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PRIMO PIANO

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In questi giorni tutti sono rimasti turbati dall’atroce assassinio, avvenuto in Roma, del vice-brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, del quale oggi si celebrano i funerali in Somma Vesuviana. Ai familiari ed all’Arma dei Carabinieri le condoglianze più profonde. Ancora una vittima di una violenza brutale, esagerata, per certi versi inspiegabile. Nel nostro Paese sta crescendo progressivamente un preoccupante clima di odio e di violenza: nelle strade, nelle case, nei luoghi di lavoro, sui social. Quando un destino di un Paese comincia ad essere condizionato da ondate di odio e di violenza non possiamo pensare alla sicurezza come un tema demandato solo alle forze di polizia. Tutti debbono riflettere, confrontarsi ed agire. Nessuno escluso. Famiglie, scuola, società, istituzioni. La Politica in questo momento è complessivamente troppo intossicata da veleni e tossine. La stessa direzione politica delle forze di polizia è affidata ad un uomo politico che lavora scientemente per far piombare il Paese sull’orlo di un conflitto sociale e civile per poi presentarsi quale l’uomo forte a cui concedere poteri speciali. La democrazia, ad esempio, è forte e robusta se ha la capacità e gli strumenti per assicurare i responsabili dei reati alla giustizia e nel nostro Paese non mancano certo donne e uomini all’altezza di questo difficile compito, talvolta una missione assai rischiosa. La democrazia, invece, scricchiola fortemente se un Ministro dell’Interno applaude al fatto che un ragazzo fermato negli uffici di una caserma sia tenuto in manette e soprattutto bendato; se un Ministro dell’Interno impugna un mitra e favorisce e stimola la discriminazione e l’odio razziale; se un Ministro espone l’Italia agli occhi del mondo quale un Paese che sta smarrendo il volto umano e che lascia morire senza pietà persone in mezzo al mare; se un Ministro incita a non rispettare regole ed etica che stanno alla base della non violenza, le cui fondamenta reggono sull’onestà e sulla moralità pubblica. Con queste ed altre condotte il responsabile politico del Viminale sta contribuendo ogni giorno a rendere il nostro Paese sempre più insicuro e meno coeso. L’Italia avrebbe bisogno, invece, di un Ministro dell’Interno e di un Governo che facciano della sicurezza democratica un obiettivo prioritario. Purtroppo tutto questo non è frutto di politiche solo improvvisate ed influenzate dai gradimenti dei likes, ma il tutto appare determinato da una regia che vuole creare le condizioni per la realizzazione di una svolta autoritaria, anche al fine di nascondere i fallimenti di politiche economiche e finanziarie che hanno creato disuguaglianze economiche e sociali e condizioni diffuse di grandi fragilità. Il Sistema è malato e non ha gli anticorpi, si tratta ora di capire se il popolo, quanta parte di popolo, e la parte sana delle Istituzioni, riusciranno a mettere in circolo rapidamente gli anticorpi necessari per la tenuta democratica del Paese che si fonda sui principi di libertà, uguaglianza, fratellanza e giustizia sociale.

Foto di Emiliana Mellone

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La settimana scorsa ci hanno lasciato tre grandi persone, punti di riferimento indiscusse della storia contemporanea. La loro fine terrena lascia un’eredità immensa all’umanità. Parlo, ovviamente, di Andrea Camilleri, Luciano De Crescenzo e Francesco Saverio Borrelli. Figure assai diverse tra loro, ma accomunate dall’immensità del patrimonio culturale che lasciano in Terra. Andrea Camilleri rappresenta uno dei più grandi scrittori ed intellettuali dell’età contemporanea. Intellettuale e pensatore libero ed autonomo, mai prono al potere. Anticonformista di indole e scelta, sempre avverso ad un potere conformista lontano dall’etica e dalla giustizia. Le sue stupende radici siciliane lo hanno imbevuto di una cultura immensa, mai elitaria, sempre vicino ai sentimenti popolari, come dimostra anche l’intuizione efficacissima del Commissario Montalbano. Sempre lucido anche nelle analisi politiche, economiche e sociali. Lo definirei un compagno, un faro necessario, i suoi scritti illuminano il percorso delle nostre vite. Luciano De Crescenzo, napoletano, anche se emigrante. Ma i napoletani, in realtà, non hanno confini. Non ha mai smarrito le sue radici, anzi, ha fatto di Napoli e dei napoletani l’essenza del suo pensiero filosofico e letterario. Intriso nel midollo delle radici napoletane ha rappresentato magistralmente l’umorismo e l’ironia della nostra gente. Con la letteratura, il cinema e la televisione ha portato il corpo di Napoli nella vita degli italiani. Anche da ultimo, quando lo abbiamo ricordato per i suoi 90 anni, Luciano ha ribadito che Napoli, infine, è l’ultima speranza dell’umanità. Perchè da noi la persona è al centro della vita. Francesco Saverio Borrelli, anche lui napoletano di nascita, che ha svolto le funzioni di magistrato a Milano. Magistrato di altissimo spessore, bravo, onesto, leale, coraggioso, autonomo. Il capo del pool mani pulite all’inizio di tangentopoli. Il Procuratore che ogni magistrato onesto ha sempre sognato di poter avere. Un capo che difende e protegge il lavoro dei magistrati e non li tradisce. Un uomo fuori dal Sistema. L’antitesi della piovra istituzionale in salsa piduista che viene fuori, nuovamente in questi giorni, negli intrecci tra politica, affari, magistratura e poteri deviati dello Stato. La perdita in una settimana di tre fari così immensi sgomenta perchè lasciano un vuoto incolmabile. L’Italia deve ritrovare la voglia, il gusto e la gioia di unirsi sui valori e i sentimenti che hanno fatto grande il nostro Paese. Da uomo del Sud, sono orgoglioso che queste tre immense persone fossero del mezzogiorno d’Italia. Il Sud è ricchezza, non è zavorra. Ricchezza culturale e morale. Napoli non li dimenticherà mai !!

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Le Universiadi Napoli 2019 si sono concluse. E’ stato un grande successo per la nostra Città. Il bilancio che mi sento di fare è eccellente (per quanto riguarda la parte di competenza della Città). Gli atleti e le delegazioni di tutto il mondo sono stati entusiasti dell’organizzazione dell’evento, degli impianti sportivi che abbiamo realizzato, della nostra Città e dell’ospitalità del popolo napoletano. Le decine di migliaia di persone giunte a Napoli per l’evento hanno fatto foto e video che rimbalzano in questi giorni in 128 Paesi del nostro pianeta. In pochi mesi è stato fatto a Napoli un lavoro straordinario. Un anno fa Governo nazionale e Governo regionale erano per l’annullamento o il rinvio dell’evento perchè ritenevano che Napoli non ce la potesse fare. Ci dovemmo impuntare noi del Comune di Napoli e la Fisu, accollandoci ogni rischio, per dire che Napoli avrebbe vinto la sfida. A tutti quelli che nei mesi scorsi hanno intossicato ed avvelenato il clima, creato ostacoli, scommesso sui passi falsi, goduto dei problemi che abbiamo dovuto superare, a quelli che hanno pensato che bastasse solo mettere i soldi pubblici destinati alla Città per costruire una propaganda da fare invidia ai peggiori regimi, rispondiamo con un sorriso della nostra amata maschera napoletana di Pulcinella. Avverto, invece, l’esigenza, il dovere e il piacere di ringraziare tutte le persone artefici di questo successo stupendo della nostra Città. Le donne e gli uomini: del Comune di Napoli e di tutte le aziende partecipate che hanno lavorato con abnegazione, competenza e passione; delle forze di Polizia di Napoli ed aggregate da tutta Italia che hanno garantito molto bene la sicurezza; di tutte le altre istituzioni operanti in Città. I volontari davvero eccezionali e i napoletani per aver gestito bene i disagi che anche abbiamo dovuto vivere in Città per garantire la riuscita al meglio dell’evento. Un grande lavoro di squadra di una grande e potente capitale del mondo. Da oggi Napoli, grazie anche alla sua autonomia che ci siamo conquistati, è più forte ancora. Siamo la Città italiana al top per impianti sportivi, al top per attrattività culturale e turistica, ai vertici per energia umana e qualità della vita. Avete letto bene, qualità della vita: in questi giorni tutti gli ospiti hanno espresso il desiderio di ritornare a Napoli perchè hanno vissuto benissimo. Pensate che ritorno che avremo in termini di economia, investimenti e lavoro. Sono orgoglioso della mia Città, per noi napoletani nulla è impossibile ed anche io ci ho messo tutto me stesso. Ho garantito che avremmo vinto, nella consapevolezza che se avessimo solo in parte toppato sarebbe stata tutta colpa mia e della nostra amministrazione. Invece abbiamo vinto, anche contro colpi bassi, scorrettezze istituzionali e atteggiamenti che nulla avevano a che fare con uno spirito olimpico. Hanno vinto lo Sport, i giovani, la fratellanza, l’integrazione, la pace. Ha vinto Napoli ! Grazie Napoli, amore mio !

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