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maggio 2019

PRIMO PIANO

Senza lavoro non c’è libertà e non c’è democrazia compiuta. Per chi ha dedicato una vita alle Istituzioni, il lavoro per il bene comune diviene non di rado anche una missione. Non avere il lavoro, perdere il lavoro, essere sconfitto o colpito nelle Istituzioni, sono ferite sanguinanti, talvolta anche mortali. Poi impari nella vita che le persone più forti sono quelle che quando cadono o vengono colpite si rialzano più forti di prima. Nella vita comprendi che i legami umani valgono più di ogni altra cosa. Le Istituzioni passano, i sentimenti umani rimangono per sempre. Ti possono colpire ma le tue idee, la tua azione, i tuoi sentimenti camminano sui corpi di altre persone. Si diviene forti non perché si costruiscono legami di potere, ma perché si rimane umani. Si diviene punto di riferimento se si è credibili e coerenti. Le persone forti sono quelle oneste, autonome, libere, umili, coraggiose. È forte chi non ha un prezzo, non chi ha tanti denari per comprare anche le persone. Si è forti se si vive più per strada tra la gente, a testa alta, perché si è incorruttibile, anziché costruendo trame di potere in salotti e palazzi. Si è forti se si è forte con i forti e comprensivo con i deboli. Si è forti se si è bersaglio del sistema di potere e si è, nello stesso tempo, amati dalle persone senza potere. Nella vita quando sono caduto, ho trovato la solidarietà più nelle relazioni umane e nella gente che nelle Istituzioni. Da quando sono sindaco, poi, soprattutto nei bambini, nei giovani, nelle persone semplici, ho trovato ossigeno di vita che mi ha reso forte. E quando caddi da magistrato, quando mi sottrassero le inchieste che puntavano al cuore del sistema criminale del nostro Paese, e fui anche trasferito, con sottrazione delle funzioni di pubblico ministero, per evitare che arrivassi a verità che non si dovevano scoprire, mi sono, dal primo momento, trovato al mio fianco anche un magistrato di cui ho sempre avuto grandissima stima: il pubblico ministero Nino Di Matteo. Uno di quei magistrati coraggiosi che da anni, con ostacoli di ogni tipo, anche di Stato, si ostina, doverosamente, a cercare la verità sulle stragi di mafia e sulla trattativa Stato-Mafia. Oggi mi sento di stargli vicino, come sempre, perché non riesco ad immaginare che Nino Di Matteo non si possa più occupare delle investigazioni sulle stragi. Caro Nino, nella vita i rapporti istituzionali, e quanti ne abbiamo, sono fondamentali, ma sono ancora più importanti rapporti umani ed amicizie, stima e rispetto, che nascono nelle lotte che si affrontano dentro le Istituzioni. Nelle Istituzioni dovresti avere alleati, ma nella mia vita di magistrato e sindaco ho imparato che, non di rado, è più sicura la strada che il palazzo.

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PRIMO PIANO

Abbiamo dedicato il maggio della cultura di Napoli al diritto alla felicità. Napoli sprigiona energia umana e culturale come mai. Napoli è invasa da iniziative culturali stupende. Napoli sprigiona e cerca felicità. Il sapere, la conoscenza e la cultura aiutano ad essere felici. Come necessario è il lavoro che sempre più si sta creando a Napoli, soprattutto con cultura, turismo e crescita economica compatibile con i valori costituzionali in cui crediamo. Napoli è attraversata, però, anche da persone violente della nostra città che non esitano a mettere in pericolo la sicurezza di tutti gli abitanti. Sono nemici di Napoli. Il ferimento quasi mortale della piccola Noemi impegna tutta la comunità a lottare per il diritto alla felicità di ogni persona, ma soprattutto delle bambine e dei bambini. La Napoli onesta, la stragrande maggioranza, ha deciso e scelto. È la Napoli della rinascita, dell’illuminismo del terzo millennio. Voglio, invece, rivolgere un appello a chi ogni giorno è nel bivio tra il bene e il male: scegliete il bene, perché oggi a Napoli i luoghi della nostra città sono pienissimi di opere di bene che creano anche economia e lavoro. L’alternativa tra bene e male è netta e visibile. Scegliete! Un appello, poi, a chi ha già sbagliato intraprendendo la strada del crimine o della violenza: abbandonate la strada della morte, diventate testimoni del cambiamento, raccontate agli altri che si può trasformare la propria vita, che è un dono e non ritorna. Infine, per quelli che non vogliono cambiare, non ci raccontate, quando sarete raggiunti dalla giustizia, che siete costretti a delinquere, perché oggi Napoli è zeppa di alternative a pistole, coltelli e spacciatori. Alla galera per chi sceglie il crimine o alla possibile morte per i camorristi, può esservi anche un’altra via: andatevene da questa città, perché Napoli e il popolo napoletano non vi vogliono. Chi spara ad una bambina, chi apre il fuoco in un ospedale, chi attenta alla felicità delle nostre bambine e dei nostri bambini rischiando di togliergli un futuro sereno, se ne deve andare da Napoli. Isoliamoli: iatevenne, o meglio, fuitevenne !

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PRIMO PIANO

Oggi siamo alle Vele di Scampia, per annunciare forte, con la potenza dei fatti e della voce, che nel mese di giugno la Vela Verde verrà abbattuta. Oggi l’impresa aggiudicataria dei lavori entrerà nel vivo del cantiere. Un’impresa del territorio metropolitano che aderisce agli standard anticamorra e antiracket. È una vittoria di Napoli. Ma andiamo con ordine. Una vittoria degli abitanti delle Vele che ringrazio perché non hanno mai perso speranza e dignità. È una vittoria straordinaria del Comitato Vele, alle cui donne ed uomini va il mio abbraccio forte. Non voglio fare gerarchie ma desidero ricordare oggi, in particolare, quattro esponenti del Comitato: Vittorio Passeggio, voce storica del Comitato, il primo che nel 2011, con il megafono, mi fece entrare nella sede del Comitato, nelle Vele; l’architetto Memoli, uno degli artefici del progetto di abbattimento e riqualificazione del territorio; Lorenzo ed Omero, il corpo, il cuore e la mente del Comitato, che insieme a tanti altri hanno svolto un lavoro straordinario e difficile in questi anni. È una vittoria stupenda della nostra amministrazione che sul piano politico, sociale ed istituzionale ha fatto un lavoro enorme. Un ringraziamento a tutta la giunta e ai dipendenti comunali per il lavoro stupendo; in particolare al vice-sindaco Enrico Panini ed agli assessori Monica Buonanno e Carmine Piscopo. Un ringraziamento al Consiglio Comunale di Napoli, in particolare alla nostra maggioranza, con una citazione specifica, per l’enorme lavoro svolto sul territorio delle Vele, ai Consiglieri demA Rosario Andreozzi ed Eleonora De Majo. Un ringraziamento anche ai consiglieri della municipalità, sempre in testa Maria De Marco e Claudio Di Pietro. È importante sottolineare il decisivo ruolo della città metropolitana di Napoli e del Governo Gentiloni che ha creduto nella serietà del lavoro della Città di Napoli. Il progetto che porterà all’abbattimento di tutte le Vele tranne una, che verrà riqualificata, ed alla rigenerazione dell’intera area porta le firme del Comitato Vele, del Dipartimento Architettura dell’Università Federico II (che ringrazio) e del Comune di Napoli. Un pensiero particolare alla ex Presidente della Camera Laura Boldrini che convinsi ad incontrare il Comitato Vele e ne rimase entusiasta. I lavori sono interamente finanziati e procederanno il più rapidamente possibile. La città metropolitana, sotto la mia guida, è pronta a dare anche un ulteriore sostegno se necessario, anche perché Scampia sarà il centro della città metropolitana. Ci sarà lavoro per centinaia di persone e si potrà fare ricorso alle clausole sociali come abbiamo voluto nelle nostre delibere. Dovrei elencare tante altre persone oltre alla fittissima rete di associazioni che fanno da scudo umano e culturale al territorio di Scampia ma, per non dimenticare nessuno, ringrazio Napoli e i napoletani. Perché questa è la vittoria del popolo che lotta, che si è unito, è il successo del confronto, anche attraverso il conflitto sociale, tra abitanti e rappresentanti del popolo. È la vittoria contro chi mostra le Vele per fare l’equazione con Gomorra e Camorra. È la vittoria di chi ha lottato in luoghi disumani senza mai perdere l’umanità. Dal momento che è anche la vittoria della vita contro la morte, della giustizia contro la camorra, dedico questa giornata alla piccola Noemi e a tutte le bambine e i bambini che hanno diritto alla felicità. Il “modello Vele” si può replicare, seppur in forme diverse. Sarebbe bello a Taverna del Ferro a San Giovanni, ci proveremo, con il territorio, con gli abitanti del quartiere. È un giorno di grande commozione, non potete immaginare quanti ostacoli, quanti momenti durissimi e difficili, quanta fatica. Oggi dimostriamo che nulla è impossibile se il popolo napoletano unito lotta per amore di questa Città. Hanno vinto umanità, coraggio, unità, competenza, credibilità, onestà, giustizia, resistenza, pazienza, amore e follia. Avanti tutta ! Il lavoro che ci attende è ancora tanto. Ho imparato tanto da questa lotta e porterò nel cuore e nei ricordi i volti di tutte le persone di questa storica vittoria. Grazie !

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