Ultimi post

PRIMO PIANO

La partita del debito minuto per minuto. La settimana scorsa abbiamo vinto il primo tempo. Il colloquio telefonico con il Presidente del Consiglio Gentiloni, le sue parole chiare e precise, l'esito del tavolo tecnico ai massimi livelli a Palazzo Chigi tra Governo e Comune di Napoli, hanno aperto la strada per l'eliminazione totale del pignoramento delle casse del Comune. Mancano solo gli ultimi adempimenti burocratici da parte del Governo e la formalizzazione dell'accordo. Fondamentale per la vittoria del primo tempo è stata la mobilitazione popolare napoletana - compresa la straordinaria manifestazione a Montecitorio di febbraio -, la potenza che oggi ha la nostra città, la credibilità della nostra azione di governo. Non ho difficoltà a riconoscere che Gentiloni è stato leale e che con il suo governo abbiamo raggiunto obiettivi storici che mai era accaduto con i governi precedenti. Ma con nettezza debbo affermare che sul debito CR8 un anno di assedio a cui ci hanno costretto è stato un tempo troppo lungo. La ragnatela messa in campo per soffocarci è stata micidiale. Napoli e la sua gente devono sapere che scientemente - con i perfidi strumenti di una certa legalità formale - c'è chi ha operato per utilizzare il debito storico, illegittimo ed ingiusto per annientare la città, farci andare in dissesto e fermare la rivoluzione napoletana. La distruzione per favorire interessi particolari contro gli interessi generali della Città e del suo popolo. Ho le prove e, quindi, non taccio! Io so, avrebbe detto Pasolini. Non hanno raggiunto l'obiettivo perché non abbiamo mai smesso di difenderci e combattere per la Città ed il suo popolo. L'eliminazione del pignoramento evita il crollo sociale ed economico della città. Ma non basta. Al danno enorme già fin qui causato alla nostra Città si sono aggiunti beffa, paradosso ed ingiustizia senza precedenti nella storia della Repubblica Italiana. La Corte dei Conti, infatti, per il mancato pagamento del debito da parte dello Stato per il commissariamento post-terremoto ed il commissariamento rifiuti infligge al Comune di Napoli una sfilza di pesantissime sanzioni - a decorrere dal 2019 - tra cui quella di pagare un uguale importo per il debito non pagato. Quindi dovremmo dare allo Stato circa 150 milioni di euro per i debiti che lo Stato non ha pagato in tempo. Siamo i danneggiati e le vittime ma paghiamo come se fossimo i colpevoli. La più feroce delle ingiustizie. Ed è per questo che dobbiamo vincere il secondo tempo e, quindi, il campionato. Si devono, in particolare, inertizzare le sanzioni che affosserebbero la Città, in quanto ci costringerebbero a togliere risorse per i servizi essenziali, per le politiche sociali, per la scuola, per tutto. Ed è per questo che tra le tante iniziative che si metteranno in campo abbiamo previsto una giornata di mobilitazione cittadina contro il debito ingiusto a piazza Municipio la mattina del 14 aprile. In questi giorni auspichiamo tanti incontri in Città in cui si spieghi la partita in gioco ed il rischio che corrono i napoletani sulla loro pelle. Da Piazza Municipio verrà dato, ci auguriamo, un mandato popolare forte ad un'ampia delegazione, che mi candido a guidare, che si recherà nella settimana successiva a Roma per incontrare deputati e senatori di tutti i gruppi politici affinché si mettano in campo immediatamente tutte le azioni per fermare il veleno sociale del debito illegale. Governo e Parlamento hanno gli strumenti per intervenire e lo dovranno fare. Abbiamo, nel frattempo, attivato l'audit pubblico sul debito del Comune di Napoli ed in piazza porteremo anche il cancro finanziario dei derivati (altra pagina buia della politica che per primi a Napoli abbiamo distrutto). Se non si vince questa partita decisiva sarà quasi impossibile migliorare i servizi della nostra città, la qualità della vita, mantenere pubblici tutti i servizi essenziali, resistere ad oltranza. Attaccano con un assalto violento ed infingardo la Città anomala, la Città che non ha privatizzato i servizi di rilevanza costituzionale, che unica in Italia ha l'acqua pubblica, che non ha licenziato nessuno, che ha scassato il sistema dei rifiuti che ancora alberga in altri importanti palazzi istituzionali, che ha internalizzato anche il patrimonio, che ha cacciato corrotti e mafiosi, che si regge su capitale umano, connessione popolare, passione, amore per Napoli. Con i nostri limiti, difetti ed errori, sia ben chiaro. Noi, comunque, non cederemo mai. Ma basta solo resistere ad oltranza! Con la vittoria sarà tutto più forte e veloce. È determinante l'unità popolare. Da Napoli, poi, vorremmo portare nelle nostre lotte i Comuni d'Italia che soffrono - soprattutto al Sud, ma non solo - e le masse popolari soprattutto più deboli dei nostri territori che sono le prime vittime della macelleria sociale. Questa è la lotta madre più importante contro le disuguaglianze e le ingiustizie. Nessuno, dall'interno delle Istituzioni, ha mai avuto la forza ed il coraggio di iniziarla. È l'attacco al cuore del crudele potere oligarchico liberista, fatto di finanza ed ordine costituito. Noi dichiariamo guerra a queste ingiustizie che massacrano tanti diritti tra cui il diritto alla felicità, soprattutto delle persone più fragili. È una dura, grande e difficile lotta di liberazione. La combatteremo come sappiamo fare, pacificamente, con le armi del cuore, con idee, onestà, forza, determinazione, coraggio, passione. NO AL DEBITO INGIUSTO, NAPOLI LIBERA : questo sarà lo striscione esposto sui balconi di Palazzo San Giacomo che vi accoglierà a Piazza Municipio.

Read More
PRIMO PIANO

Sono troppo indignato in questi giorni. Non riesco a trovare pace per questa ulteriore ingiustizia che si è abbattuta come una pietra istituzionale sulla nostra Città. Ho ereditato sette anni fa una città sostanzialmente in dissesto: senza soldi, sommersa da debiti, invasa dai rifiuti, profondamente depressa, travolta dalla questione morale e dall'intreccio tra affari, politica e camorra. Ci siamo caricati una croce quasi impossibile da sopportare. Tra le infinite cose che abbiamo dovuto affrontare abbiamo lavorato tantissimo sulla finanza locale, sui conti, sui bilanci. Più superavamo ostacoli e più ce li mettevano. Come un video gioco istituzionale crudele. Per far male a noi, alla città, ai suoi abitanti. Per farci andare in dissesto, senza avere il coraggio di ammetterlo. Hanno cambiato leggi mutando le carte in tavola, hanno tagliato trasferimenti, messo gabbie normative e finanziarie, ci hanno impedito di assumere, di investire, di amministrare. Non abbiamo mai mollato, perché amiamo Napoli e sappiamo di essere dalla parte della Giustizia e della legalità costituzionale. Abbiamo eliminato consulenze esterne, tutti gli sprechi, le spese inutili. E quando ormai non sanno più come diavolo fare per fermare la rivoluzione napoletana, sapendo che finalmente possiamo accelerare avendo risanato i conti, ti fanno cadere addosso due meteoriti istituzionali. Il primo meteorite è un debito di circa cento milioni contratto dallo Stato nel 1981 con il commissariamento post-terremoto (cd. CR8). Il secondo meteorite è un debito di circa sessanta milioni del commissariamento dello Stato sull'emergenza rifiuti di circa dieci anni fa (cd. UTA). Il primo debito ha già prodotto da un anno il blocco delle casse del Comune di Napoli con il pignoramento operato dal creditore. Andiamo avanti, garantendo i servizi minimi, grazie alle anticipazioni di cassa con cui si pagano interessi al tesoriere (che ci guadagna). Per ottenere un parziale sblocco del pignoramento al fine di non morire abbiamo anche anticipato una parte del debito dello Stato. Il Governo si è impegnato per giovedì, dopo mesi e mesi di incontri, scontri e lotte (da ultimo in piazza a Montecitorio), ad intervenire affinché si possa definire la questione del debito e del pignoramento. Vediamo se è la volta buona. Ma non finisce qui perché nel frattempo la Corte dei Conti - per questi debiti che non ci appartengono per nulla e che correttamente abbiamo gestito nel redarre il bilancio in contestazione - ci applica, con un provvedimento infondato ed ingiusto, la sanzione. Avremo, quindi, un taglio dei trasferimenti pari alle somme che lo Stato non ha pagato per i due debiti. Quindi dobbiamo pagare noi allo Stato la somma che lo Stato non ha pagato. È il gioco delle tre carte sulla pelle dei cittadini napoletani. Poi ci saranno anche altre sanzioni, tutte da applicarsi nel 2019: divieto di fare investimenti, divieto di assumere ed altro ancora. Noi che abbiamo ripulito la città dai rifiuti, dalla politica inquinata, dai bilanci truccati, dobbiamo pagare per debiti dello Stato contratti nelle due stagioni più permeate dall'intreccio affari, politica e camorra: il post-terremoto e l'emergenza rifiuti. Come a dire che i ladri rimangono impuniti e le guardie pagano. Un mondo alla rovescia. Una ingiustizia enorme e violenta. La politica delle mazzette e delle collusioni opera impunita (allora come ora, vedi inchiesta fanpage) e noi che puliamo le istituzioni dobbiamo pagare. Hanno sporcato Napoli con i rifiuti ed oggi ci fanno pagare la sporcizia materiale e morale che noi abbiamo pulito con le nostre mani provate, come i nostri corpi, da lavoro e fatica. È una vergogna senza fine. Questi sono i fatti, sinteticamente illustrati perché ci sarebbe tanto altro da aggiungere. Non credo siano tutte coincidenze. Ma questa è un'opinione, fondata però su fatti e, quindi, non è un'illazione. Gli obiettivi da raggiungere subito sono due. Eliminazione immediata del pignoramento perché siamo rimasti senza acqua, pane ed ossigeno. E su questo fondamentale è l'impegno che si è assunto il Presidente del Consiglio. In settimana si deve chiudere questa partita. Secondo obiettivo: necessaria una legge sul debito storico, illegittimo ed odioso nei confronti della popolazione. Non possiamo pagare sanzioni incostituzionali ed ingiuste. Ci vuole una legge, subito. Parte, quindi, una mobilitazione senza precedenti con azioni che stiamo preparando affinché il prossimo Parlamento intervenga immediatamente a sanare una ferita che rischia di costare sangue sociale a cittadini incolpevoli. Si incide sulla pelle viva dei cittadini, sui bisogni, sui diritti. Non lo consentiremo. Togliere circa 150 milioni dal bilancio dall'anno 2019 significa non poter offrire servizi migliori agli abitanti della nostra città. È un macigno in grado di produrre una macelleria sociale diffusa e profonda. Non si rischia il dissesto formale solo perché abbiamo realizzato in sette anni azioni senza precedenti per mettere in sicurezza il Comune. Perché vogliono far pagare - con questo ennesimo assalto - alla nostra città, ai napoletani e a chi la governa un prezzo così manifestamente ingiusto ed odioso per debiti di quaranta e dieci anni fa? Credo che tutti hanno capito. Abbiamo rotto il Sistema e la Città è arrivata troppo in alto senza soldi e con ostacoli altissimi e durissimi. Hanno il timore che saliamo in testa volando sempre più in alto. Se ti attaccano con questa violenza scatta il diritto alla resistenza, se vogliono colpire ed affondare una città, i suoi abitanti ed i suoi rappresentanti democraticamente eletti scatta anche il diritto al contrattacco. Lotteremo fino a quando sarà necessario per un unico risultato: la Vittoria!

Read More
PRIMO PIANO

Scrivo questo post poco prima delle 23 di domenica ad urne ancora chiuse e ne programmo la pubblicazione su fb alle 8 di lunedì. Non so chi governerà, vedremo. Nasce una nuova legislatura, con parlamentari che sederanno in scranni che hanno fatto la storia del nostro Paese, nella Camera dei Deputati e nel Senato della Repubblica in cui sono state scritte, dal dopoguerra, pagine belle e pagine indegne. Negli ultimi quarant'anni, a mio avviso, quelle poltrone sono state soprattutto comode e lussuose, protagoniste di una lunga e brutta stagione politica, non certo legislature ricordate in positivo per il progresso della nostra società in maniera costituzionalmente orientata. Certamente le poltrone dei Sindaci, eletti direttamente dal popolo e non con leggi truffa, scottano di più, piene di responsabilità e di pericoli, sono povere, trasudano fatica e sacrifici. Stiamo sempre a contatto con la gente. Certo, anche tra i sindaci ci sono mariuoli, affaristi, incapaci. Dopo sette anni di Sindaco, in una missione ardua, faticosa ed appassionata, auspico che il nuovo Parlamento, finalmente, ponga attenzione ai territori che rappresentiamo, da sud a nord dell'Italia, ai diritti oppressi ed ai bisogni negati, al debito storico ereditato che soffoca ed impedisce la nostra azione. Si legiferi per le persone, per i diritti, per la giustizia, per l'uguaglianza, per la felicità del Popolo. L'Italia ha bisogno di ritrovare coesione democratica, pur nelle profonde diversità, non possiamo consentirci una stagione di rancore profondo, di odio, di indifferenze. L'Italia ha bisogno di democrazia partecipata, di militanza popolare, di profonda onestà e coraggio nella rottura del Sistema, di affidabilità di governo e, finalmente, di attuazione della Costituzione nata dalla resistenza al nazifascismo.

Read More
PRIMO PIANO

La Politica spesso è stata ed è ancora oggi sporca, intrisa di corruttela. Non di rado mafiosa. Molto spesso priva di contenuti. È egoista, finalizzata ad interessi privati, per il potere di pochi contro la fragilità di molti. È anche affarismo, miseria umana. Ma la Politica è stata ed è anche la missione più alta, quella di dedicare la propria vita per il bene comune, per gli altri, per il prossimo. La Politica fatta con onestà, sacrificio e passione ti consuma, ma ti arricchisce, non certo economicamente, ma come essere umano. La Politica è visione, immaginazione, realizzazione, può dare o togliere la vita. La Politica è anche profonda umanità, emozioni, talvolta anche forti. Proprio per questo voglio ringraziare i mille napoletani che ho abbracciato a Montecitorio, in piazza, giunti a Roma - a proprie spese - per difesa ed amore della nostra Napoli. Mentre parlavo dal palco incrociavo sguardi di donne ed uomini che lottano con noi da anni - con passione ed amore - per i diritti, per i bisogni, per la Città. Con questa potente energia raggiungeremo quegli obiettivi necessari per portare la Politica delle mani pulite, del coraggio e del cuore grande nei luoghi in cui è necessario spezzare il legame tra affari, politica, corruzione e mafie. Lotteremo nelle piazze e nei palazzi per scassare il Sistema e portare il popolo al potere contro i poteri che nascondendosi dietro la legalità formale distruggono la giustizia. Vi ringrazio di cuore, mi avete ancora una volta commosso. Siete per me energia di vita e farò di tutto nella mia vita per dare proprio la mia vita per una vita migliore di tutte e tutti.

Read More
PRIMO PIANO

La mattina di mercoledì 21 febbraio saremo a Roma, davanti Montecitorio e Palazzo Chigi, contro le profonde ingiustizie dei debiti - da noi non contratti, nè dalla nostra Città - che lo Stato vuol far pagare alla nostra Terra. Abbiamo le casse del Comune di Napoli ancora bloccate per un debito di circa cento milioni contratto dallo Stato con il commissariamento del terremoto del 1980 e per un debito di circa cinquanta milioni per il commissariamento emergenza rifiuti in Campania degli anni 2000. Fanno pagare a noi, guarda caso, le stagioni della democrazia commissariata. Vogliono mettere il piombo sulle nostre ali, non consentirci di erogare i servizi di cui la Città ha bisogno. Come si fa a governare con la cassa bloccata? Noi abbiamo da sette anni liberato Napoli dai rifiuti, dal Sistema criminale fatto di collusioni tra affari, politica e camorra e ci fanno pagare gli effetti delle politiche scellerate che i napoletani hanno spazzato via con il voto e noi distrutto con il governo dalle mani pulite. È ingiusto ed illegittimo che la nostra Città ed i suoi abitanti debbano subire gli effetti di tutto questo impedendoci di realizzare diritti e soddisfare bisogni. Per questo parte da mercoledì una mobilitazione politica senza precedenti che si arresterà solo quando le ingiustizie di questi debiti non saranno rimosse. Il popolo non può rimanere schiacciato dai debiti di mafie, corruzioni o politiche nefaste fatte in danno del popolo. Ci ribelliamo a tutto questo. Infatti, è compito della Repubblica - quindi anche nostro - rimuovere gli ostacoli alla democrazia. Noi la Costituzione cerchiamo di attuarla ogni giorno ed è per questo che proveremo a rimuovere gli ostacoli - a Napoli, come altrove - di ordine economico che impediscono di attuare uguaglianza e giustizia sociale. È iniziata la madre di tutte le battaglie: quella contro il debito ingiusto, illecito, illegittimo ed odioso. Liberiamoci da queste catene: irrompiamo pacificamente con questa lotta - che parte da Napoli - per i diritti ed i bisogni del nostro popolo

Read More
PRIMO PIANO

Da 7 anni governiamo la Città di Napoli senza soldi, sommersi da pesantissimi debiti ereditati, in affanno finanziario ed economico costante. Eppure Napoli - con una potenza vitale - si è riscattata con il suo stupendo capitale umano, con la passione, con i talenti culturali, con le sue infinite bellezze. Siamo primi in Italia per crescita culturale e turistica. Da gennaio, però, abbiamo nuovamente le casse del Comune bloccate per un pignoramento di un debito risalente al 1981 - terremoto Irpinia - e siamo sotto la clava di debiti mostruosi del commissariamento rifiuti dell'epoca berlusconiana-bassoliniana. Guarda caso mettono a noi il piombo sulle ali per debiti della politica del dopo terremoto e degli affari sui rifiuti. Noi abbiamo bonificato il Comune dalle collusioni politica-affari-camorra, ripulito Napoli dai rifiuti, amministrato con correttezza e trasparenza e lo Stato, per tutta risposta, ci mette sotto assedio. Il Governo nei mesi scorsi ha preso impegni politici ed istituzionali per la risoluzione di tali vertenze - non addebitabili al Comune di Napoli - ma i risultati non arrivano. Con la cassa bloccata uccidete i diritti della Città ed i diritti dei suoi abitanti. Come possiamo garantire servizi migliori alla nostra Città se ci mettete gabbie finanziarie. L'ingiustizia non è più tollerabile. La pazienza non può essere senza limiti. Noi non accettiamo più di pagare prezzi enormi per colpe non nostre e dopo sette anni non tolleriamo più un debito gigantesco che non ci appartiene. A questo punto non bastano più i soli tavoli istituzionali. La Città si sente offesa. Dopo mesi di lunga melina governativa, noi passiamo al contrattacco. La mattina di mercoledì 21 febbraio ci ritroveremo davanti Montecitorio e Palazzo Chigi per chiedere al Governo di intervenire immediatamente con fatti, come da impegni presi. Sarà l'occasione anche per discutere, in piazza, della questione debito che soffoca diritti, territori, bisogni. Da oggi parte l'organizzazione per un evento pacifico, politico, istituzionale, popolare. Per i diritti e per la giustizia. Napoli resiste, come sempre. Siamo stufi delle chiacchiere da campagna elettorale, rimoduleremo la lotta solo quando otterremo quello di cui abbiamo diritto. Che vergogna consentire il pignoramento della cassa della terza Città d'Italia, della capitale del mezzogiorno, per un debito dello Stato di quasi 40 anni fa. Si tratta di azioni chirurgiche, volete toglierci acqua e viveri, ma non ci avrete mai. Siamo pronti, come sempre, a tutti gli scenari per la difesa della nostra Città. Napoli è risorta con il suo popolo e con un'amministrazione dalle mani pulite che lavora senza sosta per amore della città e per i beni comuni, non consentiremo a nessuno di mettere catene e piombo sulle ali della liberazione

Read More
PRIMO PIANO

Il fascista criminale che ha sparato e ferito a Macerata, seminando il terrore, non è un folle isolato, ma il prodotto di un progetto criminale: il ritorno dell'ideologia fascista. La Costituzione e la Repubblica mettono fuori legge le organizzazioni che si ispirano all'ideologia fascista. Eppure chi dovrebbe impedire - avendone l'obbligo giuridico - che operino partiti e movimenti che si ispirano a quella ideologia non lo fa. È inerte. Eppure l'ordine politico costituito fu così solerte - compresi quelli che dovrebbero agire per contrastare le organizzazioni di tipo fascista - ad attaccarci quando dicemmo NO al comizio di Salvini nella Mostra d'Oltremare di Napoli. Salvini è uno dei principali responsabili del clima di odio innescato nel nostro Paese. Noi vogliamo, invece, l'Italia coesa, solidale, giusta, unita nelle autonomie e nelle diversità. Non vogliamo l'Italia degli egoismi e dei razzismi. Le persone sono tutte diverse ma tutte uguali nei diritti e nei doveri. Hanno ripreso anche ad utilizzare il termine razza in maniera irresponsabile, vergognosa. Napoli è città antifascista, medaglia d'oro al valor militare, prima città d'Europa - nelle quattro giornate del 1943 - a liberarsi dall'occupazione nazifascista con una clamorosa ribellione popolare. La Costituzione si attua, non si calpesta. Nella nostra città, ogni giorno, lottiamo per costruire comunità dell'accoglienza, della solidarietà, dell'amore, contro chi semina rancore, odio e violenza. Venerdì e Sabato sono stato a Ponticelli, Miano e San Giovanni per ricordare vittime della violenza camorristica e per sostenere le ragazze e i ragazzi che vogliono far sentire il rumore del loro talento e il fragore della loro voglia di vita rispetto al botto di un colpo di pistola, la cui propalazione mediatica, spesso, è più forte e veloce della potenza dell'amore dei giovani figli di questa terra. La nostra città vincerà - con i tantissimi combattenti della non violenza - la sfida contro le tante forme di violenza e sarà sempre in prima linea contro ogni forma di fascismo.

Read More
PRIMO PIANO

Penelope Cruz è stata accolta a Napoli - nel complesso di Santa Chiara - dalle ragazze e dai ragazzi dell'Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli. L'ho vista affascinata, rapita dalla loro bravura. Ragazze e ragazzi, bambine e bambini bravissimi, talenti naturali che si esprimono grazie a coloro che ci hanno creduto. Sono ragazze e ragazzi difficili, con storie talvolta molto complicate. Con loro c'erano tante mamme. Curzio Malaparte scrisse che donne e giovani furono protagonisti della quattro giornate di Napoli, nel 1943, quando i napoletani cacciarono i nazisti e i fascisti. Adesso dobbiamo completare un'altra liberazione. Napoli è piena di orchestre giovanili, di artisti di strada, di laboratori teatrali, di associazioni e comitati, di movimenti e centri sociali, pullula di talenti. L'esplosione culturale surclassa senza dubbio l'esplosione dei proiettili. A Napoli la rivoluzione culturale è in fase molto avanzata, ma spesso la conoscenza di tutte queste belle storie stenta a sfondare la cappa del silenzio. Manca il racconto di Napoli. Mille concerti, mille spettacoli teatrali, centinaia di produzioni cinematografiche, decine di luoghi liberati dal degrado, migliaia di ragazzi sottratti alla devianza grazie al cuore ed all'impegno dei napoletani, fanno meno notizia di un proiettile. La notizia brutta gira veloce e potente e si alimenta dell'amplificazione strumentale contro la Città. È doveroso e giusto, invece, far sentire soprattutto il fragore della bellezza di queste storie affinché tanti altri ancora arrivino ad emulare le esperienze positive. A Napoli si può scegliere tra bene e male. Il male esiste, ma il bene è più potente. Il bello deve essere sempre più calamita per tanti e prospettiva di prosperità e lavoro. Militarizzare Napoli con la cultura è il migliore antidoto ad ogni forma di violenza e la migliore strada per creare lavoro e realizzare una comunità in cui si possa vivere sempre meglio.

Read More
PRIMO PIANO

Mentre c'è chi parla - senza cervello, senza cuore, in modo rozzo e miserevole - di pericolo per la razza bianca - linguaggio che ricorda le leggi razziali di Hitler e Mussolini - a Napoli ci piace cantare Tutt'egual song' 'e criature, con i mille colori della nostra città. I bambini sono cittadini del mondo e tutti quelli che nascono a Napoli sono napoletani e, quindi, italiani e, quindi, europei, e, quindi, del mondo, luogo che è di tutti, nessuno escluso. Esistono le persone, tutte uguali e tutte diverse, con gli stessi diritti e gli stessi doveri. Senza gerarchie di pelle. Chi nasce nella nostra Terra è italiano, chi non garantisce questo diritto è un nemico della Costituzione. Chi respinge una persona in difficoltà è un egoista, chi aiuta una persona in difficoltà applica la Costituzione Repubblica nata dalla resistenza dei partigiani contro il nazifascismo. In questa settimana si ricordano gli stermini nei campi di concentramento, a cominciare da Dachau. Nei campi di concentramento torturavano e assassinavano, in particolare, ebrei, rom, omosessuali. Impediamo che, oggi, il mar mediterraneo diventi, nella storia, il più grande cimitero, in tempo di pace, di persone sol perché dalla pelle più scura della nostra.

Read More
PRIMO PIANO

La settimana scorsa i bravi e coraggiosi Pubblici Ministeri di Palermo nella requisitoria in Aula nel processo sulla trattativa tra pezzi di Stato e cosa nostra hanno ricostruito alcuni fatti gravissimi ed inquietanti che, doverosamente, vanno ripresi. Paolo Borsellino viene ucciso - il 19 luglio del 1992 - perché aveva compreso le dinamiche stragiste all'origine della strage di Capaci ed anche perché aveva scoperto che mentre uomini dello Stato indagavano nella giusta direzione altri pezzi di Stato trattavano con la mafia. Borsellino sapeva che era arrivato il tritolo ma non si è fermato. Un eroe, un uomo i cui sentimenti ed ideali di giustizia erano più forti della paura. Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola. Nel luglio del 1992 l'allora Ministro dell'Interno Nicola Mancino incontra Paolo Borsellino al Viminale pochi giorni prima della strage. Borsellino - è negli atti - rimane turbato da quell'incontro, ma Mancino - sentito in questi anni nelle indagini e nel processo - ha ricordi vaghi di quell'incontro. Il Pubblico Ministero Nino Di Matteo - magistrato che rischia la vita per i procedimenti penali di cui è titolare ed al quale va la mia più totale vicinanza e solidarietà - parla, nella requisitoria, di omertà istituzionale. Negli anni scorsi - durante le indagini sulla trattativa - Mancino interviene sui vertici del Quirinale interferendo - risulta dagli atti - sulle indagini dei magistrati. Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano. Ci sono riscontri e telefonate inquietanti. Purtroppo non tutto sapremo più perché le intercettazioni telefoniche, su input dello stesso Presidente Napolitano, verrano distrutte. Nella requisitoria emerge uno Stato spaccato a metà: mentre magistrati autonomi ed indipendenti cercano la verità sulla pagina più buia della nostra democrazia degli ultimi decenni, vertici dello Stato frappongono ostacoli alla giustizia. La coppia Mancino-Napolitano l'ho conosciuta bene da magistrato e ne ho sperimentato il loro modo di agire nei confronti della giustizia anche sulla mia pelle. Con esiti che hanno distrutto la mia professione e cambiato per sempre la mia vita, quella di molti miei collaboratori e delle nostre famiglie. Negli anni 2007-2008 Mancino era Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura e Napolitano Presidente della Repubblica e, quindi, Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Svolgevo, all'epoca, le funzioni di Pubblico Ministero presso il Tribunale di Catanzaro. Mi furono scippate due inchieste delicatissime che stavano ricostruendo fatti gravissimi ed inquietanti sui rapporti tra criminalizzata organizzata, politica, istituzioni, economia e massoneria deviata. Il Ministro della Giustizia era Mastella, il quale chiese l'urgente mio allontanamento da Catanzaro e l'incompatibilità con le funzioni di PM. Il Ministro della Giustizia, vertici della Magistratura, Mancino ed il Presidente della Repubblica fermarono, in poche settimane, lavori ed inchieste, che si trovavano nella fase finale e decisiva, che avrebbero disvelato intrecci che coinvolgevano anche vertici dello Stato. Di questo ne ho le prove e non ho taciuto, da umile e determinatissimo servitore dello Stato. Le ho fornite, come prevede la legge, all'autorità giudiziaria competente, la Procura della Repubblica di Salerno. Sono stato verbalizzato per circa cento volte. Abbiamo ricostruito, nel dettaglio, anni ed anni di indagini e processi. Quando finalmente la verità comincia a venire a galla e magistrati autonomi e coraggiosi, in pool, depositano atti e provvedimenti scatta lo tsunami istituzionale che li ferma e li trasferisce in poche settimane. Chi decide di distruggere il percorso verso verità e giustizia condotta dai magistrati competenti per legge? Sempre il Consiglio Superiore della Magistratura, ai cui vertici si trovavano ancora Mancino e Napolitano. Sono rimasti i miei verbali, a cui nessuno ha più voluto dare seguito, dopo la forza distruttrice dello tsunami di Stato. La distruzione professionale di alcuni magistrati ha prodotto danni irreversibili alla giustizia. Ma la Storia non è finita. Negli anni molti di quei fatti criminali sui quali abbiamo lavorato, sacrificando le nostre vite, stanno emergendo. Per quanto mi riguarda, in altre vesti istituzionali, ho portato la stessa sete di giustizia e la stessa lotta per le verità. Dando potere al popolo - che attiverà la rivoluzione culturale necessaria - ed assumendoci ruoli di responsabilità nello Stato - l'alba è sempre più vicina - libereremo lo Stato da mafie e corruzioni affinché si conosca anche il putridume istituzionale che ha infangato la nostra Repubblica. L'Italia merita uno Stato che attui la Costituzione, libero da mafiosi, corrotti e persone che puzzano di compromesso morale e che si fanno scudo di una presunta ragion di stato, che non esiste, ma è solo la copertura dei loro sporchi interessi e miseri affari. Non smetterò mai di indignarmi. Grazie - da cittadino, da ex magistrato, da sindaco - alle donne e agli uomini dello Stato che, comunque e nonostante tutto, non mollano, con onestà e coraggio.

Read More
SHARE

Home