Questa amministrazione ha realizzato un’operazione verità relativa alle casse del Comune dopo anni di ‘oscurantismo finanziario’. Abbiamo scelto la strada della trasparenza ed abbiamo fotografato un quadrofinanziario drammatico: 800 milioni di disavanzo e un miliardo e mezzodi debito. Una eredità pesante, pesantissima.
Nonostante questo, secondo il “pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà”, stiamo lavorando ventre a terra per superare questa condizione, aggravata da una crisi senza precedenti che sta strozzando il paese e che sta determinando politiche di austerità e sospensione dello stato democratico (introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione e adesione al fiscal compact, cancellazione del Contratto nazionale di lavoro e della democrazia in fabbrica, solo per fare qualche esempio). Stiamo cercando di superare tale dramma garantendo sempre i diritti dei cittadini e non toccando, ad esempio, le politiche sociali e ilivelli occupazionali. Lo stiamo facendo senza l’aiuto di nessuno,governo compreso, costretti ad aderire ad un piano “ammazza comuni”per evitare il dissesto.
Un piano rispetto al quale continuiamo a chiedere un cambio di rotta, così come chiediamo un cambio di rotta sul piano nazionale schierandoci a fianco degli studenti e dei lavoratori oggi in piazza contro il governo. Lo stiamo facendo evitando ricadute sui diritti primari dei cittadini, addirittura rispettando il patto di stabilità e, lunedì, approveremo in giunta il piano di razionalizzazione, efficientamento e contenimento della spesa delle società partecipate. Stiamo difendendo i diritti essenziali perché crediamo, da amministratori, che esista un solo ed unicoriferimento: l’osservanza della Costituzione che indica nella scuola,nell’ambiente, nella sicurezza una frontiera democratica invalicabile. Stiamo facendo tutto questo, rispettando le leggi e la Costituzione. Per questo siamo stanchi di ascoltare le reprimende pilatesche di quanti si nascondono dietro il fanatismo legalitario e l’ottuso formalismo a danno dei diritti e della qualità di vita degli esseri umani in carne ed ossa e che, spesso da condizione manageriale,pontificano senza umanità dimenticando che la giustizia sociale è l’unico obiettivo di un buon amministratore. Siamo stanchi diascoltare le false espressioni di sorpresa da parte di quanti avevano l’obbligo di evitare che si arrivasse a questo quadro finanziario,perché avrebbero dovuto agire oppure controllare. Siamo stanchi che,anche da Roma, l’unico segnale giunto sia quello ricattatorio: commissariare, di fatto, i comuni per scaricare su di loro le incapacità di rispondere alla crisi. Scaricare proprio su quei cittadini e quei sindaci che rappresentano l’unica vera formademocratica esistente, soprattutto su quelle amministrazioni che hanno ereditato e non provocato il dramma finanziario. Per questo, lo dico da sindaco che ha coscienza di indossare la fascia tricolore, mi schiero a difesa dei cittadini e degli studenti e dei lavoratori dellamia città e del paese. Contro i governi dei finti tecnici che in realtà fanno politica, una politica dei poteri forti, delle autorità finanziarie sovranazionali, della sospensione delle garanzie democratiche.

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