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PRIMO PIANO

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Il 3 luglio sarà una giornata storica per Napoli, è il giorno dell’inaugurazione delle Universiadi Napoli 2019. Dopo le Olimpiaidi, le Universiadi sono l’evento sportivo mondiale più importante. A Napoli avremo circa 8000 atleti, 30000 collaboratori, 128 nazioni, 100 televisioni di tutto il globo. Napoli città più giovane d’Europa, diverrà, sino al 14 luglio, giornata conclusiva in piazza Plebiscito, la città sportiva giovane del mondo. Napoli è stata scelta per quello che sta rappresentando, gli organizzatori internazionali mi confidano che vi è un’attenzione euforica su quello che la città potrà essere tra qualche giorno. E’ una sfida che noi abbiamo raccolto, quando nessuno più ci credeva e altre istituzioni avevano già mollato. Ce la stiamo mettendo tutta, da parte nostra, per vincere anche questa sfida. C’è bisogno dell’aiuto di tutti. La città deve centrare l’obiettivo. Non chiedetevi che cosa debbano fare gli altri per essere pronti ed ospitali, ma chiedetevi che cosa ognuno di voi può fare per contribuire alla vittoria della città. Napoli in quei giorni darà un messaggio potente al mondo: città dello sport, dei giovani, della cultura, della pace. Lo sport come fortissimo strumento di pace per sconfiggere barriere, razzismi, violenze, disuguaglianze. Vorrei che in quei giorni, come insegna lo sport vero, ci possa essere rispetto per tutti, sentimento di comunità, gioia di stare insieme per partecipare e vincere, nel rispetto delle regole e degli altri. E dopo il passaggio delle Universiadi avremo una città certamente migliore: più forte nel mondo, con più opere fatte, con più ristrutturazioni compiute; soprattutto gli impianti sportivi saranno tra i più competitivi d’Europa. Sono napoletano doc e so che Napoli le sfide più difficili non le perde mai. Crediamoci e vedrete che orgoglio sarà per la nostra città. Forza Napoli !

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DAL IL FATTO QUOTIDIANO del 05 Maggio 2019, pag. 13 di Luigi de Magistris Paolo Borsellino, pochi giorni dopo la strage di Capaci e prima della strage di via D ‘Amelio, in cui perse la vita, disse in un dibattito a Palermo che i responsabili della morte di Giovanni Falcone

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Giugno a Napoli si prospetta potente. Maggio, nonostante il tempo poco primaverile, è stato un mese assai positivo per cultura, turismo ed economia nella nostra città. Per Giugno già abbiamo proiezioni eccellenti per le persone che verranno a Napoli, ma il mese sarà bellissimo per una serie di ragioni. Ne cito alcune. Il programma delle iniziative culturali, in tutti i settori, con particolare sguardo al Giugno giovani, è ottimo. Per la fine della primavera contiamo di vedere il crollo delle mura della Vela verde: le immagini della vittoria della dignità contro il degrado faranno il giro del mondo. Entro la fine del mese verrà consegnata alla città piazza Garibaldi completamente ristrutturata: diverrà la più grande agorà pubblica e popolare d’Italia; la sfida della vittoria della convivenza nella bellezza contro la visione del conflitto tra esseri umani nel degrado. Questa è la sfida più bella in un luogo dove la bellezza e la coesione prenderanno il posto della propaganda dell’odio. Il 21 giugno abbiamo l’onore di avere ancora una volta a Napoli il Santo Padre, Francesco; l’estate a Napoli non può cominciare nel modo migliore, con la visita del Papa che, con le sue parole, indica sempre ponti di umanità per una fratellanza universale. Il 29 giugno nel nostro mare avremo il primo corteo a mare, con centinaia di barche, sui temi del mare come vita e non morte, del mare come luogo di accoglienza e non di separazione, del mare che va difeso e non violentato. Per Napoli il mare è visione di vita, infinito oltre lo sguardo. Il mare fa amare, non deve produrre odio o indifferenza. Finito giugno siamo all’inaugurazione delle Universiadi. Napoli sarà capitale mondiale dello sport, dei giovani, della cultura, della pace. 10.000 atleti nella città che è la più giovane d’Europa, 128 Nazioni che si mescoleranno nella Città che sprigiona energia e voglia di vivere. Lavoriamo senza sosta perchè Napoli sia sempre più efficiente e bella, con l’aiuto necessario di chi ama e difende la Città.

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Senza lavoro non c’è libertà e non c’è democrazia compiuta. Per chi ha dedicato una vita alle Istituzioni, il lavoro per il bene comune diviene non di rado anche una missione. Non avere il lavoro, perdere il lavoro, essere sconfitto o colpito nelle Istituzioni, sono ferite sanguinanti, talvolta anche mortali. Poi impari nella vita che le persone più forti sono quelle che quando cadono o vengono colpite si rialzano più forti di prima. Nella vita comprendi che i legami umani valgono più di ogni altra cosa. Le Istituzioni passano, i sentimenti umani rimangono per sempre. Ti possono colpire ma le tue idee, la tua azione, i tuoi sentimenti camminano sui corpi di altre persone. Si diviene forti non perché si costruiscono legami di potere, ma perché si rimane umani. Si diviene punto di riferimento se si è credibili e coerenti. Le persone forti sono quelle oneste, autonome, libere, umili, coraggiose. È forte chi non ha un prezzo, non chi ha tanti denari per comprare anche le persone. Si è forti se si vive più per strada tra la gente, a testa alta, perché si è incorruttibile, anziché costruendo trame di potere in salotti e palazzi. Si è forti se si è forte con i forti e comprensivo con i deboli. Si è forti se si è bersaglio del sistema di potere e si è, nello stesso tempo, amati dalle persone senza potere. Nella vita quando sono caduto, ho trovato la solidarietà più nelle relazioni umane e nella gente che nelle Istituzioni. Da quando sono sindaco, poi, soprattutto nei bambini, nei giovani, nelle persone semplici, ho trovato ossigeno di vita che mi ha reso forte. E quando caddi da magistrato, quando mi sottrassero le inchieste che puntavano al cuore del sistema criminale del nostro Paese, e fui anche trasferito, con sottrazione delle funzioni di pubblico ministero, per evitare che arrivassi a verità che non si dovevano scoprire, mi sono, dal primo momento, trovato al mio fianco anche un magistrato di cui ho sempre avuto grandissima stima: il pubblico ministero Nino Di Matteo. Uno di quei magistrati coraggiosi che da anni, con ostacoli di ogni tipo, anche di Stato, si ostina, doverosamente, a cercare la verità sulle stragi di mafia e sulla trattativa Stato-Mafia. Oggi mi sento di stargli vicino, come sempre, perché non riesco ad immaginare che Nino Di Matteo non si possa più occupare delle investigazioni sulle stragi. Caro Nino, nella vita i rapporti istituzionali, e quanti ne abbiamo, sono fondamentali, ma sono ancora più importanti rapporti umani ed amicizie, stima e rispetto, che nascono nelle lotte che si affrontano dentro le Istituzioni. Nelle Istituzioni dovresti avere alleati, ma nella mia vita di magistrato e sindaco ho imparato che, non di rado, è più sicura la strada che il palazzo.

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