Luigi de Magistris
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Luigi de Magistris

PRIMO PIANO

Vedremo che annuncerà il Premier Conte il 20 agosto e come evolverà la crisi che ha portato alla fine del Governo Di Maio/Salvini. Si erano amati, baciati, sposati, Di Maio ha talmente amato Salvini da portarlo dal 17% dei consensi a quasi il 40%. Un capolavoro politico. In piena estate, il sole e il potere hanno dato alla testa a Salvini che decide di sfiduciare Conte. Ma non mette in conto che nell’era dell’uno vale uno si è passati, pur di conservare poltrone & potere, all’era dell’uno vale l’altro. E quindi si ipotizza all’orizzonte niente di meno che un nuovo matrimonio, tra 5S e PD, si erano tanto odiati, schifati e diffamati a vicenda, ma ora si ameranno perché il Paese ha bisogno di loro. Così passeremo al secondo capolavoro politico di Di Maio, quello di riesumare Matteo Renzi. Dal vangelo 5S il secondo Matteo. Dopo il primo, il secondo. Se qualcuno si trova nella fase della sepoltura politica vada da Di Maio che pare abbia delle sorprendenti doti taumaturgiche. Al di là di quello che farà il Parlamento nella sua autonomia, difficilmente si andrà a votare, convergenze di interessi produrranno matrimoni e miracoli politici, una cosa mi sento però di dire con certezza: in questo Parlamento non esiste una maggioranza politica. Per maggioranza politica intendo dire convergenza sul programma con cui dare sviluppo e prosperità al nostro Paese. Qualsiasi maggioranza verrà prodotta in questo Parlamento avrà talmente tante contraddizioni al proprio interno che spianerà la strada al peggior salvinismo di ritorno e, quindi, alle destre più eversive e violente. Allora cominciamo a mettere a terra un programma su cui costruire convergenze e alleanze prima del voto. Mettendosi insieme prima e non dopo per mere ragioni di poltrone e potere. Cominciamo ora per essere pronti, al momento giusto, per vincere e governare in piena attuazione della Costituzione. Governeremo con persone coerenti e credibili, che non hanno prezzo, oneste, autonome, coraggiose, oltre che competenti, ovviamente. Anticipo solo alcuni titoli. Le prime tre leggi che approveremo. L’acqua pubblica italiana, modello Napoli. Il primo bene comune della vita è di tutti, nessuno escluso. Poi la legge ossigeno bene comune in cui si delinea il piano strategico con cui l’Italia affronta il cambiamento climatico: economia sulla valorizzazione del verde, riforestazione, difesa dell’ambiente, industria ecologica, mobilità ed energia alternativa. La grande sfida che gli italiani possono vincere, quella di coniugare impresa, lavoro e difesa della natura. La terza legge è sui beni comuni. Anche qui modello Napoli. La valorizzazione dei beni di tutte e tutti a cominciare dai luoghi di autogoverno e autogestione in cui si registrano opere di rigenerazione urbana da parte delle collettività. Le proprietà collettive democratiche producono economia, legalità e lotta al degrado. Stop sgomberi dei luoghi di aggregazione sociale. Favoriremo la democrazia dal basso. Quindi la predisposizione di un piano strategico di messa in sicurezza del nostro Paese che cade a pezzi da molte parti. In questo modo non si dismette il patrimonio pubblico ma si valorizza, le imprese lavorano, in particolare l’edilizia, senza speculazioni, e si creano migliaia di posti di lavoro: priorità con le clausole sociali dei disoccupati dei vari territori e dei giovani inoccupati. Un grande piano di assunzione di giovani in tutti i comparti della pubblica amministrazione e degli enti locali. Uno Stato forte deve garantire servizi con rapidità, snellire burocrazia ed operare con trasparenza. La mia esperienza di magistrato in prima linea e di sindaco di una città assai complessa mi consente di affrontare con la massima determinazione la vera emergenza nazionale: la questione morale. Ministero della Giustizia e Ministero dell’Interno luoghi in cui affrontare ed abbattere il sistema criminale. Rafforzare il potere diffuso della magistratura che deve avere totali garanzie di autonomia ed indipendenza esterna ed interna, ma si porrà fine alle collusioni con altri poteri e logiche di appartenenze opache interne allo stesso ordine giudiziario. Le forze di polizia, che vanno adeguatamente rafforzate, devono garantire la sicurezza nazionale ed internazionale, essere messe nelle condizioni di investigare contro ogni forma di criminalità, a cominciare dalle mafie, e non essere impiegate a migliaia per fare da scudo e pretesto per la politica di turno. Democrazia e sicurezza. Quando arriva l’ordine pubblico e il manganello lo Stato ha già perso. Prioritaria la lotta alle disuguaglianze. Misure fiscali immediate e straordinarie per tassare rendite finanziarie e immobiliari eccessive in maniera da finanziare un piano straordinario per garantire la casa a chi non la ha e per finanziare politiche sociali in grado di tutelare le fasce deboli. L’Italia ha necessità di riconquistare una credibilità internazionale persa. La nostra posizione geopolitica ci consente di assumere un ruolo forte in Europa, per sconfiggere le politiche di austerità portate avanti sinora ed imporre una svolta sulle politiche dell’immigrazione, ed un ruolo fortissimo nel mediterraneo per costruire con i paesi nordafricani e mediorientali un’alleanza per la fratellanza dei popoli per difendere il nostro mare e non metterci gli uni contro gli altri. La politica di cooperazione internazionale e dei corridoi umanitari sconfiggerà trafficanti di esseri umani e la propaganda sovranista. Rafforzare il dialogo con la Russia, che non può essere un avversario dell’Italia e dell’Europa, confermare l’amicizia storica con gli Stati Uniti, ma senza alcuna subalternità. Vogliamo attuare la Costituzione, fino in fondo, il potere come servizio e non come interesse personale, costruiremo un Paese sui valori dell’uguaglianza, delle libertà, della giustizia e della fratellanza. L’Italia deve ritrovare entusiasmo e coesione. Troppo veleno, odio e violenza. Si devono valorizzare le autonomie delle città e dei territori, daremo autonomia forte ai sindaci, anche con fondi europei dedicati. Ovviamente cultura, istruzione e ricerca saranno fondamenta e radice di ogni azione politica. Nulla è impossibile se si opera con amore per le nostre terre. Noi ci siamo, con forza di volontà ed entusiasmo. Lavoreremo per dare finalmente stabilità, sviluppo, con al centro la persona umana, lavoro e giustizia ad un Paese che appare smarrito.

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PRIMO PIANO

Nel pieno di un agosto di fuoco il Governo è scoppiato. Sembra imminente la consumazione definitiva di un’esperienza politica e di governo complessivamente dannosa per la tenuta democratica del nostro Paese. Potrebbe aprirsi la prospettiva di un governo con una nuova maggioranza parlamentare, verosimilmente 5S-PD. Un Governo istituzionale di transizione verso il voto. Vedremo. Nulla è impossibile ai tempi del nulla politico. Saranno i gruppi parlamentari nella loro autonomia ad indicare prospettive. Se il Presidente della Repubblica, garante degli equilibri costituzionali, dovesse ad un certo punto maturare, invece, la scelta dello scioglimento della Camera e del Senato, ritengo sia venuto il nostro momento per candidarci alle politiche. In Parlamento non esistono maggioranze che possano garantire una governabilità solida. Si rischia di passare dal contratto dei separati in casa al contratto degli odiati in casa, se stiamo alle dichiarazioni che si sono consegnati in questi anni M5S e PD. Il Paese è in una fase molto delicata e critica, sono a rischio equilibri democratici, già minati in anni di erosione dei valori costituzionali. Ai 5S riconosco di aver portato nelle Istituzioni un elemento di rottura di equilibri consolidatisi in anni ed anni di ceto politico ricurvo sulla casta; alcuni esponenti di governo pentastellati stanno lavorando per dimostrare di essere altro rispetto al passato. Purtroppo, però, la dirigenza politica del partito ha la responsabilità di aver fatto divenire Salvini il vero capo politico del Governo. Un capolavoro politico consumato per colpa grave, da rasentare il dolo, facendo divenire Salvini l’uomo nuovo della politica, lo hanno ripulito da anni di alleanza storica con Berlusconi, lo hanno portato, divenendone sgabello e spalla, al doppio dei consensi, arretrando, invece, il loro partito al consenso della Lega al momento delle elezioni. Il rischio concreto che senza la costruzione di un’alternativa politica l’Italia venga governata da una coalizione di destra come mai è accaduto nella storia della Repubblica. Salvini si candida ad essere il leader della nuova destra per guidare il Paese. È un uomo che ha fiuto, sa comunicare, sa stare tra la gente, ma anche ai tavoli istituzionali. È sessista, razzista, violento sul piano politico ed istituzionale, tutt’altro che trasparente, men che mai il nuovo nella politica. Si ispira a Mussolini, chiede poteri speciali, abusa di apparati di Stato per farsi vedere come l’uomo forte al comando, gli piace mostrare i muscoli con i deboli, per poi essere un docile agnellino, un maggiordomo di riguardo per tutti i poteri forti che non ha mai contrastato, anzi ne fa parte a pieno titolo. Non ha mai fatto nulla per contrastare corruzioni e mafie, nemmeno da ministro dell’interno. Politicamente, anzi, sdogana truppe di impresentabili. Per sconfiggere Salvini e la sua armata, devono scendere in campo persone coerenti e credibili e programmi forti, chiari ed attuabili, in grado di unire il Paese, nelle sue differenze. Si deve costruire un fronte popolare democratico di liberazione, una coalizione civica nazionale che possa finalmente puntare – dopo oltre 70 anni – all’attuazione della Costituzione. Questa è la sfida. Salvini vuole stravolgere, fino a demolire la Costituzione, il fronte dell’alternativa deve non solo difendere, ma attuare la Costituzione. Quindi la coalizione civica nazionale non può avere nel suo motore quelli che hanno già prodotto l’erosione della Carta e condotto alla deriva autoritaria che stiamo vivendo. Nel Paese ci sono tante risorse. Nei partiti, nei movimenti, negli amministratori locali, nelle forze sociali e in quelle produttive, nelle professioni, nel mondo della cultura e dell’istruzione. Si deve solo partire. Io ci sono. Mi sento pronto e molto carico per costruire l’alternativa e sono contento – se la situazione dovesse precipitare nelle prossime settimane- di partire proprio da sindaco di Napoli. La mia città, con le quattro giornate del 1943, fu la prima in Europa a liberarsi dall’occupazione nazifascista con una rivolta popolare. A capo della riscossa scugnizzi, giovani, donne, anziani. Dobbiamo anche oggi combattere, per gli stessi valori, non con le armi, ma con schiena dritta, coraggio, sguardo lungo, passione, qualità che gli italiani, in determinati momenti storici, hanno dimostrato di possedere. Gli eversori vanno fermati perché la Costituzione si difende costi quel che costi. Ci vogliono nella prima linea combattenti per la giustizia. Quando verrà il momento dello scioglimento delle Camere si dovrà agire ovunque, metro per metro, per costruire alleanze e acquisire consenso, far comprendere la prospettiva visionaria della nostra coalizione. Non può considerarsi un’utopia volere l’attuazione della Costituzione dopo 70 anni. Ci vuole un programma chiaro, in grado di unire. Un manifesto per l’attuazione immediata della Costituzione. Ho tutto in testa. È venuto il momento di unire l’Italia valorizzando tutte le autonomie. Consolidare diritti e libertà individuali. Lottare finalmente contro mafie e corruzioni, la vera emergenza nazionale che questo Governo nasconde. Un Paese che ha le competenze e le eccellenze per coniugare impresa, diritti delle lavoratrici e dei lavoratori ed ambiente. Potenza dello sviluppo mettendo al centro finalmente la persona e la natura. L’Italia dei beni comuni con i fatti e non con le parole. Un Paese che ritrovi armonia, coesione, concordia. Amore contro rancore, odio, violenza. Libertà, uguaglianza e fratellanza. Costruire l’Italia della solidarietà e della giustizia sociale. È tutto molto semplice ma anche così difficile. Come le rivoluzioni. Non possiamo vedere precipitare il Paese nel baratro. Lotteremo, senza sosta, per amore degli ideali in cui crediamo e perché ho giurato da uomo delle istituzioni nella Costituzione nata dalla resistenza al nazifascismo. Con la Costituzione nel cuore e nella testa ho fatto prima il magistrato ed ora il Sindaco di una città mondo. Vinceremo ? Non lo so. Ma se non lottiamo abbiamo già perso. E soprattutto non ci va di lasciare, da spettatori, il Paese in mano ad una destra eversiva oppure ad un ceto politico che ha causato la malattia e che ora, strumentalmente, si vuole proporre come medicina. Sono sicuro che metteremo in campo stupende persone, reti, associazioni, comitati, movimenti, energie. Non posso garantire di non fare errori. Ma come sempre potete essere certi dei nostri valori fondamentali, necessari per coniugare rottura del Sistema e capacità di governo: onestà, autonomia, coraggio, competenza, spirito di squadra, partecipazione dal basso, passione. È il momento buono per unire tante belle esperienze disseminate nei territori italiani. Noi ce la metteremo tutta. Finora abbiamo sempre vinto. Questa, forse, è la sfida più grande. Nei momenti decisivi si deve scegliere dove andare. Ho sempre scelto le sfide che sembravano impossibili. Questa vale la pena viverla. E sento anche che alla fine vinceremo.

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PRIMO PIANO

In questo mese di agosto ci sarà molto lavoro da fare a Napoli. Noi staremo ogni giorno sul pezzo, su ogni questione e vertenza. Napoli va forte, sempre più forte ormai, in Italia e nel mondo, ma tante criticità vanno affrontate ancora, ed alcuni rischi sono dietro l’angolo se si abbassa anche solo per un giorno la guardia. I nemici di Napoli e della gente per bene, dentro e fuori la città, non demordono. C’è chi scommette nel passo del gambero politico, nel ritorno a spettri del passato. Ostacoli, ostruzionismi, minacce, tentativi di ricatto sono all’ordine del giorno, dentro e fuori le istituzioni. Mai dimenticare che noi siamo quelli che hanno vinto e governato contro il Sistema, senza mai cedere al compromesso. Ma il Sistema ci vuole morti, amministrativamente e politicamente parlando. Ma niente paura, siamo all’altezza di ogni prova e supereremo ogni ostacolo, anzi, lo rimuoveremo. Ai napoletani auguro un mese di agosto di armonia, serenità, pace e soprattutto salute. Ai viaggiatori sempre più numerosi nella nostra città un ringraziamento di cuore, da napoletano, per averci scelto. Siamo la città che più cresce in offerta culturale e turistica. Alla nostra squadra del laboratorio Napoli, fatta di tante donne e tanti uomini, chiedo di non mollare mai, perché la rivoluzione per non arrestarsi si deve alimentare con la lotta, il sacrificio, la passione e l’amore. A Napoli dedicherò, con totale abnegazione e passione, anche questo mese di agosto per farvi ritrovare la città sempre al meglio e per superare ogni difficoltà. Io so che con l’aiuto del popolo napoletano, con la stragrande maggioranza dei napoletani, vinceremo ogni sfida. Buon agosto, con il cuore, a tutte e a tutti!

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