Le sentenze devono essere rispettate, anche criticate e raccontate, ma questa è una sentenza che giuridicamente fa acqua da tutte le parti.
Una sentenza intrisa di violazione di legge, un procedimento penale portato avanti da Achille Toro, un magistrato coinvolto nei fatti del G8 che ha patteggiato. Poi non si comprende perché questa sentenza sia stata emessa dal tribunale di Roma visto che sui magistrati di Catanzaro avrebbe dovuto procedere il tribunale di Salerno, dove guarda caso è in corso un processo in cui io sono parte civile e altri magistrati e politici sono imputati per corruzione in atti giudiziari.

Ho subito 90 procedimenti, sono questioni archiviate tranne questo che si è svolto a Roma, e non si sa perché a Roma. Addirittura vengo condannato per la vicenda Mastella quando il tribunale di Salerno aveva già archiviato il caso. Insomma una sentenza inaccettabile e intrisa di violazioni di legge. Prima di censurare ciò che ho detto o fare una difesa corporativa l’Anm legga le mie dichiarazioni. So discernere. La magistratura non è un moloch di gente per bene, perché ci sono anche fior di delinquenti.
Se l’Anm intende censurare le mie dichiarazioni ha tutto diritto di farlo, come io ho tutto diritto di fare critiche da persona che pensa di aver subito ingiustizia. Non mi lascio trascinare da chi oggi vorrebbe da me un attacco alla magistratura.

Vengo da quattro generazioni di magistrati, sono magistrato e penso che in magistratura ci siano diversi magistrati collusi e corrotti, che non applicano la legge secondo rispetto della Costituzione. Mio padre, anche lui magistrato, mi aveva fatto illudere che la magistratura fosse eticamente superiore. Mi sono reso conto, negli anni, che la collusione, la corruzione, il sistema criminale non appartengono solo ai delinquenti di strada, a pezzi della politica, ma la situazione è più grande e complessa.

Il mio plauso e appoggio va a quei magistrati che ogni giorno combattono crimine e corruzione con la schiena dritta. Ho tra i miei migliori amici molti magistrati e difenderò per sempre quelli coraggiosi. Sono disposto a farmi ammazzare per la loro autonomia e indipendenza e per il loro lavoro. Fin da quando ho iniziato, senza lanciare accuse generiche, ho denunciato anche le nefandezze all’interno della magistratura e credo che questo sia un bene.

Mi auguro che il nuovo Csm legga con attenzione sia il procedimento sia la sentenza.
La magistratura va rispettata, ma non è che quando sbaglia può determinare le sorti della democrazia e deve avere il coraggio di guardare al proprio interno quando accadono cose strane, torbide, inaccettabili e invito chi ha il dovere di farlo, e cioè l’autorità giudiziaria, a verificare nella sua autonomia se in quel processo è filato tutto liscio, se non ci sia stato qualche comportamento anomalo di qualche pezzo appartenente alle forze dell’ordine.
E’ un’anomalia che tre magistrati che stavano indagando e avevano portato alla luce le nefandezze contro di me sono stati trasferiti. Sfido chiunque di voi a trovare un altro caso, in un Paese democratico, in cui un magistrato viene trasferito, nello specifico io, perché indagavo sul presidente del Consiglio dell’epoca il ministro della giustizia nominato dal presidente dell’epoca chiede il trasferimento del magistrato. Tutto si può dire tranne che in questa vicenda Italia si sia comportata da Paese democratico.

Da domani inizierò a rendere pubblici tutti gli atti delle mie vicende in modo che non saranno solamente i magistrati a valutare queste cose, ma i cittadini. Del resto non sono più atti coperti da segreto. Vengo condannato per aver disposto, con un decreto, l’acquisizione di alcune utenze di parlamentari che un consulente aveva chiesto di acquisire e accanto all’utenza non c’era il nome del parlamentare. Non potevo saperlo. In un Paese democratico ci si preoccupa casomai di come mai certi parlamentari avessero determinati rapporti. Sembra veramente paradossale che gli accusati diventino accusatori e chi ha avuto il coraggio di fare le indagini oggi paga.

Con l’inchiesta ho toccato ambienti molto più grandi della politica, ci sono cose più grosse e pervasive. Credo che ci siano circa 50 verbali non ancora usciti sulle vicende salernitane. Non parlo di sentenza politica ma oggi si vanno a saldare cose vecchie e nuove e le persone spesso sono le stesse: basta vedere chi c’era prima, chi c’è ora, chi c’era al Csm. A breve sarò giudicato dalla Corte d’Appello e questa sentenza gravissima sarà riformata. Ho pagato perché non mi sono fatto corrompere. Se vogliono farci cadere hanno un solo strumento: le elezioni. Ma da quando ci siamo insediati ci sono stati vari tentativi con la Corte del Conti, il Piano di riequilibrio, il rendiconto. Ma l’unica strada per sconfiggerci è quella che passa dalle urne, di battere, con il voto, il sindaco e tutti quelli che vorranno ricandidarsi.

A chi mi dice che sono isolato rispondo che dipende dai punti di vista. Perché siamo isolati da un certo sistema che dice che io mi dovrei fare aiutare e dovrei cedere a compromessi morali.

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