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maggio 2018

PRIMO PIANO

L’Italia è senza un governo nel pieno delle sue funzioni da gennaio. Dal 4 marzo, poi, siamo proprio senza governo. A Napoli, senza soldi, con le casse pignorate per mesi e nonostante l’assenza o l’ostilità di governi nazionali e regionali, governiamo. Mentre a Roma si discute in un clima di depressione, rancore e violenza, a Napoli si governa e si lavora senza sosta. Con umiltà, serietà, abnegazione, competenza, coraggio, passione e amore. Non ci interessano il potere e il sistema che corrodono, la troika europea, i contratti contro Costituzione. Da queste parti possiamo sbagliare, non centrare tutti gli obiettivi, ma lavoriamo solo per il popolo, che noi non tradiamo mai, e per la nostra Città. E Napoli sale sempre più in vetta per tanti fatti positivi. Se come pare lo scenario nazionale continuerà ad essere fosco ed anche pericoloso per incompetenze, bramosie di potere, lotte di palazzi e tradimenti elettorali, non ci resta che rafforzare l’autogoverno popolare della nostra Città. Consolidiamo ancora di più una forte unità tra popolo e rappresentanti eletti. In attesa di risposte governative e parlamentari che non si sa se e quando arriveranno, siamo pronti, con il diritto e con la Costituzione, a cancellare tutti i debiti ingiusti, illegittimi, illegali ed odiosi – quali quelli derivanti dai commissariamenti di Stato del post-terremoto e dell’emergenza rifiuti, nonchè quelli dei derivati delle giunte che ci hanno preceduto – che non ci consentono di applicare i principi costituzionali garantendo al popolo i suoi diritti. Mentre a Roma si discute senza sosta, si trama per il potere, si realizzano accordi e si consumano disaccordi, c’è un’Italia che va vanti, che soffre, che lavora e produce. Noi a Napoli andiamo avanti per la nostra strada: diversa dal renzismo, dal berlusconismo e dall’accordo tra M5S e Lega. In queste tre strade diverse dalla nostra c’è una presenza costante che si vede e non si vede: Berlusconi. Ci state portando al baratro, ma noi vogliamo vivere e Napoli oggi è viva più che mai. Ed allora l’autonomia ce la prendiamo subito, ampia e forte, staremo così meglio tutte e tutti e contribuiremo anche a costruire un’Italia più unita e coesa nella valorizzazione delle sue differenze.

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PRIMO PIANO

Ho sempre pensato, sin da ragazzo, che nella vita ciò che conta davvero è l’amore. L’amore per la vita, per le persone, per la bellezza, per le cose brutte che vuoi cambiare, per i più deboli. L’amore è il cuore che batte, è la passione in ciò in cui credi. Anche le lotte per i diritti e per la giustizia sono lotte d’amore, ti riempiono il cuore, spesso con prezzi alti da pagare. Nella vita istituzionale mi è capitato non di rado che per arrestare le mie lotte mi hanno anche proposto carriere facili, posti di potere di grande prestigio ed assai remunerati. Dovevo allora fermare le mie inchieste di magistrato, oggi le mie lotte per una politica istituzionale contro i sistemi. Gli ideali non si comprano, non sono mai stato in vendita, non ho mai avuto un prezzo. La politica è la più grande missione per chi sogna di voler cambiare il mondo, renderlo più giusto, meno diseguale, più umano. Ovviamente la politica fatta per amore, non per potere, interessi o affari. Non si parla mai del diritto alla felicità, ma la politica dell’immaginazione al potere è quella di provare a creare comunità in cui si possa essere felici. Giustizia sociale, umanità, uguaglianza di diritti tra persone diverse, solidarietà, fratellanza, pace. Il contrario delle politiche fondate sull’accumulazione del denaro, sulla corruzione, sulla distruzione della natura, sulle guerre. La politica dell’essere deve essere più forte della politica dell’avere. La politica non deve tradire elettori e popolo, non deve cedere al compromesso morale per raggiungere il potere, deve servire il popolo, non servirsi del popolo. La politica deve essere anche connessione con il popolo, sentimento, empatia, partecipazione. La rivoluzione non si annuncia se non hai la volontà di rompere con il sistema. Ed anzi legittimi il sistema più opaco. La rivoluzione è rottura del sistema ed affidabilità di governo. La rivoluzione è storia se fai la rivoluzione, se l’annunci e poi ti leghi con il sistema non è rivoluzione, ma revisionismo. Da Napoli non portiamo denari o poteri, ma sette anni di cose fatte. La nostra dote politica. Vogliamo unirci a tutte le persone, i movimenti, gli amministratori, i militanti che vogliono fare la rivoluzione senza confini. Dall’acqua pubblica, alla rottura dei rapporti tra mafia e politica e corruzione e politica, dai beni comuni, alla valorizzazione dei luoghi liberati per un diritto come strumento di trasformazione sociale e non come schermo formale per il grimaldello repressivo dell’ordine costituito, dalla pubblicizzazione dei servizi di rilevanza costituzionale, all’inclusione, dalle città dell’accoglienza contro le comunità degli egoismi, dalle città dei giovani, del turismo e della cultura contro le comunità del rancore. A Napoli, senza soldi, in una città difficilissima con tanti problemi, assediati dal sistema, dai debiti ingiusti ed illegali, aggrediti dalle politiche liberiste, abbiamo dimostrato che nulla è impossibile. Lavoriamo insieme, per l’unità, fatta di credibilità e coraggio, per l’attuazione dei valori costituzionali. Per una società più umana e più felice. Siccome il tempo è adesso, anche di questo discuteremo nell’assemblea congressuale del nostro movimento democrazia ed autonomia, venerdì 25 maggio, al cinema modernissimo di Napoli. Per costruire un’agorà ancora più forte, oltre i confini, per dimostrare che i sogni si possono realizzare se le volontà si uniscono. Il demos unito non si può arrestare, è solo il popolo che scrive la storia. Ho sempre vissuto da rivoluzionario e da romantico, nella gioia e nel dolore, per questo ci credo e non ho mai smesso di lottare e di sognare allo stesso tempo. Del resto solo chi ama vive e muore una volta sola, chi non ama muore ogni giorno o al massimo sopravvive.

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PRIMO PIANO

Nella madre di tutte le battaglie (quella contro il debito ingiusto) abbiamo ottenuto un grande risultato sul pignoramento delle casse del Comune per un debito del 1981 (CR8 terremoto). Dopo gli incontri che ho avuto a Palazzo Chigi la scorsa settimana, lo Stato si è accollato la gran parte del debito, come chiedevamo da mesi. Le casse si possono sbloccare. Lotta e cooperazione istituzionale con il governo Gentiloni hanno portato al raggiungimento dell’obiettivo. La strada è ancora lunga, le meteoriti del debito ingiusto e le gabbie normative e finanziarie, condotte ingiuste e pericolose di pezzi di ordine costituito, rischiano ancora di soffocare la Città. Ma sappiamo quello che dobbiamo fare per vincere e quello che la Città non farà mai e mai accetterà: il dissesto per le colpe e nefandezze di chi ha rovinato le nostre terre. Hanno prodotto disastri e rovine, oggi Napoli vuole vivere e superare le ferite ancora aperte. Da sette anni, senza soldi e con continui ostacoli istituzionali e finanziari, abbiamo portato – solo grazie ai napoletani – Napoli ad essere prima per cultura e turismo, in forte crescita per economia e lavoro. Napoli non accetterà più ingiustizie, la rinascita della nostra Città non merita questi macigni sul suo percorso. Siamo pronti e determinati a rimuovere, con ogni mezzo, tutti gli ostacoli che impediscono e impediranno lo sviluppo del popolo napoletano. Non si torna più indietro. Siamo pronti per ogni sfida, per vincere, per portare Napoli sempre più in vetta.

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PRIMO PIANO

I dati statistici parlano di record storico per Napoli. La Città nella sua Storia non ha mai avuto un numero di turisti così alto. E’ un fiume in piena da anni, milioni di persone. I dati statistici parlano di centinaia di milioni di euro di economia civile reale, diffusa, orizzontale, che arriva nelle famiglie e nei quartieri. I dati statistici stimano migliaia e migliaia di posti di lavoro creati. Siamo solo all’inizio della costruzione di una Capitale del mondo che arriverà, una volta superate le discriminazioni e le ingiustizie dei poteri centrali e dei sistemi criminali, alla sua totale autodeterminazione ed autonomia. Tre anni per questo obiettivo. E’ importante che ogni napoletano, ogni abitante della nostra amata Napoli, partecipi a questa rivoluzione per la Città. Insieme, uniti, siamo una superpotenza. Soprattutto di umanità. Noi ce la stiamo mettendo tutta, con pochi mezzi e senza soldi, con grande volontà, immensa passione ed infinito amore per Napoli. Se continuiamo così tra qualche anno Napoli produrrà ricchezza e lavoro per tutte e tutti, nessuno escluso, con riduzione delle disuguaglianze e con maggiore giustizia sociale. La forza del popolo e della Città è formidabile, Napoli è potente. Voglio ringraziare tutte le persone che mi stanno aiutando a guidare Napoli, Città tra le più difficili e che per me, nessuno me ne voglia, è la più bella del mondo.

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