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La violenza contro le donne è un’infamia e un crimine. Violenza fisica, morale, psicologica, lavorativa, giuridica. E la casa è il luogo in cui si consumano le peggiori violenze. La strada è meno violenta delle mura domestiche. Noi a Napoli siamo per l’uguaglianza dei diritti tra tutte e tutti nelle necessarie e belle differenze tra esseri viventi. Ogni forma di violenza è da condannare. Contro le bambine e i bambini, contro lesbiche, gay e trans. Esistono le persone: oltre la distinzione tra uomini e donne. Contro la violenza mafiosa. Contro la violenza sugli animali. Contro la violenza sulla natura. Contro la violenza del razzismo politico ed istituzionale di questo Governo. Il Governo del cambiamento costruisce la sua macchina del consenso sul rancore, l’intolleranza, l’odio, la violenza. Il Governo che rafforza gli oppressori ed umilia gli oppressi. Con questo cemento umano si va verso la distruzione della democrazia e delle libertà. Noi vogliamo costruire comunità in cui prevale la civiltà dell’amore che ha il suo cemento nel rispetto degli altri, nella solidarietà, nella fratellanza, nell’uguaglianza, nella giustizia. Solo con l’incontro, con la contaminazione, con la comunione, con la compassione, con la condivisione, si può costruire un futuro di pace, sviluppo e prosperità. Far prevalere l’essere sull’avere, la dignità sull’apparenza. Chi usa violenza ha odio nel cuore, chi discrimina ha egoismo nel cuore, chi tende la mano a chi ne ha bisogno ha la solidarietà nel cuore, chi è contro ogni forma di violenza ha l’amore nel cuore. Ognuno di noi può scegliere ed aiutare altri a scegliere bene. Se la scelta è per le persone e per la vita abbiamo scelto di voler vivere contro mera sopravvivenza e morte civile.

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Napoli sta andando molto forte in Italia e nel mondo. I segnali sono univoci e concreti: cultura, turismo, impresa, economia e lavoro. Napoli ha oggi una capacità attrattiva anche assai originale: energia culturale e di vita, umanità, solarità. Ingredienti tutti che consentono anche di affrontare meglio i tanti problemi quotidiani di una delle città più belle ed allo stesso tempo più difficile del globo. Siamo soddisfatti anche della forza, tenacia e concretezza con cui si stanno affrontando situazioni assai critiche in città sul piano della violenza criminale. La leale cooperazione tra istituzioni locali è davvero ottima. I risultati si vedranno sempre di più. Anche sui servizi essenziali della città ci attendono settimane e mesi di grandi miglioramenti. Eppure proprio la potenza e la crescita enorme della nostra città presenta anche elementi di rischio che non vanno sottovalutati. L’economia e gli investimenti senza precedenti per quantità debbono far alzare il livello di vigilanza, da parte di tutti, sul pericolo del riciclaggio del denaro sporco nell’economia reale ed orizzontale della città. Napoli così forte e dalla potenzialità ancora enorme è avversata da molti. Da poteri finanziari, politici e istituzionali nazionali che non tollerano che la nostra città possa mutare gli equilibri politici nel nostro Paese. Una città non più zavorra alla mercé delle clientele politiche, ma laboratorio autonomo che fa da traino alla rinascita del Sud e del Paese non piace a chi vuole il mezzogiorno legato al guinzaglio, servo e non libero per la costruzione di un’Italia coesa e unita che valorizza tutte le autonomie senza discriminazioni territoriali. Da tempo, inoltre, ho segnalato anche il pericolo che interessi criminali, affaristici, politici ed istituzionali possano condizionare settori vitali del nostro territorio: mi riferisco al rischio condizionamenti nel ciclo già precario, a livello nazionale, dei rifiuti. In questo settore la Campania ha pagato un prezzo altissimo nel passato e noi che abbiamo eliminato l’emergenza rifiuti a Napoli nel 2011, in appena un mese, paghiamo ancora il debito finanziario del commisarriamento di Stato degli anni 2008/2010. Incendi di siti in cui si deposita e si lavora il rifiuto differenziato, in particolare la plastica, il condizionamento criminale del ciclo dei rifiuti, le gare che vanno deserte, la mancanza di idonea programmazione nazionale e regionale. È da un anno che ho posto con forza la questione con elementi concreti all’interno del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, ben prima che tanti incendi attraversassero impianti, da Sud a Nord del nostro Paese. L’altro giorno a Napoli il Ministro Salvini, che negli anni dell’emergenza rifiuti andava a braccetto con Berlusconi & Company (parliamo della stagione dei Cosentino e dei Cesaro), da noi sconfitti duramente nel 2011, propone di costruire inceneritori ovunque per affrontare la crisi del ciclo dei rifiuti. Non è quella la strada. Si deve continuare a insistere per rafforzare la differenziata, messa in crisi da incendi ed assenza di siti in cui trattare il rifiuto da riciclare e riutilizzare, aumentare i luoghi pubblici in cui lavorare tutti i rifiuti differenziati; accelerare le procedure per la realizzazione degli impianti di compostaggio; consentire un più efficace trattamento dei rifiuti negli impianti stir. Ho molto apprezzato la totale sintonia, con le nostre battaglie sulla questione rifiuti, con il M5S: penso alla dichiarazioni di Roberto Fico, Luigi Di Maio e Sergio Costa. Abbiamo insieme, da postazioni diverse, lottato durante l’emergenza rifiuti e amiamo le nostre terre e sappiamo che significa l’onta e il danno della terra dei fuochi. Non bisogna consentire a nessuno di fare speculazioni e strumentalizzazioni politiche. Ci sono tutte le condizioni per lavorare insieme, con unità e coesione, rafforzare il trattamento dei rifiuti in sintonia con l’ambiente e la vita e lottare per evitare che infiltrazioni criminali ed interessi affaristico/politici possano lucrare sulle nostre terre e sulle nostre vite. Insieme possiamo vincere la sfida di una forte impiantistica alternativa all’incenerimento. Non passeranno mai criminali e farabutti politici perché non consentiremo mai più, con ogni mezzo, il ritorno a stagioni buie del passato e bisogna, unendo le persone pulite all’interno delle istituzioni, tagliare ogni radice che possa inquinare l’attività di bonifica politica ed istituzionale. La difesa dell’ambiente e della vita umana sono ragione fondante del nostro impegno civico ed istituzionale. Uniti si vince !

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La settimana passata Napoli e molte zone del nostro Paese sono state paurosamente flagellate da una tempesta senza precedenti, per noi che siamo uno stivale ad alto rischio sismico è come se avessimo vissuto un terremoto atmosferico con tanto di tsunami. Si contano morti, feriti, danni ambientali per miliardi di euro, distruzione di interi paesaggi. I cambiamenti climatici, dovuti alle condotte scellerate nei decenni di esseri umani potenti e cinici, sono una dolorosa e tremenda realtà della quale bisogna prendere coscienza immediatamente tutti. Cittadini e sindaci vengono lasciati molto spesso soli, senza mezzi, senza risorse adeguate, senza un euro, ad affrontare a mani nude una vera e propria emergenza nazionale: il crollo di pezzi della nostra Italia. Eppure nulla si muove per il cambiamento. Nella legge di bilancio, in corso di approvazione, non vediamo ancora quelle misure necessarie per mettere in sicurezza il Paese, per consentire di avere risorse adeguate per affrontare, preventivamente, le misure idonee per garantire l’incolumità pubblica. Esponenti apicali del Governo ci bombardano ogni giorno per spingerci ad odiare gli oppressi ed a furia di bombardare mediaticamente e politicamente ci saranno quelli che finiranno veramente per odiare gli oppressi e non, invece, gli oppressori. Uniamoci, invece, per difendere l’Italia e i suoi abitanti, al di là delle differenze politiche. E’ venuta l’alba per unire i popoli di tutto il mondo, soprattutto le genti più oppresse, per salvare il Pianeta. Popoli di tutto il mondo uniti per salvare la Natura, la Terra, la Vita. È per questo che nella mia vita mi sono sempre ribellato alle politiche liberiste, corrotte e mafiose che portano distruzione, infelicità e morte. Il tempo è adesso per unirci tutte e tutti, coloro che amano la vita e che non si rassegnano a pensare che sia inutile lottare per l’umanità. Tante mani e tanti cuori, in questi giorni, hanno difeso le nostre terre e stanno provando a limitare i danni della tempesta. Con questa volontà, con questa forza e con questa passione, costruiamo un Paese migliore e prendiamoci quello che ci spetta per difendere le nostre terre, le nostre città, i nostri mari, i nostri fiumi, le nostre vite. Anche se ci lascerete ancora una volta soli, noi saremo in tantissimi ed a mani nude, contro la violenza istituzionale e finanziaria del potere costituito a Roma come a Bruxelles, lotteremo senza sosta per vincere questa battaglia.

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La settimana scorsa sono stato a Rimini all’assemblea nazionale dei Comuni italiani insieme a migliaia di amministratori. Napoli è sempre di più al centro della curiosità di tanti unita ad un’ammirazione crescente. Vi ringrazio di cuore. La nostra città colpisce non solo per la sua bellezza ma soprattutto per la potente energia culturale ed umana che sta sprigionando. I Sindaci che ben sanno quanto è impossibile governare senza soldi mi chiedono come abbiamo fatto a non crollare ed anzi a raggiungere queste vette soprattutto culturali e turistiche. Mi chiedono quale sia il segreto della rinascita e della rivoluzione partenopea. Rispondo che il segreto è la forza e la potenza del nostro popolo che ha creduto nel riscatto con una partecipazione straordinaria per il bene comune Napoli. Chi conosce da dove siamo partiti e quanti ostacoli hanno frapposto al nostro cammino rimane impressionato dai risultati raggiunti. Senza soldi, con la sola forza e la sola passione del nostro immenso capitale umano. Ma io come sempre rilancio. L’obiettivo che ci siamo dati è ancora lontano, ma sono certo che lo raggiungeremo. Napoli, infatti, deve essere in vetta anche per efficienza dei servizi. Raggiungeremo anche questo risultato ed anche se continueranno a mettere ostacoli o ad avere condotte di indifferenza quelli che dovrebbero sostenere la nostra città, noi vinceremo le nostre sfide. Non è un risultato incerto questo, è invece un risultato certo perché dalla nostra abbiamo delle prerogative indistruttibili: l’amore per la nostra Terra, la forza necessaria, l’energia infinita, la squadra giusta, l’onesta’, il coraggio, la passione profonda e quel pizzico di follia che aiuta a trasformare i sogni in realtà. Aiutateci anche voi a raggiungere il sogno di una Napoli sempre più capitale del mondo, innanzitutto di umanità.

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Di fronte a tutti i pericoli, di fronte a tutte le minacce, le aggressioni, i blocchi, i sabotaggi, tutti i frazionismi, tutti i poteri che cercano di frenarci, dobbiamo dimostrare, una volta di più, la capacità del Popolo di costruire la propria Storia.
Questo è uno dei messaggi rivoluzionari che il Comandante Che Guevara ha consegnato alla Storia e che vive anche nel più grande murales a lui dedicato che sia stato mai realizzato: l’autore dell’opera è il bravissimo artista Jorit, il luogo è Napoli, Taverna del Ferro, quartiere San Giovanni a Teduccio. Quel pensiero rivoluzionario così forte, potente e vero si contestualizza molto bene con il clima politico ed istituzionale contro il quale abbiamo lavorato e lottato, senza mai mollare, in questi durissimi e splendidi anni nella Città di Napoli. Oggi, inoltre, inauguriamo un altro murales bellissimo di Jorit, dedicato ad Ilaria Cucchi alla quale, ora come allora, ho sempre manifestato totale solidarietà, vicinanza e sostegno politico ed istituzionale per il vile e criminale omicidio del fratello Stefano per il quale si attende ancora verità e giustizia che sono state ostacolate da pezzi deviati dello Stato.
Hasta la Victoria Siempre !

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Per alcuni è il sonno della ragione, per altri il sonno dei sentimenti della vita, per altri ancora entrambi. Solo per rimanere ai tristi eventi degli ultimi giorni: il Ministro Salvini, in nome dell’intero Governo, ha dato l’ordine di deportare tutti i migranti di Riace per distruggere il modello di umanità creato dal Sindaco Mimmo Lucano. I mafiosi collusi con le Istituzioni rimangono senza essere disturbati dal Governo, le vittime delle tratte di esseri umani vengono deportati dallo Stato che dovrebbe proteggerli. Questa è la violenza istituzionale della repressione di Stato. Ma anche diverse amministrazioni comunali non scherzano. È la fotocopia che si affanna a rincorrere l’originale. A Lodi si vieta a 200 bambine e bambini figlie e figli di stranieri di mangiare alla mensa scolastica con le bambine ed i bambini italiani. Atto indegno che ricorda le infami e criminali leggi razziali. A Venezia si formano fisicamente i poliziotti municipali per meglio rincorrere i migranti neri. Non è una competizione olimpionica, ma la caccia al nero. A Firenze si consegnano alla polizia per farle espellere due ragazze che fanno il mimo in piazza: con l’arte di strada metterebbero in pericolo il decoro e la sicurezza pubblica. A Pisa si vieta addirittura alle persone di rimanere sedute in piazza. Noi non possiamo e vogliamo insegnare niente a nessuno, per carità di patria. Del resto Napoli è città di sofferenze ed anche molto bollata dalla propaganda politico-mediatica. Di sicuro, però, andiamo in direzione ostinata e contraria rispetto a questo vento nero dei divieti, dell’insicurezza e della paura. Abbiamo 7 anni fa liberalizzato la possibilità di esercitare l’arte di strada. Prima città in Italia sulla creatività urbana per la street art. Abbiamo consentito a collettività di abitanti di autogestire spazi abbandonati che sono divenuti luoghi di vita. No sgomberi, ma attività dall’elevato profitto sociale e popolare. Abbiamo reso i luoghi della città sempre più ricchi di cultura. L’energia che si respira in città è di orgoglio, rinascita, appartenenza, apertura al mondo. Certo tanto ancora c’è da fare, del resto governiamo senza soldi per colpa dei predatori del passato e dei governi che mettono lacci e vincoli per ostacolare il vero cambiamento, quello dal basso, dai territori. La sicurezza si rafforza chiedendo allo Stato più presenza delle forze di polizia, ma anche riempiendo i luoghi di cultura, attività sociali e sportive, iniziative di intrattenimento. Forse non è frutto del caso se Napoli negli ultimi anni è la città che più cresce per cultura e turismo, forse non è la combinazione di coincidenze se oggi Napoli è terza per start-up giovanili, forse non è un fatto fortuito se in tre anni si sono realizzate in città 400 produzioni cinematografiche e televisive. Il clima di odio, la caccia al nemico, la violenza verbale, fisica ed istituzionale non portano mai nulla di buono. Consolidano solo un clima di regressione, paura, depressione, infelicità. Così come le guerre portano solo distruzione. Odio porta odio, la violenza coltiva sentimenti di vendetta. Questo brutto clima nel Paese non serve per lo sviluppo dell’Italia, non aiuta la crescita degli investimenti, non incoraggia chi lavora ogni giorno tra tante difficoltà, non garantisce un futuro prospero ai giovani, non offre opportunità di lavoro, non consolida cultura e turismo, aumenta l’insicurezza interna ed internazionale. Serve ed è funzionale solo ai detentori del potere di turno per veder crescere il loro consenso personale. Lavorano sulle paure, sulle infelicita’ e sui problemi e la loro medicina è l’antitesi della felicità, è veleno sociale. Se mettiamo in campo, uniti nelle diversità, condotte ispirate alla valorizzazione dei nostri territori, se puntiamo sui beni comuni e sui bisogni concreti degli abitanti del nostro Paese, mettendo al centro i valori di libertà, uguaglianza, giustizia e fratellanza, l’Italia potrà ritornare ad essere un Paese con prospettive future di coesione e prosperità. È con i sentimenti della vita che si costruiscono strade solide, con i sentimenti della morte le strade sono destinate verso tunnel senza via di scampo. A questo vento di odio bisogna contrapporre un vento d’amore, a chi divide gli esseri umani in bianchi e neri, bisogna contrapporre chi vuole unire i popoli del mondo per contrastare i cambiamenti climatici voluti dagli oppressori, a chi se la prende con gli oppressi del mondo e con le vittime delle guerre ingiuste bisogna contrapporre chi ha il coraggio di abbattere gli oppressori. Voi volete costruire un Paese infelice e rancoroso, senza futuro, noi vogliamo provare a costruire comunità in cui possa prevalere l’umanità. La storia è anche adesso, sta ad ognuna ed ognuno decidere che strada intraprendere. Noi abbiamo scelto. Quella della costruzione di un nuovo umanesimo, per sovvertire i rapporti di forza: la giustizia prima della legalità formale, l’essere prima dell’avere, l’uguaglianza prima della ricchezza, la non violenza prima di ogni forma di violenza, le persone prima delle cittadinanze, le libertà prima dei divieti, la solidarietà prima dell’egoismo, il noi prima dell’io, il capitale umano prima di quello economico, l’amore prima dell’odio. Vinceremo, ne sono certo, ma il tempo della vittoria, però, dipende dalla forza, dalla volontà e dalla passione di ogni persona che può scegliere di partecipare a questa rivoluzione copernicana.

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Ai Napoletani e agli abitanti sempre più numerosi che invadete gioiosamente la nostra città, comunico che stiamo facendo un lavoro enorme ed assai proficuo che condurrà a risultati molto concreti, entro la fine di quest’anno, di messa in sicurezza del bilancio del Comune e miglioramento dei servizi della nostra città. L’azione che abbiamo messo in campo, con tutti quelli che con competenza, forza e coraggio ci sostengono da molti anni, è finalizzata a raggiungere risultati assai concreti ed anche a distruggere le forze del male, della pavidità, della viltà, del pilatesco nonsipuotismo, che cercano di impedire il raggiungimento dell’interesse pubblico e del bene comune nella nostra città. Anche nel trascorso mese di settembre ci hanno pesantemente ostacolato con il chiaro obiettivo di colpire la città, i suoi cittadini e chi li amministra per volontà popolare. Hanno però prodotto l’effetto di renderci ancora più forti e coesi anche nei riguardi di quelli che pensano che è impossibile vincere e che sia inevitabile arrendersi. Noi arruoliamo oggi ed anche domani solo lottatrici e lottatori. Chi trova più comodo, soprattutto per difendere il proprio interesse personale, interpretare il diritto in modo conformista e non costituzionalmente orientato, è pregato di desistere. In questo autunno che ci porterà fuori dal tunnel verso la luce, in tante situazioni difficili che alcuni danno per perse e che io considero invece da vincere, non vogliamo accanto esseri umani invertebrati, senza spina dorsale, senza schiena dritta, senza coraggio, senza amore per questa città e per il suo popolo. La sfida di Napoli è troppo bella e grande, non vogliamo costringere nessuno a seguirci nelle nostre lotte, ma nemmeno essere incatenati da nessuno. Questa città deve volare per la libertà e la giustizia. Lo so bene che per amore di questa città, sul piano degli interessi privati personali, si può solo perdere, ma si vince nel combattere per rendere la nostra comunità migliore e per vivere tutte e tutti in condizioni più felici. Ed allora pancia a terra, testa sul collo, passione nel cuore, forza nelle gambe e nelle braccia e nulla sarà impossibile per gli obiettivi che ci siamo prefissi, uno per uno. Rimuovere gli ostacoli è il forte imperativo categorico che ci impone la Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza. Sono ottimista e fiducioso, oserei dire certo, e nonostante il nero che certe volte ci circonda e quasi ci assedia, io vedo i mille colori vincenti della Terra Nostra.

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Un indizio è un indizio, due indizi sono due indizi, più indizi, soprattutto se gravi, precisi e concordanti, sono una prova. La prova è che vogliono mettere in ginocchio la città, distruggere i diritti dei suoi abitanti, fermare la rinascita della città. Napoli e la sua liberazione dal Sistema stanno dando troppo fastidio ai poteri tradizionali. La conoscenza fino al midollo dello Stato, maturata in quindici anni di prima linea di magistratura e sette anni di prima linea di Sindaco di Napoli, mi fanno ritenere che poteri statuali sono ostili per questa città. È una vergogna senza fine quello che ho visto. La città si è liberata, in questi anni, del rapporto tra camorra, corruzione e politica, la città si è liberata dei rifiuti, la città ha liberato enormi energie vitali tanto da essere oggi la città più vulcanica d’Italia per talenti e cultura. L’energia in città è esplosiva e felicemente contagiosa. Proprio perché siamo onesti, autonomi, liberi e coraggiosi ci mettono dure gabbie normative e crudeli vincoli finanziari, ci tagliano trasferimenti, ci impediscono di assumere, ci vietano di fare investimenti, ci pignorano le casse comunali, ci bloccano la spesa, ci applicano sanzioni per debiti non pagati dallo Stato quando, semmai, dovremmo essere risarciti. Ci sommergono di debiti dello Stato risalenti al terremoto del 1980 ed all’emergenza rifiuti da noi cancellata, ed invece di risarcire la città ci bloccano ogni azione. Resistiamo assediati. Ma che senso hanno le elezioni popolari, la democrazia, le autonomie locali, se ad un sindaco, democraticamente eletto, viene impedito, in violazione della Costituzione, di esercitare il proprio mandato ? L’obiettivo dei nemici della città è quello di far piombare la città nel caos, vogliono affamare il popolo napoletano, distruggere i diritti dei cittadini, in nome del pensiero liberista/monetarista dove contano solo i numeri. Basta che le tabelline sono a posto la carne viva della gente può anche morire. Ma i numeri contano a loro uso e consumo, perché se i conti non tornano per colpa di debiti dello Stato, lo Stato se la prende con le vittime e non con il carnefice. La legalità formale – solo apparente – degli apparati statuali è connaturata da una violenza istituzionale inaccettabile, in palese violazione dei principi fondamentali della Costituzione Repubblicana, nata dalla resistenza al nazifascismo. La giustizia e la Costituzione sono però più forti della legge e dei provvedimenti amministrativi e giudiziari che vanno sempre interpretati in maniera costituzionalmente orientata. Chi viola la Costituzione ed attenta ai diritti della città e dei suoi abitanti è contro la giustizia e commette condotte illegittime anche se, formalmente, apparentemente legali. Tra rispettare la tabellina dei numeri, mettersi a posto la coscienza in modo pavido e vile affamando, però, un popolo, noi ci schieriamo dalla parte dei diritti e dei bisogni del popolo napoletano. Tra mettere la pratica a posto burocraticamente e pilatescamente parlando ed, invece, attuare la lotta per i diritti e per la Costituzione la scelta per noi è obbligata e naturale. Ci ribelliamo al sistema ed ubbidiamo alla Costituzione. Siamo sovversivi rispetto al sistema per il ripristino della normalità costituzionale. Vogliono arrestare la rinascita di Napoli, attaccano una città che ha rotto un sistema che mai nessuno prima aveva intaccato, bloccano il funzionamento dei servizi della città, proprio ora che si può attuare in modo forte il miglioramento della qualità della vita con servizi migliori e più efficienti. Dove eravate quando si mangiavano la città e la violentavano in modo indecente ? Oggi attaccate una città viva grazie al suo popolo ed amministrata con le mani pulite. Ci vogliono impedire di governare la città. È una vergogna senza fine. Sono e siamo profondamente indignati. In Italia gli onesti vengono perseguitati, mentre i corrotti vengono premiati. Nonostante la nausea per queste condotte eversive dell’ordine costituzionale, noi non ci omologheremo a questa violenza, del resto le quattro giornate di Napoli ci hanno insegnato proprio che di fronte ai soprusi e alle ingiustizie bisogna ribellarsi. Chi non ha coraggio per questa lotta così dura e difficile si metta in panchina, noi ci fermeremo quando i diritti della città e dei suoi abitanti saranno realizzati e quando sopraffazioni ed ingiustizie saranno sconfitte. Voi ci volete impedire di dare i servizi ai cittadini e ci vorreste domi al dogma del liberismo carnivoro, noi non ci piegheremo mai. Lotteremo da combattenti e con il diritto costituzionale e la forza di un popolo maturo e liberato distruggeremo con la democrazia i nemici di Napoli.

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