Luigi de Magistris
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Luigi de Magistris

PRIMO PIANO

C’è un vento di paura, di rabbia e di rancore che spira in tante parti del nostro Paese. La paura sembra a volte più forte della voglia di vivere. Sento invece forte l’orgoglio e la responsabilità di esser napoletano e Sindaco della mia amata Napoli. Nella nostra Città ci sono problemi, ferite, sofferenze, anche se non più di altre capitali del mondo, eppure Napoli ha una energia vitale unica ed anche nei momenti più difficili ha la forza rigenerativa come una sorgente d’acqua senza fine. Nella sua Storia, nelle strade, nelle piazze, nei vicoli, nei monumenti, nel mare, si trova sempre la forza e la leggerezza di guardare oltre, verso l’orizzonte, nell’infinito, dove lo sguardo si perde nell’immaginazione. La vita qui è più forte del buio, la luce vince le tenebre. I problemi sono tanti, ma in questa Città è cambiato il sentimento, l’animo, la predisposizione con il cuore alla vita e agli altri. L’umanità è la nostra arma. A Napoli prevale sempre di più la positività della forza dei napoletani per affrontare e superare gli ostacoli di ogni giorno. Insieme possiamo consolidare tutte le cose belle fatte ed affrontare le numerose difficoltà quotidiane. Essere primi per cultura, turismo, talento giovanile ed altro ancora sembrava impossibile, eppure abbiamo vinto la sfida. Napoli è un dono che si ricambia con amore e con impegno civile per la nostra comunità. Il mio impegno è massimo, giorno e notte, come sempre, senza purtroppo le risorse materiali necessarie di cui abbiamo diritto, ma con tutta la forza e la passione possibile, anzi oltre il possibile. Quando si ama si va oltre, senza calcoli e senza opportunismi: solo per passione della nostra Napoli, fiduciosamente uniti, raggiungeremo risultati bellissimi.

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Fate presto ! Da gennaio il Paese non ha un Governo nel pieno delle sue funzioni ed il Parlamento non legifera. Da poco abbiamo un Governo, ma assistiamo ancora solo ad una misera campagna elettorale che sembra non finire mai. Forse non vi rendete conto, governanti di stanza a Roma, che sofferenze, problemi, fragilità, assenza di risorse, normative inadeguate, hanno creato una situazione non più sostenibile. Non si può resistere all'infinito senza soldi, con norme che incatenano, senza possibilità di dare risposte concrete ai bisogni e ai diritti dei cittadini. In questa situazione gravissima si resiste, a Napoli, in condizioni proibitive, tra gli ostacoli e i silenzi dei poteri centrali e i tentativi di farci fuori anche con le tecniche dei cavilli formali utilizzati nelle stanze dei bottoni dell’ordine costituito. Ormai il tempo della sola resistenza sta per scadere ed anche la nostra pazienza si sta esaurendo. Siamo pronti ad una nuova fase. Siamo anche pronti a cancellare, in attesa che Governo e Parlamento battano un colpo, il debito non contratto dal nostro popolo. I debiti nostri li paghiamo, quelli dello Stato li paga lo Stato, comprese le sanzioni comminate a chi si ha la prova essere la vittima. A provvedimenti e leggi ingiuste, incostituzionali e disumane si deve reagire anche con azioni senza precedenti. Saremo la prima città europea, se non ci lasciate alternative, a cancellare, con una delibera, il debito di cui siamo vittime e non colpevoli. Il diritto serve non per uccidere, ma anche per liberare risorse per l’attuazione dei diritti costituzionali: acqua, territorio, cibo, casa, lotta alla povertà, solidarietà, scuola, sicurezza, servizi di pubblico interesse. Non ci costringerete a cedere, non ci avrete mai perché non siamo in vendita e perché dobbiamo attuare la Costituzione rimuovendo gli ostacoli. Il debito storico, ingiusto ed illegittimo, è uno dei principali ostacoli da rimuovere per attuare l’articolo 3 della Costituzione, per lo sviluppo della persona umana, l’uguaglianza e la giustizia sociale.

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I Governi, come sempre, si valutano dalle cose fatte e da quelle non fatte, dalle parole dette e dai silenzi, dalla coerenza e dai tradimenti. Anche noi valuteremo le azioni e le omissioni di questo Governo da quello che farà e da quello che non farà, senza pregiudizi e senza sconti. Politicamente questo Governo è lontanissimo dal laboratorio Napoli. Il Governo più a destra dalla Repubblica. Il mai con la Lega del M5S è divenuto alleanza e contratto. La Lega del Sistema, di Berlusconi, delle inchieste, della xenofobia, dell’odio per i terroni, del fiscal compact, delle guerre (da cui derivano le tragedie delle migrazioni). Nel contratto si legge la continuità con le politiche liberiste, manca la lotta alle disuguaglianze, le diversità sono percepite come un pericolo (del resto è stato firmato nel luogo dove siede il governatore della Regione Lombardia in quota lega che cominciò la sua campagna elettorale dicendo che in Italia era in pericolo la razza bianca), manca il Sud, manca la lotta alla mafia ed alla corruzione, è assente, in sintesi, l’attuazione della Costituzione ed il filo conduttore sono i sentimenti di paura e di respingimento. Noi, invece, dal basso, abbiamo fondato la nostra esperienza sull’umanità, sulla partecipazione popolare, sulla rottura delle politiche liberiste, sui beni comuni (a cominciare dall’acqua pubblica, che Di Maio propaganda ma che non fanno a Torino e Roma), dalla gestione pubblica dei servizi di rilevanza costituzionale, dalla rottura del patto di stabilità per salvare la scuola pubblica e le politiche sociali, dalla guerra al debito ingiusto ed illegale, dai beni comuni, dalle libertà civili, dalla lotta alla camorra ed alla corruzione. Portiamo in dote cose fatte, in una Città difficilissima, non abbiamo certo tradito sull’etica, non ci siamo alleati con il sistema (come si fa a ritenere la Lega un forza nuova se non nel fatto che va a braccetto politico con forza nuova e casa pound), è in atto da noi una rivoluzione popolare e culturale. Certo tante cose si devono ancora fare, gli errori si commettono, ma il sentimento a Napoli è quello positivo: umanità, solidarietà, fratellanza, partecipazione, orgoglio, il contrario della violenza verbale ed istituzionale, del rancore, del filo spinato, della repressione del dissenso. Senza soldi, finanche con le casse pignorate, abbiamo coniugato rivoluzione, rottura del sistema, resistenza ed affidabilità di Governo. Vogliamo, allora, da subito, cooperare lealmente, da un punto di vista istituzionale, con Governo e Parlamento e daremo atto con onestà e lealtà delle eventuali cose concrete buone che si faranno. Ma siamo già in campo per giocare la partita del contrattacco e del contropiede, da Napoli, dalla Città delle quattro giornate, primo popolo in Europa che cacciò con una rivolta i nazifascisti. Noi ci saremo sempre, per la Costituzione, nata dalla resistenza, con umiltà, determinazione, coraggio, passione e amore, senza mai mollare, come insegna la Storia della nostra Città. La Storia la fanno i popoli, non i governanti senza storia, soprattutto quando tradiscono il popolo dicendo una cosa e facendone un’altra.

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L'Italia è senza un governo nel pieno delle sue funzioni da gennaio. Dal 4 marzo, poi, siamo proprio senza governo. A Napoli, senza soldi, con le casse pignorate per mesi e nonostante l'assenza o l'ostilità di governi nazionali e regionali, governiamo. Mentre a Roma si discute in un clima di depressione, rancore e violenza, a Napoli si governa e si lavora senza sosta. Con umiltà, serietà, abnegazione, competenza, coraggio, passione e amore. Non ci interessano il potere e il sistema che corrodono, la troika europea, i contratti contro Costituzione. Da queste parti possiamo sbagliare, non centrare tutti gli obiettivi, ma lavoriamo solo per il popolo, che noi non tradiamo mai, e per la nostra Città. E Napoli sale sempre più in vetta per tanti fatti positivi. Se come pare lo scenario nazionale continuerà ad essere fosco ed anche pericoloso per incompetenze, bramosie di potere, lotte di palazzi e tradimenti elettorali, non ci resta che rafforzare l'autogoverno popolare della nostra Città. Consolidiamo ancora di più una forte unità tra popolo e rappresentanti eletti. In attesa di risposte governative e parlamentari che non si sa se e quando arriveranno, siamo pronti, con il diritto e con la Costituzione, a cancellare tutti i debiti ingiusti, illegittimi, illegali ed odiosi - quali quelli derivanti dai commissariamenti di Stato del post-terremoto e dell'emergenza rifiuti, nonchè quelli dei derivati delle giunte che ci hanno preceduto - che non ci consentono di applicare i principi costituzionali garantendo al popolo i suoi diritti. Mentre a Roma si discute senza sosta, si trama per il potere, si realizzano accordi e si consumano disaccordi, c'è un'Italia che va vanti, che soffre, che lavora e produce. Noi a Napoli andiamo avanti per la nostra strada: diversa dal renzismo, dal berlusconismo e dall'accordo tra M5S e Lega. In queste tre strade diverse dalla nostra c'è una presenza costante che si vede e non si vede: Berlusconi. Ci state portando al baratro, ma noi vogliamo vivere e Napoli oggi è viva più che mai. Ed allora l'autonomia ce la prendiamo subito, ampia e forte, staremo così meglio tutte e tutti e contribuiremo anche a costruire un'Italia più unita e coesa nella valorizzazione delle sue differenze.

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