma dei Carabinieri le condoglianze più profonde. Ancora una vittima di una violenza brutale, esagerata, per certi versi inspiegabile. Nel nostro Paese sta crescendo progressivamente un preoccupante clima di odio e di violenza: nelle strade, nelle case, nei luoghi di lavoro, sui social. Quando un destino di un Paese comincia ad essere condizionato da ondate di odio e di violenza non possiamo pensare alla sicurezza come un tema demandato solo alle forze di polizia. Tutti debbono riflettere, confrontarsi ed agire. Nessuno escluso. Famiglie, scuola, società, istituzioni. La Politica in questo momento è complessivamente troppo intossicata da veleni e tossine. La stessa direzione politica delle forze di polizia è affidata ad un uomo politico che lavora scientemente per far piombare il Paese sull’orlo di un conflitto sociale e civile per poi presentarsi quale l’uomo forte a cui concedere poteri speciali. La democrazia, ad esempio, è forte e robusta se ha la capacità e gli strumenti per assicurare i responsabili dei reati alla giustizia e nel nostro Paese non mancano certo donne e uomini all’altezza di questo difficile compito, talvolta una missione assai rischiosa. La democrazia, invece, scricchiola fortemente se un Ministro dell’Interno applaude al fatto che un ragazzo fermato negli uffici di una caserma sia tenuto in manette e soprattutto bendato; se un Ministro dell’Interno impugna un mitra e favorisce e stimola la discriminazione e l’odio razziale; se un Ministro espone l’Italia agli occhi del mondo quale un Paese che sta smarrendo il volto umano e che lascia morire senza pietà persone in mezzo al mare; se un Ministro incita a non rispettare regole ed etica che stanno alla base della non violenza, le cui fondamenta reggono sull’onestà e sulla moralità pubblica. Con queste ed altre condotte il responsabile politico del Viminale sta contribuendo ogni giorno a rendere il nostro Paese sempre più insicuro e meno coeso. L’Italia avrebbe bisogno, invece, di un Ministro dell’Interno e di un Governo che facciano della sicurezza democratica un obiettivo prioritario. Purtroppo tutto questo non è frutto di politiche solo improvvisate ed influenzate dai gradimenti dei likes, ma il tutto appare determinato da una regia che vuole creare le condizioni per la realizzazione di una svolta autoritaria, anche al fine di nascondere i fallimenti di politiche economiche e finanziarie che hanno creato disuguaglianze economiche e sociali e condizioni diffuse di grandi fragilità. Il Sistema è malato e non ha gli anticorpi, si tratta ora di capire se il popolo, quanta parte di popolo, e la parte sana delle Istituzioni, riusciranno a mettere in circolo rapidamente gli anticorpi necessari per la tenuta democratica del Paese che si fonda sui principi di libertà, uguaglianza, fratellanza e giustizia sociale.

Foto di Emiliana Mellone

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La settimana scorsa ci hanno lasciato tre grandi persone, punti di riferimento indiscusse della storia contemporanea. La loro fine terrena lascia un’eredità immensa all’umanità. Parlo, ovviamente, di Andrea Camilleri, Luciano De Crescenzo e Francesco Saverio Borrelli. Figure assai diverse tra loro, ma accomunate dall’immensità del patrimonio culturale che lasciano in Terra. Andrea Camilleri rappresenta uno dei più grandi scrittori ed intellettuali dell’età contemporanea. Intellettuale e pensatore libero ed autonomo, mai prono al potere. Anticonformista di indole e scelta, sempre avverso ad un potere conformista lontano dall’etica e dalla giustizia. Le sue stupende radici siciliane lo hanno imbevuto di una cultura immensa, mai elitaria, sempre vicino ai sentimenti popolari, come dimostra anche l’intuizione efficacissima del Commissario Montalbano. Sempre lucido anche nelle analisi politiche, economiche e sociali. Lo definirei un compagno, un faro necessario, i suoi scritti illuminano il percorso delle nostre vite. Luciano De Crescenzo, napoletano, anche se emigrante. Ma i napoletani, in realtà, non hanno confini. Non ha mai smarrito le sue radici, anzi, ha fatto di Napoli e dei napoletani l’essenza del suo pensiero filosofico e letterario. Intriso nel midollo delle radici napoletane ha rappresentato magistralmente l’umorismo e l’ironia della nostra gente. Con la letteratura, il cinema e la televisione ha portato il corpo di Napoli nella vita degli italiani. Anche da ultimo, quando lo abbiamo ricordato per i suoi 90 anni, Luciano ha ribadito che Napoli, infine, è l’ultima speranza dell’umanità. Perchè da noi la persona è al centro della vita. Francesco Saverio Borrelli, anche lui napoletano di nascita, che ha svolto le funzioni di magistrato a Milano. Magistrato di altissimo spessore, bravo, onesto, leale, coraggioso, autonomo. Il capo del pool mani pulite all’inizio di tangentopoli. Il Procuratore che ogni magistrato onesto ha sempre sognato di poter avere. Un capo che difende e protegge il lavoro dei magistrati e non li tradisce. Un uomo fuori dal Sistema. L’antitesi della piovra istituzionale in salsa piduista che viene fuori, nuovamente in questi giorni, negli intrecci tra politica, affari, magistratura e poteri deviati dello Stato. La perdita in una settimana di tre fari così immensi sgomenta perchè lasciano un vuoto incolmabile. L’Italia deve ritrovare la voglia, il gusto e la gioia di unirsi sui valori e i sentimenti che hanno fatto grande il nostro Paese. Da uomo del Sud, sono orgoglioso che queste tre immense persone fossero del mezzogiorno d’Italia. Il Sud è ricchezza, non è zavorra. Ricchezza culturale e morale. Napoli non li dimenticherà mai !!

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Le Universiadi Napoli 2019 si sono concluse. E’ stato un grande successo per la nostra Città. Il bilancio che mi sento di fare è eccellente (per quanto riguarda la parte di competenza della Città). Gli atleti e le delegazioni di tutto il mondo sono stati entusiasti dell’organizzazione dell’evento, degli impianti sportivi che abbiamo realizzato, della nostra Città e dell’ospitalità del popolo napoletano. Le decine di migliaia di persone giunte a Napoli per l’evento hanno fatto foto e video che rimbalzano in questi giorni in 128 Paesi del nostro pianeta. In pochi mesi è stato fatto a Napoli un lavoro straordinario. Un anno fa Governo nazionale e Governo regionale erano per l’annullamento o il rinvio dell’evento perchè ritenevano che Napoli non ce la potesse fare. Ci dovemmo impuntare noi del Comune di Napoli e la Fisu, accollandoci ogni rischio, per dire che Napoli avrebbe vinto la sfida. A tutti quelli che nei mesi scorsi hanno intossicato ed avvelenato il clima, creato ostacoli, scommesso sui passi falsi, goduto dei problemi che abbiamo dovuto superare, a quelli che hanno pensato che bastasse solo mettere i soldi pubblici destinati alla Città per costruire una propaganda da fare invidia ai peggiori regimi, rispondiamo con un sorriso della nostra amata maschera napoletana di Pulcinella. Avverto, invece, l’esigenza, il dovere e il piacere di ringraziare tutte le persone artefici di questo successo stupendo della nostra Città. Le donne e gli uomini: del Comune di Napoli e di tutte le aziende partecipate che hanno lavorato con abnegazione, competenza e passione; delle forze di Polizia di Napoli ed aggregate da tutta Italia che hanno garantito molto bene la sicurezza; di tutte le altre istituzioni operanti in Città. I volontari davvero eccezionali e i napoletani per aver gestito bene i disagi che anche abbiamo dovuto vivere in Città per garantire la riuscita al meglio dell’evento. Un grande lavoro di squadra di una grande e potente capitale del mondo. Da oggi Napoli, grazie anche alla sua autonomia che ci siamo conquistati, è più forte ancora. Siamo la Città italiana al top per impianti sportivi, al top per attrattività culturale e turistica, ai vertici per energia umana e qualità della vita. Avete letto bene, qualità della vita: in questi giorni tutti gli ospiti hanno espresso il desiderio di ritornare a Napoli perchè hanno vissuto benissimo. Pensate che ritorno che avremo in termini di economia, investimenti e lavoro. Sono orgoglioso della mia Città, per noi napoletani nulla è impossibile ed anche io ci ho messo tutto me stesso. Ho garantito che avremmo vinto, nella consapevolezza che se avessimo solo in parte toppato sarebbe stata tutta colpa mia e della nostra amministrazione. Invece abbiamo vinto, anche contro colpi bassi, scorrettezze istituzionali e atteggiamenti che nulla avevano a che fare con uno spirito olimpico. Hanno vinto lo Sport, i giovani, la fratellanza, l’integrazione, la pace. Ha vinto Napoli ! Grazie Napoli, amore mio !

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Le Universiadi Napoli 2019 si sono concluse. E’ stato un grande successo per la nostra Città. Il bilancio che mi sento di fare è eccellente (per quanto riguarda la parte di competenza della Città). Gli atleti e le delegazioni di tutto il mondo sono stati entusiasti dell’organizzazione dell’evento, degli impianti sportivi che abbiamo realizzato, della nostra Città e dell’ospitalità del popolo napoletano. Le decine di migliaia di persone giunte a Napoli per l’evento hanno fatto foto e video che rimbalzano in questi giorni in 128 Paesi del nostro pianeta. In pochi mesi è stato fatto a Napoli un lavoro straordinario. Un anno fa Governo nazionale e Governo regionale erano per l’annullamento o il rinvio dell’evento perchè ritenevano che Napoli non ce la potesse fare. Ci dovemmo impuntare noi del Comune di Napoli e la Fisu, accollandoci ogni rischio, per dire che Napoli avrebbe vinto la sfida. A tutti quelli che nei mesi scorsi hanno intossicato ed avvelenato il clima, creato ostacoli, scommesso sui passi falsi, goduto dei problemi che abbiamo dovuto superare, a quelli che hanno pensato che bastasse solo mettere i soldi pubblici destinati alla Città per costruire una propaganda da fare invidia ai peggiori regimi, rispondiamo con un sorriso della nostra amata maschera napoletana di Pulcinella. Avverto, invece, l’esigenza, il dovere e il piacere di ringraziare tutte le persone artefici di questo successo stupendo della nostra Città. Le donne e gli uomini: del Comune di Napoli e di tutte le aziende partecipate che hanno lavorato con abnegazione, competenza e passione; delle forze di Polizia di Napoli ed aggregate da tutta Italia che hanno garantito molto bene la sicurezza; di tutte le altre istituzioni operanti in Città. I volontari davvero eccezionali e i napoletani per aver gestito bene i disagi che anche abbiamo dovuto vivere in Città per garantire la riuscita al meglio dell’evento. Un grande lavoro di squadra di una grande e potente capitale del mondo. Da oggi Napoli, grazie anche alla sua autonomia che ci siamo conquistati, è più forte ancora. Siamo la Città italiana al top per impianti sportivi, al top per attrattività culturale e turistica, ai vertici per energia umana e qualità della vita. Avete letto bene, qualità della vita: in questi giorni tutti gli ospiti hanno espresso il desiderio di ritornare a Napoli perchè hanno vissuto benissimo. Pensate che ritorno che avremo in termini di economia, investimenti e lavoro. Sono orgoglioso della mia Città, per noi napoletani nulla è impossibile ed anche io ci ho messo tutto me stesso. Ho garantito che avremmo vinto, nella consapevolezza che se avessimo solo in parte toppato sarebbe stata tutta colpa mia e della nostra amministrazione. Invece abbiamo vinto, anche contro colpi bassi, scorrettezze istituzionali e atteggiamenti che nulla avevano a che fare con uno spirito olimpico. Hanno vinto lo Sport, i giovani, la fratellanza, l’integrazione, la pace. Ha vinto Napoli ! Grazie Napoli, amore mio !

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Le Universiadi di Napoli sono in pieno svolgimento ed ancora una volta la nostra amata Città ha vinto una sfida in cui all’inizio non erano in molti a crederci. Gli impianti sportivi ristrutturati sono stupendi. Abbiamo fatto un lavoro enorme in pochi mesi, tante persone, donne e uomini, che hanno lavorato con dedizione, sacrificio, competenza, professionalità, passione. Davvero una grande squadra. Stiamo ricevendo complimenti dagli organizzatori e dalle federazioni. E’ poi davvero emozionante vedere tantissimi giovani atleti di tutto il mondo gareggiare nella nostra Città e la mattina presto e la sera attraversare le nostre strade e mescolarsi con i nostri abitanti. Napoli in questi giorni è davvero capitale dello sport e dei giovani. Inoltre, anche le squadre che operano per i servizi della nostra Città, sempre tra numerosi problemi ed emergenze del giorno, stanno facendo un lavoro encomiabile. Orgoglio partenopeo, frutto di audacia, impegno, unità, passione e amore senza limiti per Napoli. Avanti tutta come sempre, senza mai mollare!

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Napoli è sempre più punto di riferimento geopolitico nel cuore del mediterraneo. La città più ricercata in Italia dai viaggiatori di tutto il mondo curiosi di capire che sta succedendo dalle nostre parti; Napoli è la città più scelta per documentari e film; il Papa ha voluto Napoli per una sua altissima e profonda analisi sul mediterraneo, indicandoci quale laboratorio speciale; le ong che operano nel mediterraneo per salvare vite umane in questi giorni sono state a Napoli a testimonianza del fatto che la nostra città e il popolo napoletano sono rimasti umani e non saranno mai indifferenti di fronte allo sterminio che sta caratterizzando il mare nostrum. Tre 48 ore saranno inaugurate le Universiadi e sulla città vi è l’attenzione mondiale per quanto riguarda sport, giovani, cultura e pace. Napoli attrattore mondiale, a vantaggio anche dell’economia e del lavoro della nostra città, mentre ogni giorno siamo comunque alle prese con i problemi ordinari, le difficoltà economiche, la scarsezza di risorse e i tanti ostacoli di tutti quelli che non amano la nostra città, dentro e fuori Napoli. Voglio dire ai miei concittadini che tra enormi difficoltà, tante donne e tanti uomini, a Napoli, ad ogni livello, stanno lavorando, per amore della città, per portare Napoli sempre più in alto e ridurre al minimo disagi e disservizi. Lavoriamo insieme per rendere la città sempre più forte e vivibile. Non c’è un attimo di tregua, ma siamo orgogliosi di combattere per la nostra amata Napoli !

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La venuta, non certo casuale, di Papa Francesco a Napoli rappresenta un momento assai rilevante per la nostra Città. Il convegno tenutosi presso la Facoltà Teologica di Napoli è stato caratterizzato da contenuti di altissimo livello sulla pace, il dialogo, le culture, le religioni ed il ruolo strategico del Mediterraneo per la stabilità e la costruzione di un mondo migliore. Il Santo Padre ha tenuto un discorso illuminante e di strategica prospettiva proprio sul ruolo di tutta l’area geopolitica che ricade sul Mediterraneo. L’importanza decisiva del dialogo tra i popoli, la funzione vitale dell’ascolto dell’altro, il nostro mare quale luogo di meticciato e di accoglienza, il Mediterraneo quale posto di incontro tra culture e popoli diversi. Papa Francesco ha concluso il suo intervento indicando Napoli quale laboratorio speciale. Questa frase segna una svolta epocale per la nostra Città. Le parole di Francesco a Napoli seguono, in naturale evoluzione attuativa, la firma del documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune firmato il 4 febbraio ad Abu Dhabi tra Sua Santità Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb. Napoli ha scelto, in questi ultimi anni, di voler contribuire a costruire un nuovo umanesimo. Centralità delle persone, senza distinzioni ed anzi valorizzando le differenze quale elemento di ricchezza di una comunità, difesa dei beni comuni (acqua, terra ed aria in primis), prima linea nella questione morale contro modelli politici ed istituzionali corrotti e mafiosi divenuti sistemici nel nostro Paese, lotta per la giustizia e per i diritti dovendo anche urtare contro una legalità formale che stride rispetto a valori etici e costituzionali, contrasto ad ogni forma di disuguaglianza, solidarietà e fratellanza, alternative economiche contro un sistema fondato su finanza e denaro che ha reso il mondo più diseguale e più insicuro. Un presente ed un futuro di pace e meno ingiusto non si realizza con il rancore, con politiche discriminatorie e di odio nei confronti del diverso, realizzando nel povero e nell’emarginato il ruolo del socialmente pericoloso per le magnifiche sorti e progressive. La pace ha bisogno di coesione, comprensione, compassione, amore, dialogo, giustizia. I modelli dominanti tendono, per salvare se stessi, a mettere i ceti sociali meno poveri contro i poveri ed i più poveri contro quelli ancora più poveri, il potere costituito per alimentare il suo potere mette i popoli gli uni contro gli altri. Napoli vuole essere, invece, in prima linea nell’unire i popoli per difendere il Mediterraneo dall’olocausto e per salvare il Pianeta, giunto ai limiti della catastrofe per i cambiamenti climatici proprio a seguito delle politiche neoliberiste fondate sul petrolio, sulle guerre, sullo sfruttamento, sul predominio assoluto delle ricchezze materiali, sul consumismo universale. Napoli non sarà silenziosa, men che mai complice, neanche connivente. Napoli sarà, come insegna la sua Storia, partigiana. Perchè i cambiamenti e le rivoluzioni si fanno dal basso. La Costituzione non è solo un testo da leggere, ma soprattutto diritto da applicare per realizzare fratellanza, giustizia, libertà ed uguaglianza; in quel testo si trovano i principi fondamentali per cui vale la pena alzarsi la mattina e lottare, come componenti della Repubblica, per rimuovere gli ostacoli che impediscono lo sviluppo della persona umana. Il Vangelo non è un calmante, ma la storia di un uomo che, povero e semplice, ma più ricco di tutte e tutti, ha indicato i valori per costruire la salvezza dell’umanità. E’ tutto semplice e difficile allo stesso tempo, ma è tutto rivoluzionario e, quindi, umano, pertanto possibile. E’ un orgoglio commovente per la nostra città e per il suo popolo essere scelti ed essere in prima linea nella costruzione della Storia del nostro amato Mediterraneo.

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Carissimo Santo Padre, carissimo Francesco,
è con gioia immensa che la città di Napoli sarà nuovamente onorata della Sua presenza nel nostro territorio. Personalmente, ho avuto il privilegio e il piacere di incontrarLa in più occasioni, ma non posso non citare, in particolare, la Sua stupenda visita ufficiale a Napoli nel 2015 ed a Betlemme, nel 2014, dove ero l’unico occidentale presente, in considerazione della mia cittadinanza onoraria palestinese e degli ottimi rapporti con il popolo della Terra Santa. La Sua presenza all’incontro organizzato presso la Pontificia facoltà teologica di Napoli è preziosa e lungimirante. La profondità dei temi da tempo trattati nella sede napoletana sono da me condivisi. Il contrasto alla corruzione, la prospettiva di un nuovo umanesimo fondato sulla fratellanza tra i popoli, da ultimo, in particolare, il Mediterraneo come mare di incontro tra popoli e culture differenti. Napoli, nella sua storia, è città che ha accolto tutte le culture, religioni diverse, tanti popoli. Siamo nel cuore del Mediterraneo. Di questi tempi in cui c’è chi pensa di sigillare il mare, di costruire mura, realizzare chilometri di filo spinato, noi pensiamo che il mare debba essere luogo di vita, in cui si possano incontrare i popoli per unirsi nelle loro diversità per salvare il pianeta, il nostro mare non può essere un cimitero. Il Mediterraneo non deve essere l’olocausto del terzo millennio. Per costruire ponti di umanità contro le mura del rancore e del razzismo, si devono abbattere mura e filo spinato che tante persone hanno nel cuore e nella mente. Ed in questo la Sua opera, carissimo Francesco, mi permetto umilmente di chiamarLa così, è potente. C’è chi usa ruspe per far emergere rancori, paure ed egoismi, facendo credere che le infelicità sono colpa di chi è diverso da noi, fragile e povero, non invece causa di un Sistema che crea insopportabili disuguaglianze; c’è chi opera, invece, per far prevalere l’amore sull’odio e consentire alle persone di scegliere. Il diritto di scegliere è un diritto non sempre compiuto, così come il diritto alla felicità, soprattutto per i bambini, talvolta è un sogno. Napoli è città visionaria, è città in cui la persona prevale sul denaro, in cui l’essere è più forte dell’avere. Se penso alla Sua mirabile enciclica Laudato sì, mi pregio di raccontarLe che Napoli è l’unica città italiana in cui l’acqua è tutta pubblica, ABC (acqua bene comune), questo è il nome della nostra azienda. Napoli è la città dei beni comuni, in cui luoghi degradati sono divenuti, grazie all’opera delle comunità di abitanti, posti in cui si realizza profitto sociale e rigenerazione urbana. Napoli è la città in cui nessuno si sente straniero, è città con profonda identità, ma è città senza confini. Essere napoletano è meraviglioso, la nostra è una città mondo. Il nostro popolo ha ovviamente limiti, difetti, ma ha una grande capacità di resilienza, un’immensa cultura, una profonda umanità, un cuore assai grande. Le Sue forti e credibili parole, Santo Padre, consolidano la fede dei credenti, illuminano il percorso dei laici. Napoli, per dimostrare in questi tempi bui la sua lotta per la pace, per la giustizia sociale, per la fratellanza, per l’uguaglianza e le libertà, sarà teatro, il 29 giugno, del primo corteo a mare per una battaglia pacifica di civiltà. Centinaia di barche, piccole e grandi, attraverseranno il golfo di Napoli per dire sì alla vita, alla difesa del mare e della madre terra, per un nuovo umanesimo. Vogliamo costruire un futuro dal volto umano, in cui coesione e valorizzazione delle differenze prevalgano su rancore, pensiero unico ed egoismi. Carissimo Francesco, Napoli sta fondando il suo presente e il suo riscatto su umanità e cultura, energia vulcanica – siamo la città in Europa con più bambini e giovani – contro depressione e lamento fine a se stesso. I soldi sono pochi, ma la voglia di vivere amando è grande. Grazie di cuore per quello che Lei fa, carissimo Francesco, con pensiero, cuore e passione, quale fortissimo punto di riferimento credibile per tutte e tutti. Del resto, alla fine della vita terrena, non conterà quanto abbiamo posseduto, ma quanto abbiamo amato. E chi sceglie l’amore è più facile anche che incontri la gioia e la felicità della vita, che è il dono più immenso, senza prezzo. Benvenuto a Napoli, Francesco.

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Mancano ormai 15 giorni per le Universiadi Napoli 2019. Il lavoro da fare è ancora tanto e difficile. Mi sento però già di ringraziare le tante persone, donne e uomini, che stanno lavorando da circa un anno ad un obiettivo per il quale tanti all’interno di alcune Istituzioni non credevano realizzabile. Solo chi non conosce le capacità della nostra città, oppure perché lavora perché le cose non si facciano a Napoli, non sa di quanto siamo capaci soprattutto nelle situazioni di maggiore stress ed adrenalina. Tantissime persone, in molteplici funzioni, stanno facendo un lavoro enorme e difficile. Negli uffici amministrativi, nei cantieri, nelle istituzioni cittadine. Nel ruolo di coordinamento per le Universiadi in città vi sono soprattutto donne, dipendenti del Comune di Napoli, alle quali mi rivolgo con orgoglio per la loro competenza, professionalità e passione che stanno dimostrando per raggiungere un obiettivo così importante per la città. Adesso è necessario che tutte e tutti, soprattutto coloro che sono addetti ad uffici deputati a garantire servizi alla città, diano il massimo affinché Napoli possa farsi trovare nella migliore forma possibile, al netto dei problemi e delle sofferenze. Tutto quello che stiamo realizzando ce lo ritroveremo. Senza la Napoli degli ultimi anni questo evento non si sarebbe mai potuto nemmeno ipotizzare a Napoli. Oggi la città attira investimenti privati (il cui denaro è nella disponibilità delle persone che investono) e pubblici (che ci siamo guadagnati e che non sono di proprietà di chi ha l’obbligo di investire sui territori). Il Governo è distante da questo evento di portata nazionale, le donne e gli uomini della Regione Campania svolgono il loro ruolo in cooperazione leale con il Comune, la città di Napoli ancora una volta si è caricata la grande fetta di lavoro e responsabilità. Fatti tanti, propaganda zero. In questo modo continueremo a lavorare nei prossimi giorni per le Universiadi. Attendiamo, con ospitalità massima, dalle prossime ore, 8000 atleti, 18 discipline sportive, 30000 collaboratori, 128 Nazioni, 100 televisioni di tutto il mondo. Per non parlare delle centinaia di migliaia di viaggiatori che ci onorano della loro visita. Napoli è città mondo, Napoli vuole essere capitale del Mediterraneo!

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