A Berlino nel 1989 il popolo buttò giù il muro che divise l'Europa. A Betlemme, ove nacque Gesù, vi sono mura e filo spinato che umiliano il popolo della Palestina. In Medio Oriente i governi occidentali hanno bombardato per controllare il petrolio simbolo delle politiche liberiste. L'Isis, tragico e barbaro effetto collaterale di tanto odio, distrugge vite e cultura. Trump - osannato da Grillo e Salvini - prepara il muro al confine con il Messico e vieta l'ingresso in America di siriani, iraniani, iracheni, africani. Arresta i diversi e propugna gli USA dalla razza pura. Che orrore. Di fronte allo spettro del terrore, alla tristezza della sub-cultura, l'arma vincente è costruire un mondo di fratellanza, uguaglianza nei diritti, giustizia sociale. Un mondo che ha sete e fame di giustizia, in alternativa al baratro, deve costruire ponti di dialogo e di pace. Vanno distrutti i muri, aboliti i confini, realizzate comunità di abitanti in lotta per la difesa della Terra, il nostro bene comune. Vogliono indifferenza, odio, violenza e guerra, opponiamo loro accoglienza, amore e pace. È semplice se ci pensiamo. Ma anche fortemente rivoluzionario e, quindi, difficile, ma possibile, come ogni fatto umano.

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