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PRIMO PIANO

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In questo mese di agosto ci sarà molto lavoro da fare a Napoli. Noi staremo ogni giorno sul pezzo, su ogni questione e vertenza. Napoli va forte, sempre più forte ormai, in Italia e nel mondo, ma tante criticità vanno affrontate ancora, ed alcuni rischi sono dietro l’angolo se si abbassa anche solo per un giorno la guardia. I nemici di Napoli e della gente per bene, dentro e fuori la città, non demordono. C’è chi scommette nel passo del gambero politico, nel ritorno a spettri del passato. Ostacoli, ostruzionismi, minacce, tentativi di ricatto sono all’ordine del giorno, dentro e fuori le istituzioni. Mai dimenticare che noi siamo quelli che hanno vinto e governato contro il Sistema, senza mai cedere al compromesso. Ma il Sistema ci vuole morti, amministrativamente e politicamente parlando. Ma niente paura, siamo all’altezza di ogni prova e supereremo ogni ostacolo, anzi, lo rimuoveremo. Ai napoletani auguro un mese di agosto di armonia, serenità, pace e soprattutto salute. Ai viaggiatori sempre più numerosi nella nostra città un ringraziamento di cuore, da napoletano, per averci scelto. Siamo la città che più cresce in offerta culturale e turistica. Alla nostra squadra del laboratorio Napoli, fatta di tante donne e tanti uomini, chiedo di non mollare mai, perché la rivoluzione per non arrestarsi si deve alimentare con la lotta, il sacrificio, la passione e l’amore. A Napoli dedicherò, con totale abnegazione e passione, anche questo mese di agosto per farvi ritrovare la città sempre al meglio e per superare ogni difficoltà. Io so che con l’aiuto del popolo napoletano, con la stragrande maggioranza dei napoletani, vinceremo ogni sfida. Buon agosto, con il cuore, a tutte e a tutti!

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In questi giorni tutti sono rimasti turbati dall’atroce assassinio, avvenuto in Roma, del vice-brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, del quale oggi si celebrano i funerali in Somma Vesuviana. Ai familiari ed all’Arma dei Carabinieri le condoglianze più profonde. Ancora una vittima di una violenza brutale, esagerata, per certi versi inspiegabile. Nel nostro Paese sta crescendo progressivamente un preoccupante clima di odio e di violenza: nelle strade, nelle case, nei luoghi di lavoro, sui social. Quando un destino di un Paese comincia ad essere condizionato da ondate di odio e di violenza non possiamo pensare alla sicurezza come un tema demandato solo alle forze di polizia. Tutti debbono riflettere, confrontarsi ed agire. Nessuno escluso. Famiglie, scuola, società, istituzioni. La Politica in questo momento è complessivamente troppo intossicata da veleni e tossine. La stessa direzione politica delle forze di polizia è affidata ad un uomo politico che lavora scientemente per far piombare il Paese sull’orlo di un conflitto sociale e civile per poi presentarsi quale l’uomo forte a cui concedere poteri speciali. La democrazia, ad esempio, è forte e robusta se ha la capacità e gli strumenti per assicurare i responsabili dei reati alla giustizia e nel nostro Paese non mancano certo donne e uomini all’altezza di questo difficile compito, talvolta una missione assai rischiosa. La democrazia, invece, scricchiola fortemente se un Ministro dell’Interno applaude al fatto che un ragazzo fermato negli uffici di una caserma sia tenuto in manette e soprattutto bendato; se un Ministro dell’Interno impugna un mitra e favorisce e stimola la discriminazione e l’odio razziale; se un Ministro espone l’Italia agli occhi del mondo quale un Paese che sta smarrendo il volto umano e che lascia morire senza pietà persone in mezzo al mare; se un Ministro incita a non rispettare regole ed etica che stanno alla base della non violenza, le cui fondamenta reggono sull’onestà e sulla moralità pubblica. Con queste ed altre condotte il responsabile politico del Viminale sta contribuendo ogni giorno a rendere il nostro Paese sempre più insicuro e meno coeso. L’Italia avrebbe bisogno, invece, di un Ministro dell’Interno e di un Governo che facciano della sicurezza democratica un obiettivo prioritario. Purtroppo tutto questo non è frutto di politiche solo improvvisate ed influenzate dai gradimenti dei likes, ma il tutto appare determinato da una regia che vuole creare le condizioni per la realizzazione di una svolta autoritaria, anche al fine di nascondere i fallimenti di politiche economiche e finanziarie che hanno creato disuguaglianze economiche e sociali e condizioni diffuse di grandi fragilità. Il Sistema è malato e non ha gli anticorpi, si tratta ora di capire se il popolo, quanta parte di popolo, e la parte sana delle Istituzioni, riusciranno a mettere in circolo rapidamente gli anticorpi necessari per la tenuta democratica del Paese che si fonda sui principi di libertà, uguaglianza, fratellanza e giustizia sociale.

Foto di Emiliana Mellone

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La settimana scorsa ci hanno lasciato tre grandi persone, punti di riferimento indiscusse della storia contemporanea. La loro fine terrena lascia un’eredità immensa all’umanità. Parlo, ovviamente, di Andrea Camilleri, Luciano De Crescenzo e Francesco Saverio Borrelli. Figure assai diverse tra loro, ma accomunate dall’immensità del patrimonio culturale che lasciano in Terra. Andrea Camilleri rappresenta uno dei più grandi scrittori ed intellettuali dell’età contemporanea. Intellettuale e pensatore libero ed autonomo, mai prono al potere. Anticonformista di indole e scelta, sempre avverso ad un potere conformista lontano dall’etica e dalla giustizia. Le sue stupende radici siciliane lo hanno imbevuto di una cultura immensa, mai elitaria, sempre vicino ai sentimenti popolari, come dimostra anche l’intuizione efficacissima del Commissario Montalbano. Sempre lucido anche nelle analisi politiche, economiche e sociali. Lo definirei un compagno, un faro necessario, i suoi scritti illuminano il percorso delle nostre vite. Luciano De Crescenzo, napoletano, anche se emigrante. Ma i napoletani, in realtà, non hanno confini. Non ha mai smarrito le sue radici, anzi, ha fatto di Napoli e dei napoletani l’essenza del suo pensiero filosofico e letterario. Intriso nel midollo delle radici napoletane ha rappresentato magistralmente l’umorismo e l’ironia della nostra gente. Con la letteratura, il cinema e la televisione ha portato il corpo di Napoli nella vita degli italiani. Anche da ultimo, quando lo abbiamo ricordato per i suoi 90 anni, Luciano ha ribadito che Napoli, infine, è l’ultima speranza dell’umanità. Perchè da noi la persona è al centro della vita. Francesco Saverio Borrelli, anche lui napoletano di nascita, che ha svolto le funzioni di magistrato a Milano. Magistrato di altissimo spessore, bravo, onesto, leale, coraggioso, autonomo. Il capo del pool mani pulite all’inizio di tangentopoli. Il Procuratore che ogni magistrato onesto ha sempre sognato di poter avere. Un capo che difende e protegge il lavoro dei magistrati e non li tradisce. Un uomo fuori dal Sistema. L’antitesi della piovra istituzionale in salsa piduista che viene fuori, nuovamente in questi giorni, negli intrecci tra politica, affari, magistratura e poteri deviati dello Stato. La perdita in una settimana di tre fari così immensi sgomenta perchè lasciano un vuoto incolmabile. L’Italia deve ritrovare la voglia, il gusto e la gioia di unirsi sui valori e i sentimenti che hanno fatto grande il nostro Paese. Da uomo del Sud, sono orgoglioso che queste tre immense persone fossero del mezzogiorno d’Italia. Il Sud è ricchezza, non è zavorra. Ricchezza culturale e morale. Napoli non li dimenticherà mai !!

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