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Sabato 14 aprile alle 10 noi saremo in Piazza Municipio per manifestare contro il debito illegale, ingiusto ed odioso. Napoli si ribella al debito che non ha mai contratto. Qualche giorno fa, a poche ore dal termine ultimo per l'approvazione del bilancio, si è rischiato il tracollo sociale, economico, finanziario ed istituzionale della nostra Città, non per colpe dei napoletani o di chi l'amministra, ma per colpa di due debiti dello Stato: i commissariamenti post-terremoto (100 milioni di euro, 1981) ed emergenza rifiuti (50 milioni di euro, 2008). Solo grazie ad un miracolo laico abbiamo evitato il dissesto della Città, il terremoto sociale con tagli da macelleria umana (dai salari alla scuola, dalle politiche sociali ai servizi), la privatizzazione di beni di rilevanza costituzionale (acqua, trasporti, ambiente), la svendita del patrimonio storico della Città. Ci hanno provato con cattiveria. Napoli non può più stare sotto un attacco così violento da un punto di vista politico ed istituzionale. Abbiamo sventato l'assedio che rischiava di compromettere quanto di incredibile si è costruito in questi ultimi anni. Non si tollera l'autonomia e la rinascita della Città contro il sistema. Siamo disposti a pagare per le nostre azioni ed omissioni, ma non per le azioni ed omissioni di chi ha devastato nei decenni passati la Città. il debito ingiusto di commissariati di stato noi non lo paghiamo. La Giustizia dovrà vincere contro una legalità formale così violenta ed ingiusta. Non sarà la Città a pagare ulteriori prezzi, abbiamo già dato. Lotteremo fino alla fine, senza mai mollare e vinceremo questa battaglia che è giusta e sacrosanta. E' importante la forza e la potenza del popolo napoletano. Da Napoli è partita la prima grande mobilitazione nazionale sul debito ingiusto che non potrà che essere condivisa da altri Comuni e territori. Sarà il popolo napoletano a dimostrare che la nostra autonomia, la nostra dignità, il nostro orgoglio, non sono in vendita. Il nostro bene comune è legato alle nostre vite. Lottiamo per conquistare i nostri diritti. Napoli non si vende e non l'avrete mai. La nostra sofferenza, la nostra indignazione, la nostra energia, la nostra forza, la nostra passione rimuoveranno tutti gli ostacoli che si frappongono al raggiungimento del risultato. E' una battaglia per i bisogni, per i diritti. E' una lotta giusta per evitare tragedie sociali ed ingiustizie profonde. E' cominciato il contrattacco finale ed il risultato non potrà essere la sconfitta, ma nemmeno il pareggio: ci arresteremo solo quando avremo vinto. Partecipa anche Tu, partecipate anche Voi alla conquista dei nostri diritti, alla vittoria finale. Con un grande NOI capiranno che sono finite per sempre le stagioni in cui Napoli ed i napoletani si potevano tenere al guinzaglio. Napoli è libera e va liberata da queste gabbie per una condanna che non ci appartiene, la Città è la vittima, non la responsabile. No al debito con cui ci volete seppellire ! La nostra voglia di libertà, la nostra sete di giustizia, la nostra gioia di vita seppelliranno il vostro debito !

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Napoli nelle festività pasquali è stata invasa da milioni di persone con gioia nel cuore e amore per la Città. Questo è il frutto di chi ha creduto nel riscatto e nella potenza di Napoli anche quando in pochi ci credevano dopo che alcuni ne avevano massacrato immagine ed identità. È solo l'inizio, la forza di Napoli e dei napoletani - con l'aiuto dei tantissimi turisti innamorati di Napoli - ci porteranno in vetta e ognuno potrà vivere con la bellezza della nostra Terra. Non molleremo mai, l'amore per Napoli sconfiggerà anche i nemici della Città. Grazie Napoli, nascere qui è un dono, vivere qui è una scelta che vale una vita.

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Sabato alle 22.30, vigilia di Pasqua, abbiamo approvato in Giunta il bilancio di previsione 2018 del Comune. E' stato un lavoro durissimo, quasi impossibile. Sui conti del nostro Comune, già falcidiati da tagli per oltre un miliardo di euro, bloccati da gabbie normative e vincoli finanziari, hanno scagliato contro come meteoriti istituzionali due debiti dello Stato a gestione commissariale: uno di circa 100 milioni per un debito post-terremoto 1980 vantato dal consorzio CR8 ed uno di circa 50 milioni per il debito UTA derivante dall'emergenza rifiuti. Quest'ultimo beffardo se si pensa che la nostra amministrazione è quella che ha eliminato subito l'emergenza rifiuti distruggendo anche il sistema fondato sui rapporti tra camorra, affari e politica.La Città già paga la tassa sui rifiuti al massimo per gli anni dell'emergenza rifiuti, ora ci fanno pagare anche il debito del commissariamento. Il debito del terremoto è ancora più clamoroso. Lo Stato non paga il debito per i lavori post-terremoto del 1980, il creditore pignora le casse del Comune e non quelle del Governo, le nostre casse vengono bloccate per un anno, siamo costretti a pagare gli interessi per non morire, la Corte dei Conti applica una sanzione, in maniera infondata ed illogica, pari al valore del debito - circa 100 milioni - non allo Stato, ma al Comune ! Le vittime dell'usura di Stato vengono anche condannate, a pagare due volte + interessi. Ma non è finita qui. Ad appena 48 ore dalla scadenza del termine perentorio per approvare il bilancio in Giunta - pena lo scioglimento del Consiglio Comunale, la decadenza del Sindaco e l'arrivo di un altro Commissario - la Corte dei Conti ci notifica le motivazioni della Sentenza. Ancora una volta con un contenuto senza precedenti. Sempre a Napoli. Non entro ora nel tecnico per non appesantire la lettura, ma già fare un bilancio era impresa assai ardua, dopo la notifica delle motivazioni appare impossibile, o quasi. I vertici amministrativi del Comune, unitamente al mio Capo di Gabinetto, il Colonnello Auricchio, vengono nel mio Ufficio e mi prospettano quattro scenari, uno più drammatico dell'altro. il primo: gli effetti della sentenza sono quelli di provocare lo scioglimento del Consiglio Comunale, il bilancio non si riesce a chiudere, o comunque ci proveremo, mi dicono, ma il prezzo sarà altissimo. Il secondo: dichiarare il dissesto. Si congelano le procedure esecutive dei creditori, ma gli effetti sono devastanti: blocco di tutto, arretramento dello sviluppo della Città. Il terzo: per provare a fare il bilancio dobbiamo tagliare spese fondamentali e vendere gioielli della Città. Tra i tagli, nel foglio lacrime e sangue che mi sottopone il bravissimo Ragioniere del Comune, trovo l'eliminazione della refezione scolastica da settembre, il dimezzamento delle spese per il welfare, la contrazione del salario ai lavoratori, altra sequela di macelleria sociale.Oltre la vendita di beni monumentali ed anche lo stadio San Paolo. Il quarto: per evitare la macelleria sociale l'alternativa è la messa in liquidazione dell'azienda del trasporto pubblico ANM in quanto la funzione spetta alla Regione Campania e data la situazione drammatica non possiamo più sostenere il peso economico del nostro enorme contributo. Il quadro è drammatico. Non si deve perdere lucidità, nè lasciarsi andare alla depressione o alla rabbia, mi assumo, quindi, la responsabilità, da comandante della nave in tempesta forza 10, di far predisporre il bilancio in quanto grida vendetta andare in dissesto per un debito del 1981; di non praticare la macelleria sociale in quanto la Città, il popolo napoletano e, soprattutto, i più deboli non possono subire questa ingiustizia per colpa dello Stato. La soluzione che sembra prefigurarsi, nelle prime ore del countdown, è quella di far espletare alla Regione la funzione del trasporto che per legge le compete. Napoli è l'unica Città italiana che paga un contributo sul trasporto pubblico pari a quello della Regione, quando in Lombardia, Piemonte e Lazio - con capoluoghi ben più ricchi - grava il peso economico soprattutto sulle Regioni. Ma non mi voglio rassegnare, fa rabbia rinunciare alla nostra azienda che stiamo provando, tra mille difficoltà, a rilanciare. Siamo tutti al lavoro, senza un attimo di sosta ed alle 3 del mattino - nella notte tra venerdì e sabato - il miracolo laico. Grazie alla grande squadra che si è formata in questi anni al Comune riusciamo a realizzare il miglior bilancio possibile in condizioni proibitive. Un bilancio per l'anno 2018 senza tagli, senza mettere in liquidazione ANM, senza cedere i gioielli della Città, anche se costretti a mettere a garanzia per l'usura di Stato alcuni immobili che faremo di tutto per non vendere se si creeranno determinate condizioni amministrative, giuridiche e normative alle quali dobbiamo lavorare. E' ormai evidente che la Città in questi anni è stata attaccata più volte da settori della politica e delle Istituzioni. La politica che il voto popolare ha cacciato dal'amministrazione della Città, dandomi l'onore e l'onere di guidare Napoli che amo senza limiti, non ha mai accettato di non poter più mangiare e fare affari. Ci vogliono fare fuori da sette anni. Fanno ancor più male, però, alcuni proiettili istituzionali, taluni dei quali anche perfidi, particolarmente ingiusti ed inaccettabili. Abbiamo superato il limite della sopportazione istituzionale. L'ingiustizia e la cattiveria con cui si sta attaccando la Città, il suo popolo - in quanto sugli abitanti ricadono gli effetti delle ingiustizie - e chi ha il diritto di amministrarla senza essere costantemente bersaglio di armi non convenzionali, devono trovare immediata riparazione. A chi ci vuol far morire con violenza politica e/o istituzionale senza precedenti in Italia - nessun Comune si tenta di far cadere usando un debito di cento milioni dello Stato del 1980 - risponderemo non con la loro violenza istituzionale e con la loro ingiustizia, ma con l'amore per la nostra Città e con la ribellione democratica alle ingiustizie. La legalità formale del potere costituito intriso di ingiustizia è solo un avvelenamento lento, ma mortale, della democrazia. Con gli arnesi delle officine di un potere formale senza Giustizia e contro Costituzione si è arrivati ad un passo da far crollare istituzionalmente, socialmente ed economicamente la terza Città d'Italia, dopo quello che Napoli - senza soldi - sta facendo per il Paese: dalla lotta alla corruzione e alla mafia, dalla cultura al turismo, dai giovani alla sua economia. La lotta si arresterà appena sarà eliminata questa vergogna senza fine del debito storico che non appartiene a questa Città e che non è stato contratto dal suo Popolo o dai suoi rappresentanti, non appena avremo la certezza che la sanzione non sarà applicata oppure che verranno eliminati tutti gli effetti, solo quando Napoli potrà godere di quelle condizioni di giustizia, parità ed imparzialità di cui finora non ha beneficiato. La pazienza è finita, ora metteremo in campo tutte le azioni necessarie - nessuna esclusa - perchè in queste ore ho visto davanti ai miei occhi sfilare le vittime della macelleria sociale ed economica a cui volevano condannarci per colpe di altri e per distruggere una Città che, finalmente, si sta riscattando con onestà, orgoglio, passione, umanità e forza. Con i suoi errori, ma con le mani pulite. Questa battaglia si vincerà soprattutto grazie all'unità del Popolo napoletano. Sono certo che uniti vinceremo. Abbiamo fatto un lavoro immane in queste ore, siamo stremati, ma sono fiero della nostra squadra. Adesso, tutti insieme, nessuno escluso, per combattere la battaglia democratica per conquistare - presso il Parlamento, il Governo e la Regione - i nostri diritti.

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Pace
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In questi giorni che si evocano tanto Gesù, la Pasqua, la Terra Santa, la salvaguardia del creato, la via crucis, la resurrezione, i bambini del mondo....da laico, credente nell'amore eterno, imploro affinché la tenerezza senza confini di questo bambino - che difende la sua Terra da chi la violenta occupandola - abbia la forza di disarmare le vostre armi ed armare i vostri cuori di un briciolo d'amore.

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No al Debito Cr8
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Dopo sette anni di tagli, di leggi ingiuste, di gabbie finanziarie e di attacchi alla Città nelle ultime settimane si sono abbattuti su Napoli con ingiustizia e violenza due macigni istituzionali che rischiano di compromettere gravemente il consolidamento della rinascita della nostra comunità. Si tratta di due debiti storici dello Stato di cui i napoletani non hanno alcuna colpa.

Un debito di circa 100 milioni (CR8) del commissariato post-terremoto risalente al 1981 ed un debito di circa 50 milioni (UTA) del commissariato emergenza rifiuti risalente a dieci anni fa.

Ora che Napoli, con onestà e coraggio, si è liberata da commissariamenti ed emergenza rifiuti vogliono farci pagare, con ingiustizia profonda e con violenza, debiti storici, ingiusti ed illegali. È necessario ribellarsi alle ingiustizie che sono un attacco ai diritti della Città e del suo Popolo! Si deve ottenere l'eliminazione di questa ingiustizia che rischia di soffocare la Città. Se Governo e Parlamento - che hanno gli strumenti normativi per intervenire - non elimineranno rapidamente questa ingiustizia la Città dovrà sottrarre 150 milioni ai servizi con danni incalcolabili per la nostra Comunità. La Città resisterà, ma ingiustamente vedrà, in un bilancio già povero, la sottrazione di risorse necessarie per i bisogni delle persone e per i diritti costituzionali.

Nessuno può rimanere indifferente in quanto i danni di questa ingiustizia clamorosa ricadono su tutta la comunità napoletana, su tutti Noi!
La mobilitazione e la partecipazione popolare a questa lotta per i diritti e per la Giustizia saranno determinanti per la Vittoria.
Sii protagonista e partecipa anche Tu alla manifestazione contro il debito ingiusto ed in difesa della Città sabato 14 aprile alle ore 10.00 in Piazza Municipio

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Napoli panorama
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Il peso della Città è una croce, grande e pesante, che portiamo con fatica, resistenza, forza, dignità, passione ed orgoglio. Per amore di Napoli. Non aver mai mollato, anche con la schiena piegata ma mai spezzata, ha consentito la rinascita di questa Città. Stiamo vincendo tanti campionati - turismo, cultura, talenti, imprenditoria giovanile, avamposto nella lotta a mafie e corruzioni - ma c'è chi non smette mai di lavorare - con subdoli e perfidi mezzi politici ed istituzionali - per farci ritornare in serie B, facendoci ripiombare negli anni bui. Il Sistema sconfitto duramente dal popolo napoletano e dal lavoro della nostra amministrazione vuol arrestare la potenza di Napoli scagliandoci un attacco micidiale al quale è difficile resistere: il meteorite istituzionale improvviso del debito ingiusto di 150 milioni del dopo terremoto e dell'emergenza rifiuti. Ci attaccano volendo farci pagare per evidenti responsabilità di altri. Quelli che hanno distrutto negli anni passati la Città ed il suo popolo cercano di tornare come fantasmi. I fantasmi vanno respinti con una lotta fortissima. Stiamo lottando ormai senza più rifornimenti, senza armi, senza viveri. Ovviamente non molleremo mai e Napoli non sarà sconfitta, ma abbiamo bisogno dell'unità popolare e del sostegno dei napoletani. La Città deve farsi sentire con il Parlamento ed il Governo affermando che tutto questo è ingiusto, illegale e contro la Città. È tanta in questi giorni la rabbia, l'indignazione, così come fortissima ed indomita è la reazione che abbiamo messo in campo. Non molliamo mai perché siamo la Città della Resistenza, perché stiamo dalla parte del giusto e perché crediamo nella riscossa e nella vittoria. La nostra lotta che non può che condurci a vincere quest'altra battaglia la vogliamo dedicare a chi soffre assai e meriterebbe una Pasqua diversa: alle migliaia di bambini della Siria che muoiono nel silenzio e nella complicità dell'ordine costituito mondiale, alle partigiane e ai partigiani che combattono ad Afrin assediata dall'esercito turco a cui l'unione europea concede miliardi di euro per costruire mura di respingimento, a coloro i quali vengono ancora incriminati per il "reato di solidarietà " per avere salvato dalla morte i rifugiati nel mar mediterraneo, al poliziotto francese che eroicamente si è fatto ammazzare dai terroristi dell'Isis per salvare vite innocenti, alle donne e ai ragazzi vittime della violenza, ai politici catalani arrestati per le loro idee. La dedichiamo anche a tutti quelli che fanno la rivoluzione governando senza cedere al compromesso morale e a coloro i quali hanno il coraggio di non accettare i voti di chi in un Paese normale dovrebbe stare in galera. La nostra lotta - spesso a corpo nudo, senza armi - è per i diritti del nostro popolo, per la giustizia sociale, per l'uguaglianza. È iniziata un'altra settimana decisiva per la nostra Città e noi, come una grande squadra, con umiltà e determinazione, con infinita passione, lotteremo per vincere sapendo che nella partita napoletana esiste un solo risultato.

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La partita del debito minuto per minuto. La settimana scorsa abbiamo vinto il primo tempo. Il colloquio telefonico con il Presidente del Consiglio Gentiloni, le sue parole chiare e precise, l'esito del tavolo tecnico ai massimi livelli a Palazzo Chigi tra Governo e Comune di Napoli, hanno aperto la strada per l'eliminazione totale del pignoramento delle casse del Comune. Mancano solo gli ultimi adempimenti burocratici da parte del Governo e la formalizzazione dell'accordo. Fondamentale per la vittoria del primo tempo è stata la mobilitazione popolare napoletana - compresa la straordinaria manifestazione a Montecitorio di febbraio -, la potenza che oggi ha la nostra città, la credibilità della nostra azione di governo. Non ho difficoltà a riconoscere che Gentiloni è stato leale e che con il suo governo abbiamo raggiunto obiettivi storici che mai era accaduto con i governi precedenti. Ma con nettezza debbo affermare che sul debito CR8 un anno di assedio a cui ci hanno costretto è stato un tempo troppo lungo. La ragnatela messa in campo per soffocarci è stata micidiale. Napoli e la sua gente devono sapere che scientemente - con i perfidi strumenti di una certa legalità formale - c'è chi ha operato per utilizzare il debito storico, illegittimo ed ingiusto per annientare la città, farci andare in dissesto e fermare la rivoluzione napoletana. La distruzione per favorire interessi particolari contro gli interessi generali della Città e del suo popolo. Ho le prove e, quindi, non taccio! Io so, avrebbe detto Pasolini. Non hanno raggiunto l'obiettivo perché non abbiamo mai smesso di difenderci e combattere per la Città ed il suo popolo. L'eliminazione del pignoramento evita il crollo sociale ed economico della città. Ma non basta. Al danno enorme già fin qui causato alla nostra Città si sono aggiunti beffa, paradosso ed ingiustizia senza precedenti nella storia della Repubblica Italiana. La Corte dei Conti, infatti, per il mancato pagamento del debito da parte dello Stato per il commissariamento post-terremoto ed il commissariamento rifiuti infligge al Comune di Napoli una sfilza di pesantissime sanzioni - a decorrere dal 2019 - tra cui quella di pagare un uguale importo per il debito non pagato. Quindi dovremmo dare allo Stato circa 150 milioni di euro per i debiti che lo Stato non ha pagato in tempo. Siamo i danneggiati e le vittime ma paghiamo come se fossimo i colpevoli. La più feroce delle ingiustizie. Ed è per questo che dobbiamo vincere il secondo tempo e, quindi, il campionato. Si devono, in particolare, inertizzare le sanzioni che affosserebbero la Città, in quanto ci costringerebbero a togliere risorse per i servizi essenziali, per le politiche sociali, per la scuola, per tutto. Ed è per questo che tra le tante iniziative che si metteranno in campo abbiamo previsto una giornata di mobilitazione cittadina contro il debito ingiusto a piazza Municipio la mattina del 14 aprile. In questi giorni auspichiamo tanti incontri in Città in cui si spieghi la partita in gioco ed il rischio che corrono i napoletani sulla loro pelle. Da Piazza Municipio verrà dato, ci auguriamo, un mandato popolare forte ad un'ampia delegazione, che mi candido a guidare, che si recherà nella settimana successiva a Roma per incontrare deputati e senatori di tutti i gruppi politici affinché si mettano in campo immediatamente tutte le azioni per fermare il veleno sociale del debito illegale. Governo e Parlamento hanno gli strumenti per intervenire e lo dovranno fare. Abbiamo, nel frattempo, attivato l'audit pubblico sul debito del Comune di Napoli ed in piazza porteremo anche il cancro finanziario dei derivati (altra pagina buia della politica che per primi a Napoli abbiamo distrutto). Se non si vince questa partita decisiva sarà quasi impossibile migliorare i servizi della nostra città, la qualità della vita, mantenere pubblici tutti i servizi essenziali, resistere ad oltranza. Attaccano con un assalto violento ed infingardo la Città anomala, la Città che non ha privatizzato i servizi di rilevanza costituzionale, che unica in Italia ha l'acqua pubblica, che non ha licenziato nessuno, che ha scassato il sistema dei rifiuti che ancora alberga in altri importanti palazzi istituzionali, che ha internalizzato anche il patrimonio, che ha cacciato corrotti e mafiosi, che si regge su capitale umano, connessione popolare, passione, amore per Napoli. Con i nostri limiti, difetti ed errori, sia ben chiaro. Noi, comunque, non cederemo mai. Ma basta solo resistere ad oltranza! Con la vittoria sarà tutto più forte e veloce. È determinante l'unità popolare. Da Napoli, poi, vorremmo portare nelle nostre lotte i Comuni d'Italia che soffrono - soprattutto al Sud, ma non solo - e le masse popolari soprattutto più deboli dei nostri territori che sono le prime vittime della macelleria sociale. Questa è la lotta madre più importante contro le disuguaglianze e le ingiustizie. Nessuno, dall'interno delle Istituzioni, ha mai avuto la forza ed il coraggio di iniziarla. È l'attacco al cuore del crudele potere oligarchico liberista, fatto di finanza ed ordine costituito. Noi dichiariamo guerra a queste ingiustizie che massacrano tanti diritti tra cui il diritto alla felicità, soprattutto delle persone più fragili. È una dura, grande e difficile lotta di liberazione. La combatteremo come sappiamo fare, pacificamente, con le armi del cuore, con idee, onestà, forza, determinazione, coraggio, passione. NO AL DEBITO INGIUSTO, NAPOLI LIBERA : questo sarà lo striscione esposto sui balconi di Palazzo San Giacomo che vi accoglierà a Piazza Municipio.

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Sono troppo indignato in questi giorni. Non riesco a trovare pace per questa ulteriore ingiustizia che si è abbattuta come una pietra istituzionale sulla nostra Città. Ho ereditato sette anni fa una città sostanzialmente in dissesto: senza soldi, sommersa da debiti, invasa dai rifiuti, profondamente depressa, travolta dalla questione morale e dall'intreccio tra affari, politica e camorra. Ci siamo caricati una croce quasi impossibile da sopportare. Tra le infinite cose che abbiamo dovuto affrontare abbiamo lavorato tantissimo sulla finanza locale, sui conti, sui bilanci. Più superavamo ostacoli e più ce li mettevano. Come un video gioco istituzionale crudele. Per far male a noi, alla città, ai suoi abitanti. Per farci andare in dissesto, senza avere il coraggio di ammetterlo. Hanno cambiato leggi mutando le carte in tavola, hanno tagliato trasferimenti, messo gabbie normative e finanziarie, ci hanno impedito di assumere, di investire, di amministrare. Non abbiamo mai mollato, perché amiamo Napoli e sappiamo di essere dalla parte della Giustizia e della legalità costituzionale. Abbiamo eliminato consulenze esterne, tutti gli sprechi, le spese inutili. E quando ormai non sanno più come diavolo fare per fermare la rivoluzione napoletana, sapendo che finalmente possiamo accelerare avendo risanato i conti, ti fanno cadere addosso due meteoriti istituzionali. Il primo meteorite è un debito di circa cento milioni contratto dallo Stato nel 1981 con il commissariamento post-terremoto (cd. CR8). Il secondo meteorite è un debito di circa sessanta milioni del commissariamento dello Stato sull'emergenza rifiuti di circa dieci anni fa (cd. UTA). Il primo debito ha già prodotto da un anno il blocco delle casse del Comune di Napoli con il pignoramento operato dal creditore. Andiamo avanti, garantendo i servizi minimi, grazie alle anticipazioni di cassa con cui si pagano interessi al tesoriere (che ci guadagna). Per ottenere un parziale sblocco del pignoramento al fine di non morire abbiamo anche anticipato una parte del debito dello Stato. Il Governo si è impegnato per giovedì, dopo mesi e mesi di incontri, scontri e lotte (da ultimo in piazza a Montecitorio), ad intervenire affinché si possa definire la questione del debito e del pignoramento. Vediamo se è la volta buona. Ma non finisce qui perché nel frattempo la Corte dei Conti - per questi debiti che non ci appartengono per nulla e che correttamente abbiamo gestito nel redarre il bilancio in contestazione - ci applica, con un provvedimento infondato ed ingiusto, la sanzione. Avremo, quindi, un taglio dei trasferimenti pari alle somme che lo Stato non ha pagato per i due debiti. Quindi dobbiamo pagare noi allo Stato la somma che lo Stato non ha pagato. È il gioco delle tre carte sulla pelle dei cittadini napoletani. Poi ci saranno anche altre sanzioni, tutte da applicarsi nel 2019: divieto di fare investimenti, divieto di assumere ed altro ancora. Noi che abbiamo ripulito la città dai rifiuti, dalla politica inquinata, dai bilanci truccati, dobbiamo pagare per debiti dello Stato contratti nelle due stagioni più permeate dall'intreccio affari, politica e camorra: il post-terremoto e l'emergenza rifiuti. Come a dire che i ladri rimangono impuniti e le guardie pagano. Un mondo alla rovescia. Una ingiustizia enorme e violenta. La politica delle mazzette e delle collusioni opera impunita (allora come ora, vedi inchiesta fanpage) e noi che puliamo le istituzioni dobbiamo pagare. Hanno sporcato Napoli con i rifiuti ed oggi ci fanno pagare la sporcizia materiale e morale che noi abbiamo pulito con le nostre mani provate, come i nostri corpi, da lavoro e fatica. È una vergogna senza fine. Questi sono i fatti, sinteticamente illustrati perché ci sarebbe tanto altro da aggiungere. Non credo siano tutte coincidenze. Ma questa è un'opinione, fondata però su fatti e, quindi, non è un'illazione. Gli obiettivi da raggiungere subito sono due. Eliminazione immediata del pignoramento perché siamo rimasti senza acqua, pane ed ossigeno. E su questo fondamentale è l'impegno che si è assunto il Presidente del Consiglio. In settimana si deve chiudere questa partita. Secondo obiettivo: necessaria una legge sul debito storico, illegittimo ed odioso nei confronti della popolazione. Non possiamo pagare sanzioni incostituzionali ed ingiuste. Ci vuole una legge, subito. Parte, quindi, una mobilitazione senza precedenti con azioni che stiamo preparando affinché il prossimo Parlamento intervenga immediatamente a sanare una ferita che rischia di costare sangue sociale a cittadini incolpevoli. Si incide sulla pelle viva dei cittadini, sui bisogni, sui diritti. Non lo consentiremo. Togliere circa 150 milioni dal bilancio dall'anno 2019 significa non poter offrire servizi migliori agli abitanti della nostra città. È un macigno in grado di produrre una macelleria sociale diffusa e profonda. Non si rischia il dissesto formale solo perché abbiamo realizzato in sette anni azioni senza precedenti per mettere in sicurezza il Comune. Perché vogliono far pagare - con questo ennesimo assalto - alla nostra città, ai napoletani e a chi la governa un prezzo così manifestamente ingiusto ed odioso per debiti di quaranta e dieci anni fa? Credo che tutti hanno capito. Abbiamo rotto il Sistema e la Città è arrivata troppo in alto senza soldi e con ostacoli altissimi e durissimi. Hanno il timore che saliamo in testa volando sempre più in alto. Se ti attaccano con questa violenza scatta il diritto alla resistenza, se vogliono colpire ed affondare una città, i suoi abitanti ed i suoi rappresentanti democraticamente eletti scatta anche il diritto al contrattacco. Lotteremo fino a quando sarà necessario per un unico risultato: la Vittoria!

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Scrivo questo post poco prima delle 23 di domenica ad urne ancora chiuse e ne programmo la pubblicazione su fb alle 8 di lunedì. Non so chi governerà, vedremo. Nasce una nuova legislatura, con parlamentari che sederanno in scranni che hanno fatto la storia del nostro Paese, nella Camera dei Deputati e nel Senato della Repubblica in cui sono state scritte, dal dopoguerra, pagine belle e pagine indegne. Negli ultimi quarant'anni, a mio avviso, quelle poltrone sono state soprattutto comode e lussuose, protagoniste di una lunga e brutta stagione politica, non certo legislature ricordate in positivo per il progresso della nostra società in maniera costituzionalmente orientata. Certamente le poltrone dei Sindaci, eletti direttamente dal popolo e non con leggi truffa, scottano di più, piene di responsabilità e di pericoli, sono povere, trasudano fatica e sacrifici. Stiamo sempre a contatto con la gente. Certo, anche tra i sindaci ci sono mariuoli, affaristi, incapaci. Dopo sette anni di Sindaco, in una missione ardua, faticosa ed appassionata, auspico che il nuovo Parlamento, finalmente, ponga attenzione ai territori che rappresentiamo, da sud a nord dell'Italia, ai diritti oppressi ed ai bisogni negati, al debito storico ereditato che soffoca ed impedisce la nostra azione. Si legiferi per le persone, per i diritti, per la giustizia, per l'uguaglianza, per la felicità del Popolo. L'Italia ha bisogno di ritrovare coesione democratica, pur nelle profonde diversità, non possiamo consentirci una stagione di rancore profondo, di odio, di indifferenze. L'Italia ha bisogno di democrazia partecipata, di militanza popolare, di profonda onestà e coraggio nella rottura del Sistema, di affidabilità di governo e, finalmente, di attuazione della Costituzione nata dalla resistenza al nazifascismo.

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Assalto al PM

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