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febbraio 2019

PRIMO PIANO

Nelle ultime ore, nuovamente, anche nella nostra città si è avvertita la forza e la potenza del cambiamento climatico. Venerdì giornata anomala di caldo, senza un alito di vento. Sabato gelo e vento a quasi cento chilometri orari. Napoli era già stata profondamente ferita dallo tsunami atmosferico del 29 ottobre scorso, con venti a 130 chilometri orari, con danni enormi di cui ancora vediamo tracce consistenti e ne paghiamo conseguenze. Anche la violenza del vento delle ultime ore ha prodotto danni pesanti alla città, senza morti e feriti come invece il 29 ottobre. I danni economici e paesaggistici enormi. Come sempre siamo lasciati soli. I danni del 29 ottobre li abbiamo dovuti affrontare noi da soli, così come sono certo affronteremo questi ultimi da soli. Senza alcun sostegno dei governi nazionali ed anzi con azioni ostili: nell’ultima manovra di bilancio Governo e Parlamento hanno sottratto, per esempio, ulteriori risorse agli enti locali. Ed allora non potremmo mai aspettarci una seria lotta ai cambiamenti climatici da parte dei governi delle ingiustizie di tutto il mondo che sono, invece, la causa dei cambiamenti climatici che stanno portando alla distruzione del Pianeta Terra. Ed allora, anche in questo campo, i popoli e le città devono fare loro cambiamenti e rivoluzioni. A Napoli, come Città metropolitana e Comune, abbiamo programmato risposte significative se teniamo conto delle difficoltà economiche e finanziarie in cui volutamente ci costringono. Nel piano strategico della città metropolitana a tutti i Comuni abbiamo destinato risorse ingenti per il verde e l’ambiente. Napoli per il triennio 2019/2021 potrà beneficiare di 20 milioni di euro per migliaia di nuove alberature in tutto il territorio e per la ristrutturazione dei parchi. In più abbiamo ottenuto 2 milioni per la riapertura dell’intera Villa Floridiana. Nel triennio 2019/21 saranno potenziate le piste ciclabili a Napoli e nell’intera area metropolitana. Nel corso di quest’anno saranno rafforzate ed aumentate ztl ed aree pedonali in città (quartieri spagnoli, sanità, centro storico). Nel triennio saranno potenziate le misure per il rafforzamento del solare nelle scuole e negli edifici pubblici e per ridurre la dispersione del calore in modo da risparmiare energia e denaro. Nel triennio sarà completata la nuova rete di illuminazione cittadina con luci a led che abbassano notevolmente l’emissione di CO2. Nell’area portuale, nel triennio, si raggiungerà l’obiettivo di bandire le emissioni nocive da parte delle navi. Nei nostri piani già definiti e pronti per Bagnoli e per l’area orientale vi sono bonifiche – compresa la delocalizzazione dei depositi petroliferi – ed opere di rigenerazione ambientale per produrre ossigeno in contrasto alle emissioni inquinanti. Il Governo traccheggia ancora, non si muove. Parole, incontri, promesse: ormai è un anno dalla nuova maggioranza giallo-verde (per me è nera), ma nulla si muove di concreto da quelle parti per Bagnoli e Napoli Est. Siamo stufi di aspettare, fate presto per entrare nel vivo delle bonifiche. Queste ed altre misure per dimostrare che le città debbono fare la loro parte ed anzi essere l’avanguardia della difesa del pianeta. Bisogna agire con piani strategici. Ed è per questo che entro il 15 marzo – giornata in cui i giovani in tutto il mondo faranno sentire forte la loro voce in difesa di Madre Terra – approveremo anche una delibera sull’ossigeno bene comune: OBC. Dalla prima ed unica città d’Italia in cui abbiamo realizzato l’acqua pubblica con un’azienda tutta pubblica: ABC (acqua bene comune), alla prima città italiana che adotta un piano strategico con al centro l’ossigeno come bene comune per la Vita e che, tutte e tutti, pubblico e privato, insieme debbono adottare azioni per una città verde e per la difesa dell’ambiente, in cui le emissioni di ossigeno siano più forti delle emissioni di CO2. Per noi la rivoluzione si fa dalla Terra, dai territori, dalle città, dai popoli. Resilienza e Rivoluzione. Dai Governi, sinora, solo chiacchiere, distintivi (giubbe) ed ostacoli. Rimuovere ostacoli è un imperativo categorico costituzionale per noi. Le convergenze delle autonomie dei popoli e dei movimenti costruiscono Terre in pace, senza mura e filo spinato, con identità dai cuori aperti. Per noi difesa della Terra e restare umani, come Napoli: identità e rivoluzione.

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PRIMO PIANO

Nel contratto di governo che cementifica l’alleanza politica tra M5S e Lega (Nord-Indipendenza per la Padania) vi è l’autonomia differenziata delle Regioni. Sono già d’accordo per concedere soldi e poteri alla Lombardia e al Veneto alle quali si sta unendo anche l’Emilia Romagna a guida PD (della serie quando la fotocopia vuole inseguire l’originale senza capire che sarà l’originale a vincere, ossia la Lega). Quindi il M5S a Palazzo Chigi e in Parlamento ha già tradito l’onda di quel voto per il cambiamento che portò al trionfo del movimento nel mezzogiorno d’Italia. Dicevate mai con la Lega ed ora volete anche svendere il Sud a Salvini ! Il Governo sta minando l’unità nazionale per come sancita nella Costituzione nata dalla Resistenza. Noi non ci limitiamo a denunciare questa vergogna politica ed istituzionale che conduce, ad esempio, a regionalizzare l’istruzione e realizzare la secessione dei ricchi dando potere assoluto alla politica – e non ai cittadini e alle città – che siede nelle lussuose poltrone delle Regioni beneficiarie. Noi rilanciamo con la sfida dell’autonomia dei popoli. Voi volete l’autonomia differenziata e noi da Napoli chiediamo l’autonomia totale. Siamo l’unica città in Italia che ha adottato la delibera Napoli Città autonoma, resistiamo senza soldi all’attacco del Sistema Politico/Criminale, da soli con l’autodeterminazione della nostra città e del nostro popolo stiamo riscattando Napoli con la cultura ed è in atto una rinascita senza precedenti, a breve entrerà a regime la criptomoneta partenopea, stiamo lavorando per la delibera finale di cancellazione del debito storico illegittimo che deriva da due commissariamenti di Stato, di cui siamo vittime e chiederemo di essere risarciti, il terremoto del 1980 e l’emergenza rifiuti prima che arrivassimo noi a bonificare dai rifiuti materiali e da quelli politici. Ebbene, a questo punto, visto che avete abusato della nostra proverbiale pazienza, faremo, entro quest’anno, un referendum per la totale autonomia della Città di Napoli: avremo così più risorse economiche, meno vincoli finanziari, più ricchezza, più sviluppo, meno disuguaglianze. Successivamente proveremo a realizzare, se lo vorranno anche le altre popolazioni del Sud, un referendum per l’autonomia differenziata dell’intero mezzogiorno d’Italia. Altro che zavorra del Paese, dimostreremo con orgoglio e passione, che siamo e saremo, con le nostre risorse umane e territoriali, il motore per un’Italia più coesa, più giusta e con minori disuguaglianze. Noi non siamo contro i popoli della Lombardia e del Veneto che hanno votato per l’autonomia. Siamo anche noi per l’autonomia. Noi siamo per sconfiggere quei politici che hanno fondato la loro fortuna personale sull’odio e sul razzismo: quelli che hanno disprezzo per i meridionali (come Salvini ed il Ministro dell’ignoranza), quelli che hanno oltraggiato ed ostacolato i lavoratori meridionali al Nord, quelli che dicevano di non affittare ai terroni, quelli che offendendo si arricchiscono grazie a noi meridionali. Quelli che oggi se la pigliano non più solo con i meridionali ma con gli stranieri dalla pelle nera. È finita la pacchia per voi politici antimeridionali. Sentirete sul collo il fiato della riscossa dei Sud. Noi al Sud dopo anni di ingiustizie, discriminazioni, depredazioni e saccheggi delle nostre risorse – umane, naturali e materiali – ci stiamo riscattando raggiungendo risultati incredibili ed abbiamo tutto da guadagnare con l’autonomia totale. Autonomia per un’Italia unita, non contro come fate voi. Del resto Napoli è stata nella Storia Capitale e Repubblica. Siamo pronti per l’attacco ! Da noi, vinta la sfida, regnerà l’umanità, la giustizia sociale, la felicità. Voi governate con il rancore, noi governeremo con la fratellanza. Il Governo più nero – altro che giallo-verde – della Repubblica sarà travolto dalla ribellione pacifica per le autonomie del sole che i popoli del mezzogiorno guideranno, in prima linea, per un’Italia unita e coesa che valorizza tutte le autonomie e le differenze. Costruiremo con i popoli e con il diritto l’Italia dei popoli e delle città, dei territori e dei beni comuni, contro l’Italia dei politicanti, degli affaristi, dei corrotti e dei mafiosi.

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PRIMO PIANO

Nell’estate del 2014, quando Matteo Renzi Presidente del Consiglio godeva del 40% del consenso nel Paese, dichiarammo Napoli Comune derenzizzato perché le sue politiche rappresentavano le mani sulla nostra Città e facevano decidere il destino del nostro Popolo al Sistema centrale. La storia politica racconta che Renzi non passò a Napoli, fu sconfitto prima alle elezioni comunali e poi al referendum costituzionale. Oggi è necessario proclamare Napoli Comune desalvinizzato. Matteo Salvini è il dominus politico del Governo più a destra della storia della Repubblica. La sua storia di nemico del meridione è documentata in maniera inequivocabile, è negli archivi: dalle canzoni da stadio sull’arrivo dei napoletani e dal sacchetto della munnezza con cui attendeva i tifosi napoletani allo stadio, alle politiche contro il Sud messe in campo nel corso degli anni quale leader di governo del partito Lega nord indipendenza della padania. Solo da ultimo le indegne dichiarazioni del ministro dell’ignoranza Bussetti (Lega) che racchiude il pensiero di molti leghisti circa le qualità dei meridionali. Per non parlare del disegno di legge che per volontà della Lega, con il supino e complice consenso del partito di maggioranza relativa (M5S), sta per disintegrare l’unità nazionale sancita in Costituzione, concedendo un’autonomia differenziata e rafforzata alle sole regioni Lombardia e Veneto, aumentando disuguaglianze e provocando una lacerazione gravissima nel nostro Paese. Noi siamo per un’Italia unita e coesa che valorizzi le autonomie e le differenze e che rimuova gli ostacoli che impediscono uguaglianza e giustizia sociale. Siamo contro le discriminazioni. Non accettiamo però lezioni da nessuno: i meridionali nel novecento sono stati in prima linea sul Piave con i soldati provenienti da tutta Italia, Napoli è la prima città italiana che si è liberata da sola con una ribellione di popolo dall’oppressione nazifascista con le quattro giornate nel settembre del 1943, i meridionali hanno lavorato sodo come impiegati ed operai al Nord, soprattutto nelle grandi fabbriche, dopo la tragedia della seconda guerra mondiale e nel boom degli anni ‘60, i meridionali con sacrifici enormi contribuiscono in ogni parte d’Italia a formare la classe dirigente del nostro Paese, i meridionali sono stati in prima linea nella lotta alle mafie e alle corruzioni pagando prezzi altissimi, tantissimi meridionali al Sud lottano ogni giorno, in condizioni drammatiche, per il riscatto dei nostri territori nonostante le politiche discriminatorie dei tanti governi – compreso l’ultimo – che si sono succeduti nel corso degli anni. Mo basta ! Con razzismo e discriminazioni. Noi rispettiamo il voto per l’autonomia espresso dal popolo lombardo e veneto. Anche noi siamo per l’autonomia, in primo luogo, però, dei popoli e delle città e non solo di due regioni. È il Governo che si rende responsabile della dissoluzione dell’unità d’Italia non garantendo le autonomie di tutti i territori ed il contrasto alle disuguaglianze. Da garanti dell’unità nazionale a responsabili della secessione dei ricchi per dare il potere ai detentori del potere ai vertici di quelle due regioni, non certo per darlo al popolo. Siccome stiamo lavorando sempre di più per Napoli Autonoma, prima città italiana a dotarsi di autonomia, dobbiamo difenderci dall’attacco di chi vuole dividere il Paese sempre di più e consolidare il potere dei governanti di sole due regioni, con effetti devastanti su sanità, istruzione, trasporti, fondi e tanto altro. Il Comune desalvinizzato difende la Città dal pensiero razzista e xenofobo che impregna il Governo, difende la Città dalle discriminazioni economiche e sociali, difende la Città da Ministri inguardabili che entrano nelle scuole della nostra città metropolitana, offendendo le insegnanti e gli insegnanti del Sud, accompagnandosi anche con una deputata, sottosegretaria al ministero per il Sud, di Afragola – guarda caso dove hanno organizzato il bacia mano a Salvini – che annuiva alle offese del Ministro Bussetti verso le nostre terre. Napoli va preservata anche dalla destra neofascista che sta salendo sul carro in corsa di Salvini e da quella politica che dalle nostre parti ben conosciamo e che a livello di potabilità assume il colore marrone: ossia per nulla trasparente, anzi assai inquinata. Allora uniti sempre più in fretta per Napoli Città Autonoma contro le politiche di questo Governo. Il M5S ha reso, con un capolavoro storico, Salvini capo politico del Governo, tradendo i voti del Sud che gridavano, giustamente, rottura del sistema e cambiamento. Il M5S ha consegnato al nemico storico dei meridionali la guida di fatto del Paese. Difendendo Napoli da queste politiche siamo persuasi di ritrovarci anche tutti quei militanti del partito di maggioranza relativa, forse ancora per poco, del Governo, che non si possono riconoscere in queste politiche e con i quali per anni abbiamo condiviso battaglie in difesa dei nostri territori. Almeno con noi a Napoli scassatelo questo contratto di governo. Nella Città della resistenza, del riscatto culturale, dell’umanità e dell’amore le politiche diseguali del ministro nero non passeranno mai. Napoli è Città #desalvinizzata.

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PRIMO PIANO

Oggi voglio comunicare alcune azioni concrete per i servizi della nostra città che si vedranno quest’anno e nei prossimi due anni fino alla fine del nostro secondo mandato. È uno sforzo immane grazie al lavoro della nostra amministrazione tutta, della nostra maggioranza politica e dei napoletani che sempre di più lavorano per la cura della nostra amata Napoli. La risorse derivano dall’aumento della capacità di riscossione dell’ente, dal risanamento dei conti, dai fondi europei che ci siamo conquistati, da fondi nazionali per la coesione, dall’eliminazione di ogni spreco, da risorse della città metropolitana prima vincolate e poi liberate a seguito di battaglie istituzionali vinte. Strade: cento milioni tra il 2019 e il 2021, rifacimento tra le più importanti arterie di tutti i quartieri. Trasporti: 40 autobus prima dell’estate dopo i 50 arrivati prima di Natale, 40 tram che riprendono in primavera con il completamento di via Marina, prolungamenti funicolari e metro nelle prossime settimane, filobus centro/colli aminei in primavera, prossimi treni linea 1 tra fine 2019 ed inizi 2020. Verde: 20 milioni di euro da spendere già dalla primavera per nuove alberature e ristrutturazione di oltre dieci parchi. Impianti sportivi: per luglio ristrutturati tutti quelli interessati dalle Universiadi. Rifiuti: tra il 2019 e il 2020 aumento di spazzatrici, porta a porta che raggiungerà un abitante su due, cassonetti interrati nel centro storico, più centri di raccolta del multimateriale (plastica, vetro e cartone), inizi dei lavori per gli impianti di compostaggio. Cultura: più risorse destinate per importanti festival che caratterizzeranno il nostro territorio per i prossimi anni. Sociale: più risorse destinate per tutte le povertà e per il diritto alla casa. Per ora mi fermo qui. Adesso tutti devono lavorare per realizzare gli obiettivi, senza sosta e senza nessun cedimento. Ci indigna, nello stesso tempo, che Regione e Governo non abbiano la dovuta e necessaria attenzione per la più popolata area metropolitana d’Europa. È ingiusto che il Governo regala 75 milioni per le buche alla sola città di Roma – a chi figli e a chi figliastri -, riprende a tagliare risorse alle città, toglie liquidità di cassa con la riduzione delle anticipazioni di tesoreria, non allenta vincoli finanziari e normativi (come il fondo crediti di dubbia esigibilità e le norme per gli enti in dissesto e pre-dissesto). Con l’età media dei dipendenti a 60 anni, una corsa verso la pensione con quota 100 ed estrema difficoltà ad assumere. È chiaro che ci vogliono portare al collasso per farci capitolare. Ma non ci riusciranno! Ed ora il Governo del cambiamento – sempre più in peggio – prepara la botta finale: autonomia solo a Lombardia e Veneto. Un regalo ai potentati della politica leghista, contro le autonomie delle stesse città del Veneto e della Lombardia. Autonomia per rafforzare oligarchie, non per far crescere la democrazia. Io sono favorevole alle autonomie, ma per tutti, a cominciare dalle città, dai comuni. Ma loro non vogliono che il potere si avvicini al popolo, desiderano un Paese disunito, rancoroso, avvelenato, diseguale. Noi vogliamo, invece, un’Italia coesa, unita, che valorizzi differenze ed autonomie. Di fronte ad un Paese che rischia il tracollo morale, economico e democratico non basta più la pur doverosa e nobile resistenza, si deve passare al contrattacco. Due obiettivi su cui lavorare subito: autonomia forte di Napoli e rafforzamento del progetto politico per costruire l’alternativa dal basso per un’alternativa di Governo. Stiamo arrivando.

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