“con l’inchiesta “Why not” si era avvicinato troppo, come già Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ai centri occulti del potere…”
Tra le parole di solidarietà che ho ricevuto sono particolarmente onorato di queste di Salvatore Borsellino. Una persona straordinaria che da 22 anni, assieme al “Movimento delle Agende rosse”, si batte per la ricerca della verità sulla morte di suo fratello ed al quale, nel 2012, avevamo dato la cittadinanza onoraria di Napoli.

“Con l’inchiesta “Why not” si era avvicinato troppo, come già Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ai centri occulti del potere, ma a lui era stata riservata un’altra sorte, non la morte, quella riservata a tanti altri magistrati che fino all’ultimo avevano mantenuto fede al proprio giuramento, non la strage che provoca l’orrore e la reazione dell’opinione pubblica, ma la delegittimazione e l’avocazione delle inchieste.
Per lui, perché non uccidessero un altro giudice ed in maniera quasi peggiore, per un vero magistrato, di quella riservata a mio fratello, ero salito per la prima volta sulle barricate ideali di difesa della Giustizia. Ma Luigi de Magistris non si era rassegnato ed aveva trovato un altro campo di battaglia, quella dell’impegno politico, aveva realizzato il miracolo di diventare, senza alcun appoggio se non quello della gente, sindaco della città di cui mi onoro di essere cittadino onorario.
E allora era necessario ucciderlo un’altra volta, ma la protervia del potere che lo vuole distruggere, seppellire definitivamente, è tale da avere scelto come arma la stessa usata la prima volta, quella stessa inchiesta “Why not” , che dopo l’avocazione è stata regolarmente smembrata e insabbiata,e presunti abusi di potere compiuti nell’intercettare alcuni ministri coinvolti nell’inchiesta.
E l’opinone pubblica tace, la gente che non ricorda, che non vuole ricordare o è così frastornata da decenni di menzogne da non essere più in grado di discernere il vero dal falso, accetta supinamente i giudizi di una informazione ufficiale compattamente schierata dalla parte del potere.
Stamattina, puntuale e rapida come non mai, è arrivata la sospensione di Luigi de Magistris dalla sua carica di Sindaco di Napoli. Una altra voce indipendente è stata messa a tacere, un altra spina nel fianco eliminata.
E’ anche per questo che ho deciso di mantenere la mia promessa di combattere fino all’ultimo giorno della mia vita, dovrò forse trovare nuovi metodi di lotta, contro una tela di ragno non si può combattere con le stesse armi che si adoperano per abbattere un muro, ma alla lotta, alla mia stessa ragione di vita, non potrò mai rinunciare”.
Salvatore Borsellino

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