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ottobre 2018

PRIMO PIANO

La settimana scorsa sono stato a Rimini all’assemblea nazionale dei Comuni italiani insieme a migliaia di amministratori. Napoli è sempre di più al centro della curiosità di tanti unita ad un’ammirazione crescente. Vi ringrazio di cuore. La nostra città colpisce non solo per la sua bellezza ma soprattutto per la potente energia culturale ed umana che sta sprigionando. I Sindaci che ben sanno quanto è impossibile governare senza soldi mi chiedono come abbiamo fatto a non crollare ed anzi a raggiungere queste vette soprattutto culturali e turistiche. Mi chiedono quale sia il segreto della rinascita e della rivoluzione partenopea. Rispondo che il segreto è la forza e la potenza del nostro popolo che ha creduto nel riscatto con una partecipazione straordinaria per il bene comune Napoli. Chi conosce da dove siamo partiti e quanti ostacoli hanno frapposto al nostro cammino rimane impressionato dai risultati raggiunti. Senza soldi, con la sola forza e la sola passione del nostro immenso capitale umano. Ma io come sempre rilancio. L’obiettivo che ci siamo dati è ancora lontano, ma sono certo che lo raggiungeremo. Napoli, infatti, deve essere in vetta anche per efficienza dei servizi. Raggiungeremo anche questo risultato ed anche se continueranno a mettere ostacoli o ad avere condotte di indifferenza quelli che dovrebbero sostenere la nostra città, noi vinceremo le nostre sfide. Non è un risultato incerto questo, è invece un risultato certo perché dalla nostra abbiamo delle prerogative indistruttibili: l’amore per la nostra Terra, la forza necessaria, l’energia infinita, la squadra giusta, l’onesta’, il coraggio, la passione profonda e quel pizzico di follia che aiuta a trasformare i sogni in realtà. Aiutateci anche voi a raggiungere il sogno di una Napoli sempre più capitale del mondo, innanzitutto di umanità.

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PRIMO PIANO

Di fronte a tutti i pericoli, di fronte a tutte le minacce, le aggressioni, i blocchi, i sabotaggi, tutti i frazionismi, tutti i poteri che cercano di frenarci, dobbiamo dimostrare, una volta di più, la capacità del Popolo di costruire la propria Storia.
Questo è uno dei messaggi rivoluzionari che il Comandante Che Guevara ha consegnato alla Storia e che vive anche nel più grande murales a lui dedicato che sia stato mai realizzato: l’autore dell’opera è il bravissimo artista Jorit, il luogo è Napoli, Taverna del Ferro, quartiere San Giovanni a Teduccio. Quel pensiero rivoluzionario così forte, potente e vero si contestualizza molto bene con il clima politico ed istituzionale contro il quale abbiamo lavorato e lottato, senza mai mollare, in questi durissimi e splendidi anni nella Città di Napoli. Oggi, inoltre, inauguriamo un altro murales bellissimo di Jorit, dedicato ad Ilaria Cucchi alla quale, ora come allora, ho sempre manifestato totale solidarietà, vicinanza e sostegno politico ed istituzionale per il vile e criminale omicidio del fratello Stefano per il quale si attende ancora verità e giustizia che sono state ostacolate da pezzi deviati dello Stato.
Hasta la Victoria Siempre !

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PRIMO PIANO

Per alcuni è il sonno della ragione, per altri il sonno dei sentimenti della vita, per altri ancora entrambi. Solo per rimanere ai tristi eventi degli ultimi giorni: il Ministro Salvini, in nome dell’intero Governo, ha dato l’ordine di deportare tutti i migranti di Riace per distruggere il modello di umanità creato dal Sindaco Mimmo Lucano. I mafiosi collusi con le Istituzioni rimangono senza essere disturbati dal Governo, le vittime delle tratte di esseri umani vengono deportati dallo Stato che dovrebbe proteggerli. Questa è la violenza istituzionale della repressione di Stato. Ma anche diverse amministrazioni comunali non scherzano. È la fotocopia che si affanna a rincorrere l’originale. A Lodi si vieta a 200 bambine e bambini figlie e figli di stranieri di mangiare alla mensa scolastica con le bambine ed i bambini italiani. Atto indegno che ricorda le infami e criminali leggi razziali. A Venezia si formano fisicamente i poliziotti municipali per meglio rincorrere i migranti neri. Non è una competizione olimpionica, ma la caccia al nero. A Firenze si consegnano alla polizia per farle espellere due ragazze che fanno il mimo in piazza: con l’arte di strada metterebbero in pericolo il decoro e la sicurezza pubblica. A Pisa si vieta addirittura alle persone di rimanere sedute in piazza. Noi non possiamo e vogliamo insegnare niente a nessuno, per carità di patria. Del resto Napoli è città di sofferenze ed anche molto bollata dalla propaganda politico-mediatica. Di sicuro, però, andiamo in direzione ostinata e contraria rispetto a questo vento nero dei divieti, dell’insicurezza e della paura. Abbiamo 7 anni fa liberalizzato la possibilità di esercitare l’arte di strada. Prima città in Italia sulla creatività urbana per la street art. Abbiamo consentito a collettività di abitanti di autogestire spazi abbandonati che sono divenuti luoghi di vita. No sgomberi, ma attività dall’elevato profitto sociale e popolare. Abbiamo reso i luoghi della città sempre più ricchi di cultura. L’energia che si respira in città è di orgoglio, rinascita, appartenenza, apertura al mondo. Certo tanto ancora c’è da fare, del resto governiamo senza soldi per colpa dei predatori del passato e dei governi che mettono lacci e vincoli per ostacolare il vero cambiamento, quello dal basso, dai territori. La sicurezza si rafforza chiedendo allo Stato più presenza delle forze di polizia, ma anche riempiendo i luoghi di cultura, attività sociali e sportive, iniziative di intrattenimento. Forse non è frutto del caso se Napoli negli ultimi anni è la città che più cresce per cultura e turismo, forse non è la combinazione di coincidenze se oggi Napoli è terza per start-up giovanili, forse non è un fatto fortuito se in tre anni si sono realizzate in città 400 produzioni cinematografiche e televisive. Il clima di odio, la caccia al nemico, la violenza verbale, fisica ed istituzionale non portano mai nulla di buono. Consolidano solo un clima di regressione, paura, depressione, infelicità. Così come le guerre portano solo distruzione. Odio porta odio, la violenza coltiva sentimenti di vendetta. Questo brutto clima nel Paese non serve per lo sviluppo dell’Italia, non aiuta la crescita degli investimenti, non incoraggia chi lavora ogni giorno tra tante difficoltà, non garantisce un futuro prospero ai giovani, non offre opportunità di lavoro, non consolida cultura e turismo, aumenta l’insicurezza interna ed internazionale. Serve ed è funzionale solo ai detentori del potere di turno per veder crescere il loro consenso personale. Lavorano sulle paure, sulle infelicita’ e sui problemi e la loro medicina è l’antitesi della felicità, è veleno sociale. Se mettiamo in campo, uniti nelle diversità, condotte ispirate alla valorizzazione dei nostri territori, se puntiamo sui beni comuni e sui bisogni concreti degli abitanti del nostro Paese, mettendo al centro i valori di libertà, uguaglianza, giustizia e fratellanza, l’Italia potrà ritornare ad essere un Paese con prospettive future di coesione e prosperità. È con i sentimenti della vita che si costruiscono strade solide, con i sentimenti della morte le strade sono destinate verso tunnel senza via di scampo. A questo vento di odio bisogna contrapporre un vento d’amore, a chi divide gli esseri umani in bianchi e neri, bisogna contrapporre chi vuole unire i popoli del mondo per contrastare i cambiamenti climatici voluti dagli oppressori, a chi se la prende con gli oppressi del mondo e con le vittime delle guerre ingiuste bisogna contrapporre chi ha il coraggio di abbattere gli oppressori. Voi volete costruire un Paese infelice e rancoroso, senza futuro, noi vogliamo provare a costruire comunità in cui possa prevalere l’umanità. La storia è anche adesso, sta ad ognuna ed ognuno decidere che strada intraprendere. Noi abbiamo scelto. Quella della costruzione di un nuovo umanesimo, per sovvertire i rapporti di forza: la giustizia prima della legalità formale, l’essere prima dell’avere, l’uguaglianza prima della ricchezza, la non violenza prima di ogni forma di violenza, le persone prima delle cittadinanze, le libertà prima dei divieti, la solidarietà prima dell’egoismo, il noi prima dell’io, il capitale umano prima di quello economico, l’amore prima dell’odio. Vinceremo, ne sono certo, ma il tempo della vittoria, però, dipende dalla forza, dalla volontà e dalla passione di ogni persona che può scegliere di partecipare a questa rivoluzione copernicana.

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PRIMO PIANO

Ai Napoletani e agli abitanti sempre più numerosi che invadete gioiosamente la nostra città, comunico che stiamo facendo un lavoro enorme ed assai proficuo che condurrà a risultati molto concreti, entro la fine di quest’anno, di messa in sicurezza del bilancio del Comune e miglioramento dei servizi della nostra città. L’azione che abbiamo messo in campo, con tutti quelli che con competenza, forza e coraggio ci sostengono da molti anni, è finalizzata a raggiungere risultati assai concreti ed anche a distruggere le forze del male, della pavidità, della viltà, del pilatesco nonsipuotismo, che cercano di impedire il raggiungimento dell’interesse pubblico e del bene comune nella nostra città. Anche nel trascorso mese di settembre ci hanno pesantemente ostacolato con il chiaro obiettivo di colpire la città, i suoi cittadini e chi li amministra per volontà popolare. Hanno però prodotto l’effetto di renderci ancora più forti e coesi anche nei riguardi di quelli che pensano che è impossibile vincere e che sia inevitabile arrendersi. Noi arruoliamo oggi ed anche domani solo lottatrici e lottatori. Chi trova più comodo, soprattutto per difendere il proprio interesse personale, interpretare il diritto in modo conformista e non costituzionalmente orientato, è pregato di desistere. In questo autunno che ci porterà fuori dal tunnel verso la luce, in tante situazioni difficili che alcuni danno per perse e che io considero invece da vincere, non vogliamo accanto esseri umani invertebrati, senza spina dorsale, senza schiena dritta, senza coraggio, senza amore per questa città e per il suo popolo. La sfida di Napoli è troppo bella e grande, non vogliamo costringere nessuno a seguirci nelle nostre lotte, ma nemmeno essere incatenati da nessuno. Questa città deve volare per la libertà e la giustizia. Lo so bene che per amore di questa città, sul piano degli interessi privati personali, si può solo perdere, ma si vince nel combattere per rendere la nostra comunità migliore e per vivere tutte e tutti in condizioni più felici. Ed allora pancia a terra, testa sul collo, passione nel cuore, forza nelle gambe e nelle braccia e nulla sarà impossibile per gli obiettivi che ci siamo prefissi, uno per uno. Rimuovere gli ostacoli è il forte imperativo categorico che ci impone la Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza. Sono ottimista e fiducioso, oserei dire certo, e nonostante il nero che certe volte ci circonda e quasi ci assedia, io vedo i mille colori vincenti della Terra Nostra.

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